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E anche per quest'anno niente mondiali

 di Leo Spanu Non ho mai amato il mondo del calcio ma, come uomo di sport (35 anni di attività come dirigente e tecnico di atletica leggera) apprezzo tutti gli sport. Ritengo lo sport una delle poche attività che  ancora  riesce a regalare, a giovani e a vecchi, occasioni di speranza e di gioia, in un periodo dove troppi signori della guerra stanno seminando nel mondo dolore e paura. Ma ho il sospetto che il calcio italiano, sia in mano a gente incapace e incompetente, che il calcio italiano sia addirittura la brutta copia di un brutto governo, il peggiore nella storia della repubblica italiana. Sarebbero dilettanti allo sbaraglio se si trattasse di una "Corrida" televisiva dove si gioca e si scherza, ma il governo di un paese, la gestione di uno sport che appassiona milioni di sportivi e tifosi non sono temi da  affidare ad apprendisti stregoni, pure scappati casa. Ci sono stati momenti in cui lo sport ha avuto anche importanti e positivi effetti politici, un solo e...

Oh che bel cappello (R)

di Leo Spanu Quando ero giovane (durante i "favolosi" anni 60) mi piaceva andare a teatro, naturalmente in loggione visto che i miei mezzi finanziari non mi permettevano posti nei palchi o in platea. A volte ci si annoiava mentre si aspettava l’inizio dello spettacolo; infatti per trovare un buco decente in piccionaia (leggi loggione) bisognava presentarsi un paio d’ore prima  ed aspettare con fila lunga e paziente che neanche i pensionati alle poste il giorno della pensione. A volte per riempire i tempi dell’attesa si dava un’occhiata verso il mondo di basso dove i ricchi rappresentanti della nuova industria bresciana potevano appoggiare le loro riverite chiappe sui velluti delle poltrone color rosso granato. Noi in alto, studenti squattrinati, operai , e lavoratori con una punta di vera cultura in più rispetto ai loro sottostanti datori di lavoro (allora si chiamavano padroni) si discuteva di tutto un pò. A mio modesto parere il Teatro Grande di Brescia si chiama così non t...

Ricordando un amico: Nicola Tanda

  di Leo Spanu Conoscevo Nicola Tanda da anni, una conoscenza superficiale dovuta alla comune militanza nel Partito Socialista Italiana, poi motivi di letteratura hanno trasformato la conoscenza in amicizia tra allievo e maestro. Non finirò mai di ringraziarlo per avermi dato la possibilità di realizzare un mio sogno di gioventù: diventare scrittore. Su di lui ho scritto qualche articolo. Ve li ripropongo. Nessuno è profeta in patria Leggo sulla Nuova Sardegna del 23/7/2014 la notizia che il professor Nicola Tanda “regala” ad Ozieri il suo ricco fondo librario. La mia prima reazione istintiva è di stupore  poi mi rendo conto, con amarezza, che il professor Tanda ha fatto la scelta giusta. Nicola Tanda è l’ultimo di quattro fratelli che, con le loro attività, hanno onorato la città di Sorso. Pochi cenni indicativi per i più distratti che, a Sorso, sono troppi. Nicola Tanda: docente universitario, filologo, critico letterario, fondatore di vari premi letterari (Ozieri, Romangia)...

Ricordando un amico: Antonio Porqueddu

  di Leo Spanu Sono quasi sei anni che Antonio Porqueddu è morto: devo aver perso la cognizione del tempo perchè mi sembra ieri. E anche Antonio se n’ è andato. Negli anni 60 quando Platamona era una località turistica famosa lui faceva la guida turistica par l’albergo Pontinental e siccome era pieno di ragazze inglesi era diventato Antony Porkins (per i più giovani il riferimento era ad un famoso attore americano dell’epoca, Antony Perkins). Noi ci eravamo conosciuti nel 1970: entrambi candidati nelle lista del PSI (Partito Socialista Italiano) alle amministrative di Sorso con capolista Giuseppe Borio.  Lui aveva una macchina decappottabile gialla a due posti; non ho mai capito la marca, a me sembrava la macchina di Paperino. Ricoperta di manifesti girava per le vie del paese, nella versione moderna di Totò: vota Antonio, vota Antonio, vota Antonio.  Qualche volta sono salito anch’io su quella macchinetta, Antonio mi aveva preso in simpatia perché io (insieme a Michele M...

Ricordando un amico: Antonio Salis

  di Leo Spanu Non sono un collezionista di amici; sono stati sempre pochi e, qualche volta, con tempeste durante il viaggio. Sono passati sette anni dalla morte di Antonio Salis, il tempo corre ed io aspetto, senza fretta, il mio momento . Troppi amici e conoscenti sono scomparsi in questi ultimi anni: il tempo si è portato via  persone e memorie. A volte mi sento come un sopravvissuto. Questo articolo lo scrissi allora. Lo ripropongo perchè Antonio Salis era una persona che meriterebbe di essere ricordata dalla nostra comunità. Ma, come lamento da sempre, Sorso è una città senza storia perchè non ha memoria della sua cultura e dei suoi figli migliori. Antonio Salis  (31 luglio 2019) Ho conosciuto Antonio a metà degli anni 70 per la comune militanza nel partito socialista. Non fu amicizia a prima vista: Antonio è stato sempre un uomo molto riservato ed anch’io non ha mai avuto un carattere espansivo. Nel 1975, con la giunta guidata dal democristiano Giuseppe Carta, assun...

Ricordando un amico: Eugenio Muroni

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 di Leo Spanu Oggi mi sono svegliato con il pensiero rivolto al passato, e mi meraviglio di quanti non ci sono più mentre io sono ancora qui: uno, il mio amico Eugenio Muroni, un sognatore vecchio e bambino che amava guardare le stelle. Abbiamo discusso di tutto e di più ma sempre con leggerezza e ironia perchè le cose serie bisogna trattarle con un sorriso poi tutto è finito perchè Eugenio ha cominciato un terribile viaggio senza ritorno. Sono passati 12 anni ma il tempo è solo un fattore relativo e non fa  invecchiare i ricordi.  Ho scritto due articoli su di lui: ve li ripresento. Eugenio Muroni, un viaggiatore della dimenticata nave di una patria perduta (Giugno 2018)   Ho scritto di lui, con grande fatica e sofferenza sul Corriere Turritano  e oggi vorrei ricordarlo com’era, prima che la solitudine  e la malattia spegnesse la sua mente. Eugenio era una persona di intelligenza e sensibilità non comune, grande lettore e dotato di vasta cultura ma co...

A proposito di... criminalità

 di Leo Spanu Si parla sempre più spesso di criminalità in aumento nelle nostre città. Ci sono quelli che sostengono che ormai non si può uscire nè di giorno nè di notte e quelli che invece dicono che si tratta  solo di "una realtà percepita", magari per colpa di una stampa (tv e giornali) che col racconto quotidiano di un malessere diffuso suggestionano l'opinione pubblica. Non so chi abbia ragione, ma voglio raccontare un piccolo episodio di tanti anni fa, nel 1958. Tornavamo a casa a Brescia, mia madre ed io, rientrando da Roma dove avevamo fatto visita ad un mio zio, fratello di mamma, che aveva avuto un incidente. Perdemmo la coincidenza del treno e dovemmo trascorrere tutta la notte alla stazione di Verona. La sala d'attesa era troppo piena di persone che entravano  e uscivano, a me sembravano cattiva gente, in particolare un brutto ceffo che girava a vuoto e ogni tanto buttava uno sguardo maligno  su mia madre che, stanca si era addormentata, su una scomodissi...