Post

Visualizzazione dei post da novembre, 2021

La commedia all'italiana 6

Immagine
 di Leo Spanu Totò a colori (1952) di Steno (Stefano Vanzina, Arona 1917- Roma 1988). Con Totò (Antonio De Curtis, Napoli 1898- Roma 1967), Franca Valeri (Milano 1920- Roma 2020), Fulvia Franco (Trieste 1931- Roma 1988), Isa Barzizza (Sanremo 1929), Vittorio Caprioli (Napoli 1921- 1989), Luigi Pavese (Asti 1897- Roma 1969), Mario Castellani (Roma 1906- 1978), Alberto Bonucci (Campobasso 1918- Roma 1969), Carlo Mazzarella (Genova 1919- Roma 1993). Costruito su una trama esile è un insieme dei migliori sketch di Totò; memorabili quelli dell'incontro nel treno con l'onorevole Trombetta (il vagone letto) e della marionetta Pinocchio. La banda degli onesti (1956) di Camillo Mastrocinque (Roma 1901- 1969). Con Totò (Antonio De Curtis, Napoli 1898- Roma 1967), Peppino De Filippo (Napoli 1903- Roma 1980), Giacomo Furia (Arienzo 1924- Roma 2015), Gabriele Tinti (Molinella 1932- Roma 1991), Giulia Rubini (Pescara 1935), Luigi Pavese (Asti 1897- Roma 1969), Memmo Carotenuto (

La commedia all'italiana 5

Immagine
 di Leo Spanu Don Camillo (1952) di Julien Duvivier (Francia 1896- 1967). Con Fernandel (Fernand Contandin, Francia 1903- 1971), Gino Cervi (Bologna  1901- Punta Ala 1974),  Franco Interlenghi (Roma 1931- 2015), Saro Urzì (Catania 1913- San Giuseppe Vesuviano 1979), Giorgio Albertazzi (Fiesole 1923- Roccastrada 2013). Tratto dai racconti di Giovannino Guareschi (1908-1968) il film ha dato avvio ad una serie di altri film di grande successo coi personaggi di don Camillo (Fernandel) il parroco che parla direttamente con Dio e il suo acerrimo nemico-amico Peppone (Cervi) sindaco comunista di un piccolo paese della bassa padana. Due personaggi sanguigni che raccontano un'Italia che non c'è più, con grandi ideali e belle  battaglie da combattere ma specialmente con la speranza di un futuro che ormai abbiamo gettato dietro le spalle. La grande guerra (1959) di Mario Monicelli (Roma 1915-2010). Con Vittorio Gassman (Genova 1922- Roma 2000), Alberto Sordi (Roma 1920- 2003), Silv

Ma che cazzo dici !

 di Leo Spanu Propongo di inserire nella costituzione italiana, nel galateo, nei  dieci comandamenti, nei decreti d'urgenza dei governi, nella dichiarazione dei diritti dell'uomo, negli oroscopi, nei menù di McDonald, il seguente principio: Prima di parlare accertatevi che il cervello sia collegato alla lingua oltre che al telefonino (o i-phone). Ad ogni castroneria, pronunciata senza pensare, uno squillo elettronico dall'aldilà vi chiamerà e vi dirà: Ma che cazzo dici ! L'unico dubbio è che subito si intaseranno le linee perchè , come diceva il poeta (Manzoni): " S'ode a destra uno squillo (di tromba), a sinistra risponde uno squillo ". Vediamo qualche esempio di "perle" di benpensanti. E ricordatevi sempre che un" che cazzo dici? " al giorno toglie l'imbecille di torno. A proposito di Manzoni (Alessandro ) ne I promessi sposi si parla di peste (Milano 1629-30) ed untori,  anche allora c'erano i no-vax: " All'inizio d

La commedia all'italiana 4

Immagine
 di Leo Spanu Totò, Peppino e la malafemmina (1956) di Camillo Mastrocinque (Roma 1901- 1969). Con Totò (Antonio De Curtis, Napoli 1898- Roma 1967), Peppino De Filippo (Napoli 1903- Roma 1980), Vittoria Crispo (Napoli 1900- 1973), Dorian Gray (Maria Luisa Mangini, Bolzano 1928- Torcegno 2011), Teddy Reno (Ferruccio Ricordi, Trieste 1926), Nino Manfredi (Castro dei Volsci 1921- Roma 2004), Mario Castellani (Roma 1906-1978). Film dalle mille invenzioni comiche: l'arrivo alla stazione di Milano, il vigile, la lettera e tanti altri momenti davvero esilaranti con l'aggiunta di una canzone (di Totò) "Malafemmina" che è diventata un successo mondiale. Una curiosità: la lettera è stata un'invenzione di Totò e Peppino, non prevista nel copione e fu girata due volte perchè durante la prima volta il personale di scena non riuscì a trattenere le risate. La (famosa) domanda al vigile milanese: " Noio, volevam savoir, per andare dove dobbiamo andare, per dove

E' finita a schifio

 di Leo Spanu Alla fine la stupidità ha vinto. Non mi riferisco al popolo dei  no-vax e di no-green pass, non mi aspetto certo manifestazione di intelligenza da chi utilizza la testa solo come supporto per i capelli o come deposito di forfora. Mi riferisco ai filosofi tromboni, ai giornalisti (uomini e donne) che scrivono libri illeggibili, ai rappresentanti della politica urlata, tutta gente che spaccia come valori assoluti banalità che neanche nei Baci Perugini. Non faccio nomi per carità cristiana perchè qualcuno, un tempo, aveva anche una buona reputazione costruita con un lavoro serio; oggi, certi personaggi, li vedi aggirarsi nei salotti televisivi, fonti uniche di "informazione corretta", come fantasmi nei vecchi castelli, agitando e sbattendo catene arrugginite per far paura ai bambini. E fanno tanto rumore sul nulla. Rischiamo di tornare alle chiusure forzate delle nostre città perchè il buon senso è diventato merce rara. Ma come si fa a dire che i vaccini non servon

La commedia all'italiana 3

Immagine
 di Leo Spanu Guardie e ladri (1951) di Mario Monicelli (Roma 1915- 2010) e Steno (Stefano Vanzina, Arona 1917- Marzo 1988). Con Totò (Antonio De Curtis, Napoli 1898- Roma 1967), Aldo Fabrizi (Roma 1905- 1990), Mario Castellani (Roma 1906- 1978), Rossana Podestà (Tripoli 1934- Roma 2013), Carlo Delle Piane (Roma 1936- 2019), Ave Ninchi (Ancona 1915- Trieste 1997), Aldo Giuffrè (Napoli 1924- Roma 2010),  Ernesto Almirante (Mistretta 1877- Bologna 1964), Pina Piovani (Corchiano 1897- Roma 1955). Per la prima volta Totò, in un ruolo drammatico ma non piace alla critica. Strana storia, sul filone del neorealismo, con un ladro (Totò) che accetta di andare in prigione per aiutare la guardia (Fabrizi) a condizione che questi aiuti la sua famiglia. Problemi di censura per un film che piacque all'estero e, anni dopo, fu proiettato anche in Cina doppiato in cinese. I soliti ignoti (1958) di Mario Monicelli (Roma 1915- 2010). Con Vittorio Gassman (Genova 1922- Roma 2000), Renato S

La commedia all' italiana 2

Immagine
 di Leo Spanu Un americano a Roma (1954) di Steno (Stefano Vanzina, Arona 1917- Roma 1988). Con Alberto Sordi (Roma 1920- 2003), Maria Pia Casilio (Castelnuovo 1935- Roma 2012),  Carlo Delle Piane (Roma 1936- 2029),  Leopoldo Trieste (Reggio Calabria 1917- Roma 2003), Ursula Andress (Svizzera 1936). Un film, costato pochissimo, che doveva essere un fiasco e che invece salvò dal fallimento una piccola casa produttrice e diede un enorme successo ad Alberto Sordi nel ruolo di Nando Moriconi, un giovane romano innamorato dell'America che parla un inglese immaginario. Famosa la scena del pranzo; schifando il mangiare all'americana, Sordi si rivolge al piatto di spaghetti (ormai freddi) preparatogli dalla madre:   Maccarone, m'hai provocato e io ti distruggo. Adesso io me te magno . Alberto Sordi da indicazioni stradali ad un malcapitato turista americano. Naturalmente lo fa nel suo demenziale linguaggio. A volte ho il dubbio che oggi molti, parlino un "inglese" si

L'uselin de la comare...

 di Leo Spanu "L'uselin de la comare, proprio lì volea volare" cioè al centro dello schieramento politico. Ogni giorno, fior di giornalisti dall'intelligenza sublime ci  fracassano gli zebedei dicendo che Matteo Renzi, "l'uselin" che da anni svolazza nei cieli della politica italiana, si è spostato a destra. Renzi è la moderna edizione della vecchia DC (Democrazia Cristiana) un partito insediato profondamente al centro che secondo, necessità e opportunismo, andava a raccogliere voti a destra e a sinistra. Quando Renzi era segretario del Partito Democratico (ed io un iscritto) non l'ho mai votato perchè non voterei la DC, in qualunque forma si presenti, neanche sotto tortura. Il desiderio di noi ultimi socialisti (siamo una razza in estinzione ormai) è quello di non morire democristiani: non so se ci riusciremo. Matteo Renzi è probabilmente il politico più odiato da quando esiste la Repubblica, a me è simpatico perchè è  toscano di Firenze ma non cond

La commedia all'italiana 1

Immagine
 di Leo Spanu Presentazione Mi capita sovente di criticare il cinema italiano di oggi ma un tempo il nostro cinema era all'avanguardia malgrado  la puzza al naso di molti critici che guardavano alla Francia come all'origine di ogni bellezza: cinematografica, pittorica e letteraria. Qualcuno aggiungeva anche il vino per via dello champagne bevuto con le ostriche; tutta gente che non ha mai assaggiato le pappardelle al cinghiale con un buon bicchiere di Brunello di Montalcino. Oggi sono rimasti ancora molti critici che vedono nei film di Woody Allen sempre e solo dei capolavori: gli americani, anche quelli filo italiani,  si stanno ancora domandando se abbiamo ancora tutti i neuroni a posto o se, dopo il Rinascimento, da noi, nel cinema, non sia iniziato un periodo nero tipo la caduta dell'Impero Romano. Per quanto riguarda la politica, la musica e la letteratura effettivamente non stiamo molto bene; a noi italiani ci salvano ancora la poesia, la pittura, le arti cosiddette m

Chi scrive i libri di Bruno Vespa ?

 di Leo Spanu In questi giorni Bruno Vespa sta presentando il suo ultimo libro a destra e a manca: tutti i politici e i giornalisti a fargli da corona ma la vera domanda non è quella del titolo ma : chi è Bruno Vespa ? Bruno (Paolo) Vespa nasce a L'Aquila il 27 maggio del 1944 ed è, ufficialmente, un giornalista, un conduttore televisivo, un autore televisivo, un conduttore radiofonico, uno scrittore saggista. Secondo Alessandra Mussolini (che lo chiama zio) è il figlio segreto di Benito Mussolini. In effetti la madre di Vespa avrebbe avuto una relazione con il Duce nel periodo in cui era imprigionato in un albergo di Campo Imperatore mentre lei ci lavorava come cameriera. Possibile e plausibile, le coincidenza sono tante ma Vespa ha sempre negato tutto. Per me invece Bruno Vespa è un robot, ma poi mi viene in mente che all'epoca solo Asimov parlava  (e scriveva) di robot ma si trattava ancora di fantascienza. Giornalista precoce (esordì a 16 anni), laurea alla Sapienza di Roma