di Leo Spanu In seconda Liceo (una vita fa) non stavo molto bene di testa, i miei pensieri fuggivano in tutte le direzioni sbagliate e il mio rendimento scolastico era veramente scadente. Lo capivo benissimo ma io mi crogiolavo nella mia confusione mentale, a quindici anni vivi solo del presente e il futuro è un traguardo lontano. Allora non c'erano famiglie, scuole o psicologi di sostegno, crescevi e ti educavi da solo, anche le informazioni sul sesso erano scarse: qualche (raro) giornalino porno e il solito amico che diceva di sapere tutto. In classe mi capitava spesso di sonnecchiare (ero nell'ultimo banco in fondo, coperto da un compagno più grosso di me) e la mia fantasia vagava, come quella di Francesco Guccini, tra la via Emilia e il West. Una volta, durante le due ore d'italiano, con un'insegante metà megera e metà stronza, davanti all'ennesimo noioso tema da svolgere in classe proposto dall'accanita fumatrice di Nazionali (mezzo pacchetto in due ore) ...