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Saluti da Tokyo: Arigato

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 di Leo Spanu Quell'ottimo giornale che è IL POST (devo trovare il sistema per abbonarmi vista la mia ignoranza nell'uso della tecnologia) ha pubblicato molte fotografie dei giochi olimpici appena conclusi. Ne riporto alcune nel mio blog. La squadra italiana di ginnastica ritmica, medaglia di bronzo (Laurence Griffiths/Getty Images) La squadra canadese nella prova di nuoto sincronizzato (Rose/Getty Images) Il velocista italiano Filippo Tortu dopo aver vinto la staffetta 4x100 (AP Photo/ Francisco Seco) Gli atleti del decathlon dopo i 1500 metri (Richard Heathcote/Getty Images) La ginnasta italiana Milena Baldassarri, sesta nell' all around individuale (Laurence Griffiths/Getty Images) La giamaicana Megan Tapper festeggia la medagli di bronzo nei 100 metri ostacoli (Patrick Smith/ Getty Images) I quarti di finale femminili di BMX (Laurence Griffiths/Getty Images) Il giamaicano Hansle Parchment vince i 110 metri ostacoli (AP Photo/ David J. Phillip) La danese Sara Petersen d...

Le biciclette rosse

 di Leo Spanu Un pomeriggio che la noia e la canicola scioglievano anche i pensieri, un gruppo di ragazzi partì alla ricerca del fresco. Seguirono la strada principale fino a Paese poi deviarono in un viottolo verso l'interno della campagna. Due filari di faggi, come una galleria naturale, facevano da velo ad un sole dispettoso ed era piacevole pedalare all'ombra di quei grandi alberi. Si fermarono presso un ruscello per bere. - Non vorrete bere quell'acqua?- La domanda di Domenica esprimeva lo stesso disgusto  della sua faccia. -Perchè no?-  - Ma è piena di girini!- continuò Nuccia. - Avete ragione. Bove preferirebbe delle rane adulte.- Lucianino non perdeva l'occasione per punzecchiare l'amico. - Non temere, te ne lascerò qualcuno. - A volte Bove sapeva rispondere con le parole non solo coi pugni. -Io non la bevo.- Giacomo fece sapere la sua opinione e si beccò il solito coro- -Altrimenti lo dico alla mamma.- Lucianino se ne uscì con un delle sue assurde domande. ...

E adesso che guardo?

 di Leo Spanu Per due settimane ho guardato, in televisione, solo le Olimpiadi. E’ stato come prendersi una vacanza in montagna: l' aria fresca del mattino e lunghe passeggiate tra colori e profumi dimenticati.  Niente notizie deprimenti che mamma RAI ti scarica addosso  come una befana incazzosa col suo sacco di carbone per gli spettatori cattivi. Niente delitti impuniti, mamme che piangono (a proposito è vero che anche i ricchi piangono: ho visto il calciatore Messi asciugarsi le lacrime con una vagonata di milioni di euro). Niente esperti di costituzione (quella sana e robusta non quella dello stato italiano) che parlano   di "libertà rubata" dai vaccini. E infine niente   medici, laureati all’università di Facebook che insegnano "ano e tomia". Mi fa tristezza l’idea di dover tornare a rivedere le facce di Salvini e  di   Meloni, il gatto e la volpe della destra italiana, quelli che hanno preso l’Italia per il paese dei balocchi e Pinocchio...

A giochi fatti...

di Leo Spanu A Olimpiadi praticamente finite, alcune considerazioni di carattere generale. Ci sono sport che io avrei tolto dai giochi: ginnastica, ginnastica artistica, nuoto sincronizzato e qualche altro che adesso mi sfugge. Non mi piacciono? Ma scherziamo!! Sono rimasto incantato davanti all'esibizione delle nostre ragazze della ginnastica artistica: farfalle  leggere e delicate  come un sogno di mezza estate. Il fatto è che i protagonisti (in male) di questi sport non sono gli atleti ma i giudici. Quando nell'atletica leggera il cronometraggio era manuale ho litigato col  rischio di essere espulso non solo dal campo. Non sono un piantagrane per carattere e se ho il minimo dubbio di avere torto preferisco stare zitto ma ho incontrato giudici di gare di una presunzione infinita. Tutta gente che non sbaglia mai: ho visto ragazze e ragazzi piangere perchè convinti (a ragione) di avere subito un ingiustizia. Provate voi a stare calmi! Ci sono giudici che sono come certi i...

Mille automobili. Anzi di più, quasi mille.

di Leo Spanu Non passavano molte automobili da quelle parti. Treviso era una piccola città di provincia ad economia perlopiù agricola. Del resto, nel 1954, poche persone potevano permettersi un auto. La guerra era finita da pochi anni e la maggior parte delle persone era impegnata a costruirsi un futuro. Anche alle case INCIS, dove si trovava qualche funzionario benestante, l'automobile era un sogno ancora lontano. Infatti l'unica macchina era di pochi mesi prima. Apparteneva  ad un signore del quarto palazzo, un dirigente in pensione, più largo che alto, noto tra i bambini come l'uomo dallo stronzo in bocca per via di un enorme sigaro sempre acceso e fumante. L'uomo aveva comprato una Topolino nera. Leandro abitava nello stesso palazzo, stessa scala ma all'ultimo piano e una volta  era stato invitato, insieme al fratello, dalla moglie del vecchio, una signora simpatica e suonata che adorava i bambini (la coppia non aveva avuto figli). Li aveva fatti accomodare in u...

L'oro d'Italia

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 di Leo Spanu Queste sono le prime pagine di oggi di quasi tutti i giornali italiani. Quasi perchè alcuni non considerano importante l'Italia sportiva; ci sono cose più serie di un'Olimpiade vivaddio! Così Travaglio si preoccupa del futuro politico di Giuseppe Conte. Quasi quasi mi sono più simpatici gli inglesi che quando perdono, nel loro piccolo, si incazzano. ;Le immagini sono tratte da IL POST

I tigrotti della Malesia

 di Leo Spanu A raccontare le imprese e le avventure dei ragazzi delle case INCIS c'è da perdere la ragione. Comunque questa è la cronaca di una storia qualunque. A monte del Little Bigiorn (- Si, buongiorno!) si era schierato il 7° Cavalleggeri comandato dal generale Caster (Renato), più arretrato il reparto mobile della Legione Straniera con i cammelli (Ma quante gobbe hanno i cammelli?- Due, ignorante, come le emme e le palle). Delle lunghe canne, con dei pezzi di spago come redini, erano a scelta cammelli, cavalli o altri animali a piacere. Dietro i monti Appalacchiacani (- Ma sei sicuro che si chiamano così? Certo, l'ho letto nell'Intrepido.-) i lancieri del Bengala capitanati da Gari-Cuper (Lucianino, lo spilungone del gruppo) erano di riserva pronti ad intervenire. Sul fronte avversario Toro Seduto (e chi se non Bove), Cavallo Pazzo (Matteo) con gli indiani Seminoles e Apaches, l'ultimo dei Mohicani (Danilo con cinturone e pistole), Sandokan coi pirati della ...

Venti di guerra

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 di Leo Spanu Leandro aveva appena compiuto dodici anni. Il bambino piccolo ed esile si stava trasformando in un ragazzo non alto ma ben piazzato. Sulle gambe i primi peli e un guizzare nervoso di muscoli. Anche Bove era cresciuto ma restava sempre un brutto ciccione. Non servirono provocazioni. Dopo sei anni quella sfida, degna dell'OK Corral, era arrivata al suo naturale epilogo. I due si diedero appuntamento nello scantinato del palazzo di Bove. Nessun spettatore per quella resa dei conti. Bove era più alto e decisamente più grosso ma poco agile e lento nei movimenti. Leandro era molto più rapido e aveva alle spalle anni di attesa. Bove cercò di afferrare l'avversario per stritolarlo nella sua morsa, ma Leandro gli sfuggiva come un'anguilla. Trascorsero vari minuti di mosse contromosse. Bove cominciava ad essere stanco, quel maledetto gli ballava davanti come una mangusta. Per la prima volta, Bove sentì e capì la paura. Si distrasse un attimo e Leandro, con una mossa di ...

Grazie dei fiori

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 di Leo Spanu Quando finalmente arrivarono le persone importanti (Chissà perchè non dicono mai "Scusate il ritardo". Elargiscono solo un mezzo sorriso di condiscendenza) La Madre Superiora fece il suo bel discorso. Disse tante cose sulla festa della Madonna, sull'importanza dell'educazione religiosa, sui valori della  famiglia cristiana. Disse dei bellissimo fiori che i bambini avevano portato, fiori che avrebbero ornato magnificamente l'altare della cappella. Perciò: Grazie dei fiori e ancora, Grazie!. Poi disse tante altre cose, sicuramente importanti, distribuendo sorrisi a destra e a manca da slogarsi le mascelle ma i bambini erano distratti dalla favolosa visione di una grande tavola imbandita di leccornie. Finito il discorso, tutti applaudirono, anche i bambini, per quel che costava e, finalmente, venne l'ora del rinfresco. Leandro si riempì le tasche di wafers al cioccolato, cacciò via quell'appiccicoso di suo fratello e, poichè non c'erano bamb...

Sacro e profano

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 di Leo Spanu Leandro era l'unico bambino che non frequentava l'oratorio. La domenica, dopo la messa, accompagnava il fratello fino al portone poi aspettava fuori anche due ore. A volte si portava qualche giornalino da leggere o un libro, altre volte preferiva gironzolare nei giardini che circondavano le antiche mura della città, oppure andava in centro. Gli piaceva perdersi tra le vie silenziose in quel continuo rincorrersi di case dipinte e portici bui, inseguire i canali, guardare l'acqua. grigia e triste come un inverno, che andava a nascondersi sotto le case. Nelle giornate piovose, nel primo pomeriggio, quando c'era poca gente in giro, si poteva ascoltare la voce dei vecchi mulini. La pioggia sottile e invisibile che feriva il volto senza far male, ticchettava sul metallo corroso di quei giganti addormentati e raccontava le storie di uno perduto splendore a chi sa ascoltare e ai bambini strani. La città era una continua fonte di scoperte per Leandro, altro che ora...

Noi che amiamo l'atletica leggera

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di Leo Spanu Noi che amiamo l’atletica leggera perché la pratichiamo da molto tempo, cinque anni fa, a Rio de Janeiro, abbiamo sofferto per i mediocri  risultati: eravamo ritornati al 1956, alle Olimpiadi di Melbourne, zero medaglie. Ma ciò che ci aveva fatto più male, erano stati i commenti malevoli e ingiusti di certa stampa. E ancora ieri c’era gente che parlava di fallimento della spedizione italiana a Tokio: i soliti idioti che pensano che lo sport sia solo il calcio e tutti gli altri sono nessuno. Vorrei dire a questi soloni che per un atleta, essere convocato per partecipare alle Olimpiadi è un diploma di laurea con trenta e lode da appendere in bella mostra nel salotto buono. Tutto quello che può arrivare in più è poesia ma come posso spiegare certi valori a persone che nel cuore e nel cervello non hanno niente. Noi dell’atletica siamo abituati a lavorare sempre, non ci sono periodi di pausa, l’attività inizia il primo gennaio e finisce il trentuno dicembre. Lunghe or...

Ha ballato una sola estate

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 di Leo Spanu Lucianino aveva di questi momenti. Era un ragazzo calmissimo e buono con uno strano ma divertente senso dell'ironia. Gli amici lo adoravano ma lui aveva dei periodi in cui sembrava assente, lontano col pensiero. Ogni tanto degli improvvisi scatti d'ira, magari per futili motivi e diventava una furia con una forza sovrumana. Tutti i ragazzi fuggivano in quei momenti perchè poteva essere pericoloso. La madre di Lucianino, una donna piccola e gentile  che aveva sempre una parola cortese e un sorriso per tutti, soffriva per quel suo ragazzo così dolce e terribile. Lo aveva fatto visitare da vari specialisti ma nessuno riuscì a trovare niente di anormale  in quello spilungone  magro e sgraziato che anche quando rideva sembrava che piangesse. -Troverà il giusto equilibrio fisico e psichico quando crescerà. quando diventerà uomo.- Dicevano illustri luminari di scienza. La madre scuoteva il capo perplessa. Lei conosceva bene il suo ragazzo, lo sapeva troppo div...

Dove vanno le nuvole

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 di Leo Spanu Nel cielo nuvole capricciose disegnavano figure di animali, di piante e volti. Era un gioco dare un nome alle immagini mutevoli, alle fantasie del vento: draghi, cavalli alati, animali mitologici e animali di tutti i giorni. -Quella nuvola sembra un maiale.- -Quell’altra un bue.- - E’ vero. Ricorda qualcuno che conosciamo.- -Si.- E giù a ridere. Era bello restare così, due ragazzi che ridono con gli occhi perduti in un cielo grigio. Non c’era malinconia in quel pomeriggio senza colori. -Chissà dove vanno le nuvole?- Domandò ad un tratto Nuccia. -Fuori dal cielo.- Rispose d’istinto Leandro. -Ma dai ! E’ impossibile. -Si, ma poi tornano.- Questo dialogo di bambini è tratto dal mio romanzo I ragazzi delle case INCIS , edizioni EDES, Sassari 2012. Quella domanda mi ha fatto compagnia per tanto tempo, ancora oggi mi piace guardare il cielo ma non faccio più domande. Del resto la risposta non è importante, non lo era neppure allora, solo che qualche vo...

Federica Pellegrini

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di Leo Spanu Queste Olimpiadi stanno virando sempre più verso il rosa, almeno per quando riguarda la squadra italiana. Ma aldilà dei risultati e delle medaglie, sopra tutti  c’è la figura di questa ragazza di Venezia, Federica Pellegrini, Fede per gli amici, la Divina per i suoi ammiratori. Cinque finali olimpiche consecutive nella stessa gara ( mt   200 stile libero) non sono solo un record incredibile nella storia del nuoto mondiale ma un traguardo impensabile in uno sport dove a trent’anni sei vecchio, stravecchio, un’atleta da panchina.   Misurarsi con ragazzine che erano appena nate quando Federica cominciava la sua collezione di medaglie, sembra una favola . La favola bella di una ragazza che non ha mai smesso di lottare. Questo è il messaggio vero   di questa grande atleta: lasciate perdere il finto motto decoubertiniano: L’importante non è vincere ma partecipare. Oltre ad essere una stronzata trascendentale è anche quella che oggi si definirebbe fake news, ...

Pillole di storia: La legge Merlin

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 di Leo Spanu Senatrice Lina Merlin Il 20 febbraio 1958 entrò in vigore un legge, poi nota come legge Merlin, che sanciva la chiusura delle case di tolleranza, fino ad allora autorizzate e regolamentate dallo stato. La senatrice  Lina Merlin (Angelina Merlin,  Pozzonovo 1889- Padova 1979) esponente del PSI, eletta per la prima volta  nel 1949 e, nel dopoguerra membro dell'Assemblea Costituente, era stata un'ardente sostenitrice di una legge, da lei stessa proposta, che doveva dare dignità alle donne sfruttate sessualmente. Lo spirito della legge non era quello di eliminare la prostituzione (compito impossibile) che poteva essere praticata solo come forma volontaria e per libera scelta; furono quindi  inasprite le pene per i reati di sfruttamento, istigazione e costrizione. Fu vietata qualunque forma diretta o indiretta di registrazione dell'identità  delle donne, furono istituiti centri di recupero e di reinserimento sociale. Fu anche creato un corpo specia...

Pillole di storia: non VIP

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 di Leo Spanu Una volta (anche oggi) il "popolino" seguiva la vita dei personaggi importanti, attrici e principesse in particolare; c'erano (ci sono) riviste specializzate in pettegolezzi (come si chiamavano allora) che frugavano nella vita privata dei VIP.  Ricordo da bambino, a Treviso, mia madre con le amiche che commentavano gli articoli più importanti e discutevano con una serietà che manco nel parlamento italiano. Era il loro modo di trascorrere il tempo libero, una volta sistemati mariti e figli. Oggi grazie ad internet si va a frugare dentro le mutande anche degli sconosciuti; ma si fa da soli, coi telefonini e derivati, come una specie di masturbazione mentale e, giustamente, solitaria. Il pettegolezzo fine a se stesso, quello per ridere e sfottere, è scomparso: oggi si sparla e si diffama solo per far male e, purtroppo, le conseguenze sono talvolta letali per le persone fragili. Oggi tutti cerchiamo i nostri cinque minuti di gloria e non importa come. Peccato ch...