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Signori uomini (R)

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 di Leo Spanu In questi tempi bui bisogna cercare qualche motivo per sorridere. Serve per vivere e sopravvivere, ecco quindi un articolo del 2015, sempre attuale almeno fino a quando esisteranno le donne (e le tette). Signori uomini: Questa sera parliamo di tette Premesso: Che  nelle antiche leggende del popolo navajo (si proprio quello di Tex Willer) tette per tette non  fa quaranta tette così come non è vero che “squaw” significa donna indiana. E’ una parola che indica una parte anatomica femminile.  Si, quella! Che  la commedia di  Sem Benelli  (chi era costui?) “ La cena delle beffe” non la conosceva nessuno fino a quando  Clara Calamai  fece vedere le tette (prima volta nel cinema italiano). Era il 1942 e qualcuno sperò che fosse una buona ragione per sospendere la guerra.                                           Clara Calamai Che ...

Io, speriamo che me la cavo

di Leo Spanu La morte di Khamenei è una buona notizia: lo so che non si deve gioire per la morte di un essere umano ma la tentazione di festeggiare è forte. Buon viaggio all'inferno dove lo attendono i suoi simili: Hitler, Stalin, Mussolini, Pinochet e altri criminali come lui. Detto questo, l'attacco all'Iran è l'ennesima follia, la dimostrazione che nel mondo attuale vale la legge del più forte. Non conosco le motivazioni di Netanyahu ma quelle di Trump si chiamano petrolio . Due indagati per reati comuni si sono messi insieme per trascinare il mondo nel caos. La storia che bisogna liberare la popolazione iraniana da un un regime sanguinario è solo una una foglia di fico che non copre una realtà oscena. Ma cosa può fregare ad un megalomane pedofilo se ha bombardato una scuola elementare uccidendo centocinquanta bambine. Ma è stato un incidente gridano all'unisono tutti i cazzopene del giornalismo: loro, i buoni, usano sempre bombe intelligenti poi, si sa, in guerr...

Pensieri molesti... anzi di più

Aggiornamento di pensieri di qualche tempo fa.   di Leo Spanu A volte mi capita talvolta di pensare che, malgrado il mio pessimismo, il mondo non sia così messo male, poi ci penso con più attenzione: è messo peggio. Probabilmente è colpa della vecchiaia ma  non mi incazzo più come quando ero giovane, adesso rido, rido amaro. E forse è meglio altrimenti il mio diventerebbe un pessimismo cosmico: infatti non avrei mai immaginato che in giro ci fossero tanti imbecilli così imbecilli.  Allora recupero un minimo di fiducia sfogliando le pagine di della rete alla ricerca di altri musoni che ridono per non piangere, un pò come si fa con i  vecchi giornali nella sala d'attesa di un dentista, per non pensare al triste destino da lì a pochi minuti.  Così ho raccolto un pò di  pensieri molesti altrui, pensieri di quelli che si nascondono in fondo a internet. Inizio con:   Come sport estremo mi illudo che ci sia del bene in persone di merda. Questa è un' idea...

Un uomo fortunato (R)

  Ecco un altro articolo scritto 8 anni fa di Leo Spanu Sono un uomo fortunato perché sono nato subito dopo la seconda guerra mondiale e probabilmente morirò subito prima della terza.   E se lo dice papa Francesco che presto ci sarà una guerra nucleare io gli credo, considerato i suoi contatti.  E’ vero che in questi decenni ci sono state guerre sparse ovunque ma sempre lontane da me. Potrei dire come una popolana romana di Trastevere:  ad un palmo dal mio culo nulla mi tocca.  Cinico ma comprensibile, l’egoismo come forma di autodifesa. Vorrei condividere questo modo di ragionare ma non ci riesco.  Ho apprezzato questi anni di pace, almeno per noi italiani. Una pace non sempre facile perché troppi menagrami  (significa uccelli del malaugurio o meglio portatori di sfiga) ci hanno augurato ogni forma di disgrazia. Per certa gente un uomo vivo è un futuro cadavere, una donna gentile una probabile mignotta e tutti quelli che non si chiamano Mario, A...

In nome del popolo italiano

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di Leo Spanu In nome del popolo italiano è un film del 1971 di Dino Risi. La trama Il giudice istruttore Mariano Bonifazi ( Ugo Tognazzi ) è un magistrato severo ma onesto; svolge con coscienza  e serietà il suo lavoro in una società sempre più corrotta, specie nella pubblica amministrazione. Un giorno il giudice, indagando sulla morte di Silvana Lazzorini, una ragazza che "accompagna" persone ricche e facoltose a cene e festini per conto di una agenzia di pubbliche relazioni, scopre che l'imprenditore Lorenzo Santenocito ( Vittorio Gassmann ), capitano d'industria disonesto, potrebbe essere implicato. Tra i due nasce subito una forte antipatia: il giudice cerca le prove della colpevolezza dell'industriale, mentre Santenocito cerca di costruirsi un alibi fasullo per la sera della scomparsa della ragazza e intanto accusa il magistrato di essere prevenuto e di nutrire odio ideologico per quello che egli rappresenta. Ma il finto alibi diventa inutile perchè gli indi...

Città: acquerelli

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 di Leo Spanu Maja Wronska è un'artista polacca che, forse per la sua professione di architetto,  ama dipingere architetture di città ad acquerello Amsterdam (Paesi Bassi) Carmona (Spagna) Cassis (Francia)                                                                                                                     L'Avana (Cuba) Lecce                                                                                                    ...

Mio padre (R)

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  di  Leo Spanu Ero rientrato tardi la sera prima; un viaggio per conto del comune, l’aereo regolarmente in ritardo e il pensiero fisso alle prossime elezioni, nel mese di giugno. Il quinquennio stava per scadere ed io mi dovevo presentare davanti all’opinione pubblica nel mio nuovo ruolo, molto contestato, di leader del partito locale. I socialisti sono sempre stati molto litigiosi ma a Sorso i miei compagni  avevano raggiunto i massimi livelli e, dopo cinque anni di battaglie feroci piene di colpi bassi, si preparavano a darmi il colpo di grazia. Ma io ero pronto allo scontro, la mia attività di assessore comunale e il mio impegno verso il mio paese non potevano non pagare. Infatti la mia fu una vittoria clamorosa, quando molti mi davano per battuto e scommettevano pure contro di me. Ma non fu un giorno felice quella domenica elettorale. Non esistevano allora gli exit poll, in un paese piccolo poi, ma chi faceva politica, e lo faceva per passione, aveva fiuto e anche un...