A giochi fatti...
di Leo Spanu
A Olimpiadi praticamente finite, alcune considerazioni di carattere generale. Ci sono sport che io avrei tolto dai giochi: ginnastica, ginnastica artistica, nuoto sincronizzato e qualche altro che adesso mi sfugge. Non mi piacciono? Ma scherziamo!! Sono rimasto incantato davanti all'esibizione delle nostre ragazze della ginnastica artistica: farfalle leggere e delicate come un sogno di mezza estate. Il fatto è che i protagonisti (in male) di questi sport non sono gli atleti ma i giudici. Quando nell'atletica leggera il cronometraggio era manuale ho litigato col rischio di essere espulso non solo dal campo. Non sono un piantagrane per carattere e se ho il minimo dubbio di avere torto preferisco stare zitto ma ho incontrato giudici di gare di una presunzione infinita. Tutta gente che non sbaglia mai: ho visto ragazze e ragazzi piangere perchè convinti (a ragione) di avere subito un ingiustizia. Provate voi a stare calmi! Ci sono giudici che sono come certi insegnanti. Si ritengono bravi quando bocciano uno studente. Ma il loro compito non è di insegnare e far crescere (bene) i ragazzi?
Altra nota dolente è la programmazione televisiva. Già gli orari erano infelici per via del fuso orario ma ci sono sport che ci hanno fatto vedere fino alla nausea ed altri da chiedere informazioni al programma Chi l'ha visto? So che comandava il Giappone ma perchè le altre nazioni non potevano avere un loro spazio autonomo per seguire i loro atleti? Con tutto il rispetto, a me cosa importa seguire la finale per i settimo e ottavo posto di uno sport di squadra (quelli che hanno maggior visibilità) quando un nostro atleta, donna o uomo, sconosciuto al mondo intero, si sta giocando anni di lavoro e di sacrifici. E fateceli vedere questi ragazzi, appaiono in televisione una volta sola, alle Olimpiadi, poi ritornano nell'ombra. Fateci fare il tifo per loro, esultare quando vincono e applaudirli quando perdono. Anche perchè rappresentano l'Italia che ci piace, almeno a me. Chiedo solo pochi minuti per loro. Poi, per i prossimi quattro anni, continuate pure a parlare di calcio.
Commenti
Posta un commento