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Niente e così sia (R)

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  di Leo Spanu Lo sport preferito dagli italiani è "il cazzeggio" ovvero l'arte di parlare del niente e per niente. Quindi il tema è:  Un giorno qualcuno vi chiederà: cosa pensi del.....  ? ( Cit. I Giganti). Io, per la verità, è da tempo che  ho smesso di pensare; è uno dei pochi vantaggi che ti regala la vecchiaia. Lascio che i miei pensieri vadano in giro da soli, alla ricerca di parole, di immagini e, quando capita, di emozioni. Se poi riescono a costruire qualcosa di logico o di sensato, allora rubo l'idea e la trascrivo così qualcuno (pochi) mi leggerà e dirà:  Bravo! Sette Più  ( Cit. Cochi e Renato). In caso contrario io ho l'alibi: gli anni che passano mi hanno tolto la lucidità ( forma elegante di "è  rincoglionito") e il raziocinio. Poco male, siamo sepolti di pensieri in libertà ( nel senso di privi di senso) provenienti dai media e da internet. I miei pensieri, al contrario,  sono in libera uscita a rivendicare il diritto di essere e ...

Ha stato io

  di Leo Spanu Chi ha rovinato l'Italia? Questa domanda  ha colpito profondamente tutti gli italiani onesti,  in particolare quelli che ragionano in quel vasto territorio che corre dalle tonsille alle emorroidi. Abbiamo  (noi chi?) fatto un giro per i tutti mercati e supermercati e infine siamo stati alla fiera dell’est a porre la fatidica domanda: chi è stato alzi la mano.  A cotanta domanda la risposta fu un silenzio che cadde come un macigno sulla folla. Nessuno rispose ma tutti se ne andarono via in silenzio, con grande tristezza dei commercianti perché pur di non rispondere nessuno comprò niente. Comunque dal questionario posto dall’agenzia di sondaggi   Diamo I Numeri Che Volete  Basta Che Ci Pagate Bene  ecco le domande con risposte incorporate. Prima di dare i risultati del sondaggio due premesse. 1) A uccidere Giuseppe Garibaldi non sono stati i comunisti sardi che gli hanno regalato una tambulana di Cannonau di 18 gra...

Due minuti d'odio (R)

di Leo Spanu George Orwell  nel suo romanzo  1984  (per i distratti è quello che ha inventato il Grande Fratello)  propone due minuti di odio, una pratica a cui, ogni giorno, si devono sottoporre tutti i cittadini: inveire contro i nemici  indicati dal governo del popolo.  Se a qualcuno questa sembra la fotografia del mondo di oggi, rispondo che il romanzo, pubblicato nel 1948, voleva invece essere la fotografia (satirica) della Russia comunista di allora.  Coincidenze inquietanti? Quando mai!  Però mi permetto di suggerire  cinque minuti di vergogna al giorno ai nostri capi, capetti e quanti giocano coi mal di pancia della gente. Per l’odio, ormai,  stiamo superando le quote previste dall’onorevole Salvini  e dalla signora Meloni. C'è il rischio (già pronosticato da Totò) di sputarci in un occhio (il nostro) da soli. Forse peggio; ai masochisti  suggerisco una coltellata nello stomaco (sempre...

80 ma non li sente (R)

di Leo Spanu Sono considerazioni (sotto voce) fatte anni fa, valide ieri e purtroppo oggi. Il mondo si sta perdendo perchè uomini malvagi che giocano a fare il dio delle tempeste, stanno preparando un futuro di nuove guerre, stanno preparando un nuovo viaggio verso l'inferno. Ancora una volta non sappiamo vivere, non vogliamo vivere. Non era così che me ne volevo andare, non era così che immaginavo il mio ultimo viaggio . Nel 1946, il 26 di giugno alle ore 20,30 di un’estate afosa,  a Sorso, in via Lamarmora, in  una casa oggi abbandonata e diroccata senza una targa a ricordare il lieto evento ( la mia nascita è stata per me un lieto evento!), aprii gli occhi, la levatrice mi diede uno sculaccione e se non dissi ” cazzo, cominciamo bene” è solo perchè non sapevo ancora parlare e poi mia madre non sopportava le parolacce. Negli anni successivi  infatti io e mio fratello diventammo molto abili nello schivare pantofole e ciabatte perché mamma aveva un’ottima mira....

Quelli che...

di Leo Spanu In Italia ci sono due tipi di giornalisti: quelli che raccontano i fatti e sono giornalisti e "gli altri", quelli che parlano di tutto perchè non sanno niente. Quando sono di regime sono anche  bugiardi ma creativi perchè  a spararle così grandi ci vuole talento;  d'abitudine stanno fissi in televisione anche perchè, visto che i loro giornali sono letti sempre meno, hanno molto tempo da perdere. Dei primi, razza in estinzione, non parlerò perchè sono dei benemeriti, i secondi sono invece talmente tanti  che molti si sono fatti eleggere in parlamento, dove bivaccano da decenni senza fare niente; gli altri più rumorosi e  più fastidiosi, fanno i portavoce dei potenti o i guitti di avanspettacolo. Purtroppo è difficili distinguerli dalla gente comune perchè si travestono e si presentano al pubblico come rappresentati di mille mestieri. In effetti più che giornalisti sono mestieranti e non solo: vediamo alcuni generi e sottogeneri. Quelli che stanno sem...

Le Orme

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 di Leo Spanu Ho sempre sostenuto che il complesso (allora si chiamavano così) Le Orme sia stato ed è tuttora il miglior gruppo musicale italiano col massimo rispetto per gli altri. PFM, New Troll, Banco del Mutuo Soccorso, Alunni del Sole, Nomadi, Equipe 84, Corvi, Matia Bazar, Tazenda, sono stati gruppi che non hanno niente da invidiare quelli inglesi e americani ma Le Orme avevano una marcia in più. Certo, è solo la mia opinione ma non intendo metterla in discussione: per me è un dogma. Punto! Intanto che pensate a contestare  questa verità, vi propongo alcune copertine di loro dischi, non so come funzioni oggi, ma un tempo c'era genialità anche nel mondo dei disegnatori. Un solo esempio: la copertina (e il film) di Wellow Submarine dei Beatles. Wellow Submarine (1968) Heinz Hedelmann Ma veniamo all'Italia e a Le Orme, di cui proponiamo alcune copertine dei loro dischi. Alcune immagini sono tratte dal blog (2023) di Antonio Saluzzi che ringrazio. L.P. Ad Gloriam (1969) Gian...

Un a canzone per te (R)

  di Leo Spanu Una canzone può raccontare valori  e sentimenti  con semplicità, con le parole di tutti i giorni. Talvolta racconta la vita, quella banale,  noiosa e ripetitiva poi, in un giornata come tante altre, qualcosa che non sai ti illumina d’improvviso,  come un piccolo  fuoco d’artificio per una sensazione, per un'emozione  che ti colpisce la mente e ti occupa il cuore. Una canzone può raccontare  momenti dolci e dolori, magari mascherati dietro un sorriso di circostanza. Ma la musica ti accompagna anche quando tutto sembra perduto. Un volto, un ricordo smarrito nel tempo, un amore che un giorno ti ha fatto ridere, un gioco che facevi da bambino e una canzone, sempre quella vecchia canzone. E adesso silenzio: una canzone per te e per me.  Alexanderplatz.  1982. Canzone di Franco Battiato  resa importante dall’interpretazione di Milva, al punto di entrare nella classifica di hit parade anche se nelle zone basse. Proprio quell...