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I pifferi di montagna...

 di Leo Spanu I pifferi di montagna andarono per suonare e furono suonati.  Così si dovrebbe raccontare la triste historia di un referendum che nacque tra rulli di tamburi  e squilli di trombe e tromboni, con bande di musicanti stonati che cantavano la Verità da un Giornale Libero di dire l'improbabile e il falso, con televisioni schierate come soldatini di piombo in difesa dei confini dell'Italia invasa da feroci migranti provenienti dal mare.  E nel mentre  medici cubani discutevano, in Calabria,  di buona e robusta Costituzione,  togati azzeccagarbugli, di memoria manzoniana,  rubavano bambini nel bosco neanche fossero Hansel e Gretel, o Cappuccetto Rosso insidiata dal Lupo Cattivo. Ma, per fortuna, alla fiera dell'est una montagna partorì un topolino e lo chiamò Referendum. " E adesso vai per il globo terracqueo " disse la Regina Madre" sconfiggi i comunisti che schifano l'acqua benedetta del Po e i baluba di Terronia che si permettono di v...

Una risata vi seppellirà? Magari

  di Leo Spanu Le rivoluzioni si fanno anche con le parole, magari in forma di slogan. In genere, che io sappia, non si è mai ottenuto nessun risultato perchè le pallottole fanno più male delle parole ma le parole restano sempre vive. Sotto forma di sogni, di poesia, di speranze piene di ironia ma anche di imprecazioni, di offese, di proclami e di programmi politici. Umberto Bossi, da poco accompagnato dalla sua Padania all'aldilà col coro del "Va pensiero" ha inventato la filosofia del Celodurismo: Beppe Grillo, di professione comico, invece ha inventato il "Fanculismo". Certo il livello culturale non è dei più elevati ma loro due hanno risolto i loro problemi economici anche se poi hanno incasinato milioni di italiani. Ma  altri momenti storici hanno avuto il loro "cantori" con slogan facili che non hanno modificato di una virgola la realtà ma che son diventati dei veri tormentoni, slogan eterni nell'immaginario collettivo del " bello (si fa...

Titoli (R)

  di Leo Spanu Una volta ( per la verità era la seconda volta), durante una giornata di luglio con  un caldo afoso che anche le mosche se ne stavano all’ombra, per gioco, avevo  messo insieme tutti i titoli degli articoli che avevo  pubblicato sul mio blog fino a quel momento e ne avevo ricavato un polpettone di parole e di non-sense che avevo “regalato” ai miei dieci lettori. Non mi sono arrivate maledizioni di ritorno ( i postini non sono più come quelli di una volta) per cui deduco che c'è stato un qualche apprezzamento per i miei sudaticci incubi. In realtà mi ero divertito a giocare con le parole, come chi si racconta le barzellette  da solo e se le ride pure. E’ vero che sembravo un perfetto cretino (tanto non mi ha visto nessuno) ma avete notato quanta gente parla e ride da sola quando cammina, quando guida la macchina, quando sembra che parlino con te ma i loro occhi e i loro pensieri sono lontano. Poi mi hanno spiegato che non sono scemi ...

Niente e così sia (R)

Immagine
  di Leo Spanu Lo sport preferito dagli italiani è "il cazzeggio" ovvero l'arte di parlare del niente e per niente. Quindi il tema è:  Un giorno qualcuno vi chiederà: cosa pensi del.....  ? ( Cit. I Giganti). Io, per la verità, è da tempo che  ho smesso di pensare; è uno dei pochi vantaggi che ti regala la vecchiaia. Lascio che i miei pensieri vadano in giro da soli, alla ricerca di parole, di immagini e, quando capita, di emozioni. Se poi riescono a costruire qualcosa di logico o di sensato, allora rubo l'idea e la trascrivo così qualcuno (pochi) mi leggerà e dirà:  Bravo! Sette Più  ( Cit. Cochi e Renato). In caso contrario io ho l'alibi: gli anni che passano mi hanno tolto la lucidità ( forma elegante di "è  rincoglionito") e il raziocinio. Poco male, siamo sepolti di pensieri in libertà ( nel senso di privi di senso) provenienti dai media e da internet. I miei pensieri, al contrario,  sono in libera uscita a rivendicare il diritto di essere e ...

Ha stato io

  di Leo Spanu Chi ha rovinato l'Italia? Questa domanda  ha colpito profondamente tutti gli italiani onesti,  in particolare quelli che ragionano in quel vasto territorio che corre dalle tonsille alle emorroidi. Abbiamo  (noi chi?) fatto un giro per i tutti mercati e supermercati e infine siamo stati alla fiera dell’est a porre la fatidica domanda: chi è stato alzi la mano.  A cotanta domanda la risposta fu un silenzio che cadde come un macigno sulla folla. Nessuno rispose ma tutti se ne andarono via in silenzio, con grande tristezza dei commercianti perché pur di non rispondere nessuno comprò niente. Comunque dal questionario posto dall’agenzia di sondaggi   Diamo I Numeri Che Volete  Basta Che Ci Pagate Bene  ecco le domande con risposte incorporate. Prima di dare i risultati del sondaggio due premesse. 1) A uccidere Giuseppe Garibaldi non sono stati i comunisti sardi che gli hanno regalato una tambulana di Cannonau di 18 gra...

Due minuti d'odio (R)

di Leo Spanu George Orwell  nel suo romanzo  1984  (per i distratti è quello che ha inventato il Grande Fratello)  propone due minuti di odio, una pratica a cui, ogni giorno, si devono sottoporre tutti i cittadini: inveire contro i nemici  indicati dal governo del popolo.  Se a qualcuno questa sembra la fotografia del mondo di oggi, rispondo che il romanzo, pubblicato nel 1948, voleva invece essere la fotografia (satirica) della Russia comunista di allora.  Coincidenze inquietanti? Quando mai!  Però mi permetto di suggerire  cinque minuti di vergogna al giorno ai nostri capi, capetti e quanti giocano coi mal di pancia della gente. Per l’odio, ormai,  stiamo superando le quote previste dall’onorevole Salvini  e dalla signora Meloni. C'è il rischio (già pronosticato da Totò) di sputarci in un occhio (il nostro) da soli. Forse peggio; ai masochisti  suggerisco una coltellata nello stomaco (sempre...

80 ma non li sente (R)

di Leo Spanu Sono considerazioni (sotto voce) fatte anni fa, valide ieri e purtroppo oggi. Il mondo si sta perdendo perchè uomini malvagi che giocano a fare il dio delle tempeste, stanno preparando un futuro di nuove guerre, stanno preparando un nuovo viaggio verso l'inferno. Ancora una volta non sappiamo vivere, non vogliamo vivere. Non era così che me ne volevo andare, non era così che immaginavo il mio ultimo viaggio . Nel 1946, il 26 di giugno alle ore 20,30 di un’estate afosa,  a Sorso, in via Lamarmora, in  una casa oggi abbandonata e diroccata senza una targa a ricordare il lieto evento ( la mia nascita è stata per me un lieto evento!), aprii gli occhi, la levatrice mi diede uno sculaccione e se non dissi ” cazzo, cominciamo bene” è solo perchè non sapevo ancora parlare e poi mia madre non sopportava le parolacce. Negli anni successivi  infatti io e mio fratello diventammo molto abili nello schivare pantofole e ciabatte perché mamma aveva un’ottima mira....