10 numeri a modo mio (R)
Recuperare vecchi articoli è un'opera salutare (per me) perchè è come una cura contro la vecchiaia. Mi chiedo ma ero io quello che scriveva queste "cose": la risposta è SI. Questo mi fa dire che si stava meglio quando si stava meglio mai il mio "rincoglionimento" non provoca danni a nessuno, basta non leggere quello che scrivo e uno si sente in pace con la digestione e rasserenato dai i suoi (pochi o tanti) neuroni. Ma ci pensate che invece un mio coetaneo è stato eletto presidente degli Stati Uniti ed è sul punto di provocare la terza guerra mondiale. Mi sa che i veri rincoglioniti (e scemi) sono quelli che lo hanno votato.
Comunque nel 2017 sapevo ancora contare fino a dieci.
Dieci numeri a modo mio
di Leo Spanu
Uno (1). Uno è Dio, tutti gli altri sono nessuno. E’ irrilevante il fatto che Dio esista o meno.
Due (2). L’uomo è bipolare: due orecchie, due occhi, due polmoni, due braccia, due mani, due tette (le donne), due reni, due palle ( non tutti gli uomini), due gambe, due piedi. Due teste per gli uomini: una sopra pensante (ma non sempre), una sotto trombante (ma non sempre). Le donne hanno una sola testa ma in compenso hanno l’utero che ragiona. A volte lo hanno anche introverso come spiegò una signora alle amiche, dal parrucchiere. Una cosa sola vorrei sapere: da dove deriva l’espressione “ che cazzo vuoi” quando, per quel che mi risulta, possediamo un solo attrezzo?
Tre (3). Numero perfetto secondo Dante, che ci ha costruito una Commedia a tre puntate. Per Freud invece il tre è dato da uno (il fallo) + due (le gonadi). Certo che messa così ti vien voglia di darti alla castità. Comunque sono molti i numeri tre: tre moschettieri; tre uomini in barca; tre metri sopra il cielo; tre son le cose che piacciono a me (trombare, trombare, trombare. Anonimo toscano); tre valli varesine; Tresoldi (un mio conoscente si chiama così ma non ne vale uno); tre cime di Lavaredo; tre capezzoli (dal film Atto di forza dove c’era una donna con tre tette); e poi il tris dialettico con tesi (nero), antitesi (bianco) e sintesi (grigio). Ma ci sono anche esempi più strani e preoccupanti: la politica vera è espressione d’intelligenza (tesi), Salvini fa politica (antitesi), Salvini è intelligente (sintesi?)
Quattro (4). I quattro semi delle carte, CQFP (come quando fuori piove). Una volta, cambiate le carte, mi ritrovai con un poker di re mentre mio cognato barò spudoratamente presentandomi un poker d’assi fatto con un asso scartato da me. Non abbiamo più giocato a poker. Peggiori sono i quattro cavalieri dell’apocalisse: cavalcano un cavallo bianco, uno rosso, uno nero, uno verdastro che rappresentano in genere guerre, miseria, carestia, morte. E da sempre che cavalcano senza stancarsi mai. Per fortuna ci sono i quattro evangelisti a ridarci qualche speranza. Ci sono ancora: i quattro punti cardinali (nord, sud ,ovest, est,) geograficamente cantati dagli 883 (che poi erano solo in due); quattro ruote, rivista storica per amanti dell’automobile; i quattro mori che una volta s’erano tolta la benda dagli occhi poi se la sono rimessa per non vedere quello che la classe dirigente sarda sta facendo alla Sardegna; quattro amici al bar ma ormai è rimasto solo Gino Paoli ad aspettare la rivoluzione, in una panchina davanti al bar chiuso; quattro stagioni ma ormai neanche le pizze sono come quelle di una volta.
Cinque (5). Cinque le dita dei piedi e delle mani; Cinque Terre (in Liguria); cinque stelle per alberghi di lusso; cinque sensi: vista, udito, gusto, tatto, olfatto. Vediamo di valutare la situazione attuale: da un occhio ci vedo benissimo mentre l’altro si sta perdendo in un paese d’ombre. Da operare prima o poi secondo diagnosi medica; sono felicemente mezzo sordo così mi risparmio molte stronzate ma mia moglie comincia a stancarsi di urlare che il caffè è pronto; ormai la frutta mi sembra avere tutta lo stesso sapore ma forse non è colpa mia; non so a cosa possa servire aver un tatto funzionante perché, l’altro giorno, all’inaugurazione di un negozio di mobili hanno preso per maniaco sessuale un vecchietto che stava accarezzando un tavolo; l’olfatto invece è migliorato moltissimo da quando ho smesso di fumare così oggi sento meglio l’odore della merda. Chiudiamo col cinque per mille, quota dell’IRPEF che lo stato distribuisce a enti “ socialmente utili”. Da ex lavoratore socialmente utile non ho ancora capito cosa vuol dire socialmente utile.
Sei (6). Il mio numero preferito poiché sono nato il 26/6/46: tre sei in un colpo solo, il numero del diavolo (666) ma non so a cosa possa servirmi. Non so neanche mandare una maledizione o spedire qualcuno all’inferno. Non mi resta che raccogliere battute sceme come quelle che circolavano sull’Olimpo prima che Zeus incenerisse tutti e tutto: Sei Perseo? Trentaseo.
Sette (7). Al numero sette ho dedicato un intero capitolo di un mio romanzo. Mondadori Ragazzi (si tratta di una favola) lo ha definito divertente ma non in linea coi loro programmi. Ho provato a studiare la loro linea ma non ho trovato il punto dove hanno scartato il mio romanzo.
Otto (8). 8 e ½ è il film più famoso di Federico Fellini. Da quando Anitona (chiamata così perché a guardarle tutte le tette ci volevano otto minuti e mezzo, da qui il titolo del film) Ekberg fece il bidè nella fontana di Trevi, c’è gente che da tutto il mondo viene a cagare il posto. Invano Totò ha cercato di vendere la fontana ad un turista americano.
Nove (9). E’ l’unico numero che viene dopo l’otto e prima del dieci. Altro non saprei dire.
Dieci (10). Dieci comandamenti, nel film di Cecil B. De Mille (in italiano si traduce 10 x 100) il Mosè di Charlton Heston è di un’antipatia unica, pensate che fa sembrare simpatici persino gli egiziani; dieci piccoli indiani, alla fine non ne rimase più nessuno. Sembra la storia futura del PD. Dieci ragazze formavano il contenuto dell’harem di Lucio Battisti e di Mogol, ognuna sapeva fare una sola cosa ma la faceva bene. Anche Battisti e Mogol facevano (bene!) tanti soldi.
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