Ha ballato una sola estate
di Leo Spanu
Lucianino aveva di questi momenti. Era un ragazzo calmissimo e buono con uno strano ma divertente senso dell'ironia. Gli amici lo adoravano ma lui aveva dei periodi in cui sembrava assente, lontano col pensiero. Ogni tanto degli improvvisi scatti d'ira, magari per futili motivi e diventava una furia con una forza sovrumana. Tutti i ragazzi fuggivano in quei momenti perchè poteva essere pericoloso.
La madre di Lucianino, una donna piccola e gentile che aveva sempre una parola cortese e un sorriso per tutti, soffriva per quel suo ragazzo così dolce e terribile. Lo aveva fatto visitare da vari specialisti ma nessuno riuscì a trovare niente di anormale in quello spilungone magro e sgraziato che anche quando rideva sembrava che piangesse.
-Troverà il giusto equilibrio fisico e psichico quando crescerà. quando diventerà uomo.- Dicevano illustri luminari di scienza. La madre scuoteva il capo perplessa. Lei conosceva bene il suo ragazzo, lo sapeva troppo diverso dagli altri e tremava per il suo futuro.
Lucianino morì pochi anni dopo in un incidente stradale, prima di diventare uomo. La madre pensò che forse era meglio così per quel suo figlio infelice e sfortunato. Ma smise di sorridere. Per sempre.
da I ragazzi delle case INCIS, edizione EDES Sassari 2012.

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