E adesso che guardo?
di Leo Spanu
Per due settimane ho guardato, in televisione, solo le Olimpiadi. E’ stato come prendersi una vacanza in montagna: l' aria fresca del mattino e lunghe passeggiate tra colori e profumi dimenticati. Niente notizie deprimenti che mamma RAI ti scarica addosso come una befana incazzosa col suo sacco di carbone per gli spettatori cattivi. Niente delitti impuniti, mamme che piangono (a proposito è vero che anche i ricchi piangono: ho visto il calciatore Messi asciugarsi le lacrime con una vagonata di milioni di euro). Niente esperti di costituzione (quella sana e robusta non quella dello stato italiano) che parlano di "libertà rubata" dai vaccini. E infine niente medici, laureati all’università di Facebook che insegnano "ano e tomia".
Mi fa tristezza l’idea di dover tornare a rivedere le facce di Salvini e di Meloni, il gatto e la volpe della destra italiana, quelli che hanno preso l’Italia per il paese dei balocchi e Pinocchio come maestro di verità. Anche loro non scherzano in acrobazie e virtuosismi (verbali) ma non hanno vinto (ancora) nessuna medaglia e con buona pace della signora Meloni, i numeri dei sondaggi sono come le medaglie di legno nello sport: non valgono niente.
Dopo aver visto la nostra colorata e multietnica nazionale formata da italiani che provengono da ogni parte del mondo, diventa sempre più irritante sentir parlare di migranti da respingere; io vedo solo bambini, donne e uomini che oggi possono migliorare la nostra economia (l’agricoltura per esempio) e domani continuare a regalarci altre medaglie nello sport.
Che Fausto, il nostro terzo frazionista (favolosa la sua curva !) nella 4x100 sia diventato italiano solo dopo aver compiuto 18 anni, pur essendo nato in Italia, dovrebbe far vergognare molti sedicenti democratici di destra che urlano il proprio patriottismo in piazza e poi chiedono le navi militari per far morire in mare della povera gente. Ma spiace pensare che anche la sinistra ha le sue colpe: il governo Gentiloni mancò di coraggio nel non far votare la legge sullo ius soli. Oggi solo a nominarlo (lo ius soli) c’è gente che si sente male e altri che urlano Vade retro Satana.
Eppure è stato uno spettacolo meraviglioso vedere tanti ragazzi di tutto il mondo festeggiare insieme e in allegria: il mondo dello sport è cento anni avanti rispetto al mondo della politica e ha molto da insegnare.
Non sarà facile, almeno per me, tornare alla cialtroneria del teatrino della politica.
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