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Visualizzazione dei post da ottobre, 2023

In giro per il mondo 1

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 di Leo Spanu Da  "io che giro il mondo" è facile passare a "io che miro il tondo" (Don Backy. No, non è un prete ma un cantautore. Pure scarso) a "io che sono biondo"  a "io che vado a fondo" a "io che arrivo secondo" a "io che Marlon Brando". Invece è difficile stare sullo sfondo come una mosca spiaccicata sulla russia. Lo so mi capita di perdere spesso la trebisonda quando voglio fare il giramondo e invece non ho una lira (è una moneta antica non uno strumento musicale) per far ballare un gobbo o per ballare un ballo tondo (tipico ballo sardo così chiamato perchè è un giramento). Non ho più neppure il tempo per viaggiare e questo mi dispiace assai perchè, come diceva un saggio e gaudente anonimo, a me piacciono due cose. La seconda è viaggiare. Ed ora che ho cercato di gabbare lo mondo intero (noto come  globo terracqueo) imitando l'intelligenza degli elettricisti (Paolo Conte), dei satrapisti e dei leghisti,  torniamo

Pittura: Castelli

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 di Leo Spanu Sarà perchè ho vissuto la mia giovinezza a Brescia, dove un castello su una collina al centro della città sorveglia uomini e cose, ma sono sempre stato affascinato dai castelli. L'Italia è ricca di queste costruzioni forse perche la storia d'Italia è sempre stata una storia di guerre continue da qui la necessità di difendersi. Ma col tempo questi edifici si sono trasformati in residenze arricchite di opere d'arte e migliorate dai vari stili di ristrutturazione; a volte si sono trasformate in prigioni. E' il destino dell'uomo, ogni volta che riesce ad avvicinarsi al cielo grazie all'all'arte e alla cultura  subito precipita alla terra  come  Icaro che si è avvicinato troppo al sole. Ma la causa il più delle volte non è la sete di conoscenza ma il nostro egoismo che dà via libera alla nostra  cattiveria  che ci regala solo la miseria dell'anima. Johann Ludwig Aberli (Svizzera 1723-1778) Nuovo castello della baronia di Belp, vista ovest (1757)

San Francesco (R)

 di Leo Spanu Il mio ultimo romanzo  "Il santo e l'assassino" uscito da pochi giorni racconta di San Francesco anzi di Francesco. Perchè ho scritto di San Francesco? Non lo so. L'articolo che segue è di oltre vent'anni fa. Pagine della memoria San Francesco Da tempo ho risolto i miei problemi religiosi, un' educazione indirizzata verso una fede bigotta e terrorizzante mi ha creato qualche difficoltà durante l' adolescenza. Ora sono un uomo libero da superstizioni e consuetudini ipocrite e formali. Credo che la religione cristiana e probabilmente anche le altre siano una dichiarazione di guerra contro l' uomo. Poi incontri personaggi anomali. Mi irritava questa continua mortificazione fisica di Francesco. Una volta pensavo ad una forma esasperata di fanatismo masochista ma mi sbagliavo. Credo che Francesco abbia voluto, un millennio dopo, riprendere l' esempio di Gesù Cristo. Caricare su se stesso tutto il dolore del mondo, un compito terribile,

Gaza. Palestina

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Leo Spanu  C'era una volta. Cominciano così le favole per bambini. Oggi le favole sono finite.

Gente di strada (R)

 di Leo Spanu Gente di strada Milano. Alla stazione del metrò di piazza Repubblica salgono tre ragazzi armati di chitarra e fisarmonica. I due maschi avranno diciotto anni o poco più, la ragazza ha un volto e un fisico da dodicenne. Attaccano con una vecchia canzone del repertorio folk americano. Lei ha una voce sottile e roca, quasi si perde tra i rumori del treno. Trenta secondi di esibizione, un barattolo di coca cola tagliato a metà circola tra i pochi passeggeri. Qualche moneta rimbalza con un suono cupo. Alla stazione successiva i tre scendono e spariscono velocemente come sono apparsi. Bologna. Portici di via Indipendenza: due ragazzi, ben vestiti, non fanno niente. A turno fermano i passanti e chiedono una monetina. Lei è vestita come l' assemblaggio d' un cieco, il volto è un campionario di piercing. E' molto giovane ma ha l' espressione dura come un vecchio senza speranze. Lui, sdraiato per terra, fuma e pensa ai fatti suoi. Stanno lì tutto il giorno, gi

Strade (R)

 di Leo Spanu Pagine della memoria Strade Mi è sempre piaciuto camminare, soprattutto di notte quando le case perdono i loro contorni e le strade si aprono alla fantasia. Di giorno, i colori volgari delle facciate disturbano i pensieri, da anni c' è una corsa sfrenata al cattivo gusto. Le città moderne sono costruite contro l' uomo, si usano e poi si cerca di vivere fuori, dove non importa, ma fuori. Le macchine, i rumori, i manifesti della pubblicità, la gente che ha fretta, la strada sparisce nel vortice della vita frenetica dei nostri giorni, forse si nasconde e aspetta la notte. Invano. Le città di notte si aprono ad un mondo ancora più frenetico, la parola d'ordine è divertimento. Moto che sfrecciano, automobili che gareggiano, discoteche che sparano luci e colori impazziti, bar chiassosi dove ammazzare il tempo e le parole. Ogni tanto qualcuno muore. E ancora sirene e polizia e ambulanze e venditori di sogni artificiali e giovani donne disponibili, pagabili un tan

Brescia (1970). Un uomo vero

 di Leo Spanu Pagine della memoria Un uomo vero Quando i miei genitori, nel 1970, decisero di rientrare definitivamente in Sardegna io e mio fratello scegliemmo di restare a Brescia. Lui lavorava come rappresentante con alterne fortune mentre io cercavo di studiare senza molta convinzione. Trovammo una stanza ammobiliata   nella zona di corso Garibaldi, in una viuzza interna dove il sole si dimenticava di entrare, il massimo per le nostre magre finanze. Il proprietario, Ernesto, un omone grande e grosso di una quarantina d'anni aveva la fedina penale lunga quanto via Milano. Mi prese subito a benvolere come a un fratello minore. Con mio fratello invece neanche parlava. Non lo stimava e non volle mai spiegarmene le ragioni. Trovavo il fatto incomprensibile anche perchè mio fratello è sempre stato un tipo allegro   e simpatico, spontaneo nei rapporti umani, diverso da me che ho sempre avuto un carattere introverso e difficoltà a legare con gli altri. Ma il nostro padrone di c

Milano 1968 (R)

 di Leo Spanu Pagine della memoria Milano Milano è come un vestito che nessuno vuole indossare, troppo impegnativo. Infatti è una città unica, abitata solo ed esclusivamente da milanesi e non importa se poi provengono dalla Sicilia o dalla Calabria. Solo i milanesi hanno diritto di cittadinanza, gli altri sono di passaggio. Anche se vengono da Brescia come il sottoscritto. Ma non importa, io sono qui solo per studiare. E'   passato da poco il “Maggio 68”, data storica ed io non capisco niente della nuova università. Dov' è finita quell'istituzione che avevo lasciato prima di partire per il servizio militare? I professori cedono il passo agli studenti, quasi chiedono scusa della loro esistenza. La polizia vigila in forze agli ingressi delle facoltà. Fa specie vedere un poliziotto che chiacchiera amichevolmente con un venditore di sigarette di contrabbando e poi guarda torvo uno studente vestito da “sessantottino”. Sono confuso. Mi fa da guida in questo nuovo mondo Dani

Cuneo 1967 (R)

 di Leo  Spanu Pagine della memoria Cuneo Cuneo nel mese di giugno è una città spogliata. La neve, che d' inverno la ricopre, le dà anima e personalità. D' estate si addormenta e solo gli improvvisi temporali aprono uno squarcio di vita   e di colore nel grigio-verde del cielo. Quando giunsi alla stazione avevo una valigia di calzini e mutande, due confezioni giganti di nutella, poche migliaia di lire e l' umore sotto le scarpe. Ho mangiato solo nutella per una settimana, ogni volta che mi avvicinavo alla mensa della caserma l’ odore mi nauseava. In seguito avrei mangiato cose impossibili ma ho odiato la nutella per il resto della vita. Fra addestramento e lavaggi di pentole, piatti, gabinetti e altre amenità militari, Cuneo m' è passata davanti senza farsi scoprire. Le rare volte che andavo in libera uscita mi stupivo per quegli interminabili portici, potevi passeggiare a lungo durante un temporale senza bagnarti minimamente. Ma uscivo poco, senza soldi la vita

Donne (1967) R

 di Leo Spanu Pagine della memoria   Donne C' è stato un tempo che ho smesso di pensare. Il mondo fasullo che conoscevo mi era sfuggito dalle mani, presto sarebbe saltato in aria ma io non lo sapevo. Vivevo i miei giorni indifferente a tutto, avevo lasciato gli amici e loro mi avevano lasciato andare. Mi ero chiuso in un silenzio apatico che non si apriva a niente e a nessuno, anche i miei genitori erano solo una presenza fastidiosa.  Per guadagnarmi qualche soldo facevo il piazzista porta   a porta nei paesi dell' hinterland di Brescia. Ho venduto di tutto: enciclopedie che non valevano la carta, deodoranti, detersivi, camicie, persino calze da donna e collants. Il mio aspetto da bravo ragazzo piaceva alle potenziali clienti: contadine, operaie, lavoratrici in nero all' interno di case che si rivelavano essere fabbriche tessili e altro. Bellino, pulitino, educato, ben vestito con giacca e cravatta, facevo tenerezza e poi parlavo così bene l' italiano fra tanta gent

Agnone (1965) R

 di Leo Spanu Pagine della memoria Agnone Agnone è una sentinella appostata su una roccia alla fine di una strada tra i boschi del Molise. Per tre lati si affaccia su uno strapiombo che dà le vertigini, intorno solo il cielo e una solitudine che non dispiace. Altro la memoria non mi racconta, neanche il nome di una ragazza che mi parlava del suo paese e dei suoi sogni. Era un amore piccolo che aveva paura di sbocciare. Avevamo 19 anni ed eravamo ingenui come solo si poteva essere in quegli anni. Nel tempo libero passeggiavamo per i vicoli antichi, mano nella mano. Visitammo le fabbriche artigianali di campane, da secoli l' attività principale del paese, primo fornitore dello stato del Vaticano. Infatti  l' influenza della chiesa era visibile non solo negli stemmi papali dipinti o scolpiti nei palazzi patrizi ma nella cultura e nella vita quotidiana di quella popolazione. Lei mi fece conoscere i suoi amici e la sua famiglia. Ricordo un ragazzo stralunato, innamorato della

Brescia 1959. Storia di un insegnante (R)

 di Leo Spanu Sempre da " Pagine della memoria" racconti del tempi che ero bresciano. Non si tratta di nostalgia, malattia tipica di noi "vecchi" (almeno così dicono) ma mi sono reso conto che le esperienze giovanili sono davvero formative, a volte determinanti nelle nostre scelte di vita. La memoria conserva storie vecchie di decenni, sono ricordi sempre vivi. Poi cancella storie e persone di pochi giorni e  pochi mesi fa. Pagine della memoria   Storia di un'insegnante La mia insegnante di lettere (italiano e latino) delle medie era una donna piccola e minuta, di età indecifrabile tra i trenta e cinquant' anni. Di aspetto insignificante, anzi decisamente bruttina; le rare volte che sorrideva rassomigliava in modo impressionante ad un teschio. Amava totalmente il suo lavoro, non aveva altro nella vita. Nubile, viveva con la sorella in un piccolo appartamento vicino alla sede centrale della scuola. Un' esistenza molto riservata e solitaria. Si era mes

I bambini di Gaza

Save the Children. 1000 bambini morti sotto le bombe a Gaza Dove vanno a dormire i bambini quando muoiono bambini? La morte non li vuole fa un altro mestiere. Lei raccoglie solo i dolori alla fine della nostra storia alla fine di ogni storia. Ma i bambini non hanno storia e lei non può tenerli tra le braccia; sono come l’acqua che scivola tra le dita, sono come il vento che soffia tra i capelli sono come il suono di una ninna nanna una voce dolce che accarezza il loro sonno. No, i bambini non possono morire. I bambini sognano mentre dormono e ridono e sorridono.

Brescia 1962. La contestazione (R)

 di Leo Spanu Il brano fa parte sempre di "Cartoline e dintorni" ma all'interno di una rubrica "Pagine della memoria (che racconta  momenti particolari). Ho scritto a suo tempo che "Cartoline e dintorni" è una raccolta di  appunti che narrano ricordi, impressioni, riflessioni, note dei miei viaggi, il tutto in modo apparentemente slegato, fatta salva la cronologia.  Era un gioco (gli ultimi appunti risalgono ad una quindicina di anni fa), un modo per fissare sulla carta (e nella memoria) persone e avvenimenti importanti per me, ma lo scrivere mi ha preso la mano e mi è venuta la voglia di diventare uno scrittore. In realtà il sogno della scrittura è sempre stato lì, in qualche angolo della mente, dormiente perchè avevo altro da fare, tipo vivere e sopravvivere e poi una cosa è scrivere una, due pagine magari qualcuna in più per un racconto, altro un romanzo. Invece quando ho cominciato il primo romanzo ( I ragazzi delle case INCIS) le parole della storia mi

Brescia 1965. Cronache liceali 2 (R)

 di Leo Spanu Seconda parte delle cronache liceali  ma non andate via, non è la fine della storia, c'è ancora un episodio intitolato "La contestazione". Brescia 1965. Cronache liceali 2 Maria Paola (nome di fantasia) era la “ bruttina” della compagnia. Quando compì 18 anni, la famiglia non organizzò un semplice ballo, l'ingresso in società doveva avvenire tipo il classico ballo delle debuttanti. Fu una cerimonia con scarsi quarti di nobiltà ma con molto lusso buzzurro. Maria Paola si vide regalare dal padre una Mercedes e lei non aveva ancora la patente. Io che avevo un anno più di lei e la patente fresca di conio, per poter utilizzare la Prinz di mio padre (macchina sempre tedesca ma grande quanto una scatoletta di Simmenthal) almeno due volte al mese dovevo lucidare tutte le maniglie (d'ottone) delle porte di casa con il Sidol. Infatti mia madre decideva, col ricatto o dietro prestazione lavorativa   casalinga, il mio utilizzo della

Da che parte stare ? (R)

di Leo Spanu Questo articolo è stato scritto e pubblicato sul blog il 13 maggio 2021. Lo ripropongo perchè a distanza di oltre due anni non è cambiato nulla. In realtà mi ero ripromesso di non scrivere niente sulla guerra tra Israele e Palestina perchè le notizie e le immagini che ogni giorno vengono trasmesse dalla stampa mi stanno mettendo in crisi. Quando si invecchia, se non sei diventato acido e cattivo, fa male anche il dolore degli altri. Da che parte stare? Ancora una volta la guerra tra Israele e Palestina col solito bagaglio di bombe e morti,   ancora una volta, in Italia, c’è la corsa dei politici a schierarsi da una parte, normalmente quella del più forte,   dalla parte di Israele. Io in questi casi mi schiero sempre dalla parte della pace perché tutti e due i popoli hanno torto e ragione insieme ma non è certo con le armi che risolveranno i loro contrasti. Questa guerra infinita è l’ennesima dimostrazione dell’incapacità dell’ONU a pesare sui conflitti sparsi in ogni par