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Lettera a perta al Partito Democratico

di Leo Spanu Signorina Martina Veniamo noi con questa addirvi….addirvi? ( si, addirvi è una parola sola non come il suo partito pieno di spifferi e correnti) che scusate se sono poche? Si….scusate se sono poche oltre sei milioni di persone che vi hanno votato, punto e virgola, malgrado   quest’anno   c’è stata una grande moria delle vacche, come voi ben sapete!   E ha piovuto molto e il prezzemolo è andato a male. Punto! Due punti! Ma si, facciamo sapere che abbondiamo: la nonna ha avuto la dissenteria, lo zio Pasquale è rincoglionito, la zia zitella è fuggita con un pastore tedesco,     gli angeli si mangiano i fagioli e fanno le puzzette. Abbondantis in abbondandum. Quante poltrone   servono che voi vi consolate dai dispiaceri? Quanto dispiacere   che avreta…. avreta?   e già,   è femminile, che avreta. Perché? Perchè   quel mascalzone di   Matteo, aggettivo qualificativo di mascalzone,   è squalificato e ha per...

Contratto di governo

di Leo Spanu Armandomi di pazienza ho cominciato a leggere il contratto di governo tra 5 Stelle e Lega.  Una fatica disumana e non sono neanche convinto di averlo capito. Comunque vediamo di fare due conti e due osservazioni   sul nuovo governo voluto dalla maggioranza degli italiani che hanno votato ( gli astensionisti sono importanti  solo  prima del voto dopo non contano niente). Reddito di cittadinanza . Non è chiaro quando entrerà in vigore ( 2019-2020?) ma a 780 euro cadauno dovrebbe costare tra 17 e i 38 miliardi. Naturalmente non è più il reddito di cittadinanza promesso durante la campagna elettorale ma una forma di sussidio ai disoccupati. Flat Tax .   E’ un’imposta con due aliquote IRPEF del   15% e 20% per i redditi da lavoro. Costo dell’operazione tra i 26 e i 50 miliardi. Per capire la bellezza di questa tassa basta dire che io pensionato con 17.000 euro lordi all’anno ne risparmierò circa 1000 di euro, il mio dentista se dichiara ...

No potho reposare ( Non riesco a riposare)

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di Leo Spanu Andrea Parodi Il   Consiglio Regionale ha approvato recentemente ( 28 aprile 2018) l’inno dei sardi: si tratta di   Procurate ‘e moderare una composizione del 1794 di Francesco Ignazio Mannu. Recita il testo: Procurade ‘e moderare/ Barones sa tirannia . In italiano: Baroni ( proprietari   terrieri) cercate di moderare la vostra tirannia .   La prima domanda che mi pongo è: cosa vuol dire moderare una tirannia? Le tirannie si abbattono, non ci sono regimi tirannici più o meno buoni. E già questa prima banalissima osservazione mi fa dire no a questo inno sardo. E’ vero che la mia opinione non interessa a nessuno ma da sardo non mi sento rappresentato da parole di sudditanza politica e morale anche se vengono da lontano. Mi pare che la Sardegna abbia subito troppi   oppressori nel corso dei secoli   e pazienza se non siamo riusciti a respingerli aldilà del mare ma chiedere meno schiaffi e meno calci in culo non mi sembra molto dignitos...

Alice nel paese delle carabattole (R)

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di Leo Spanu Alice abitava nel paese di Bengodi insieme al padre, Cappellaio Matto, così chiamato perchè costruiva cappelli bucati che non vendeva, e  alla madre, Cantatrice Calva, che indossava solo i cappelli del marito. Infatti ne aveva duemila, praticamente tutti. Alice aveva anche un gatto stregatto che mangiava solo sardine e sarde, una sorella chiusa in un cassetto (gli altri cassetti erano pieni di piante grasse a dieta). Alice passava il tempo guardando i gatti che girano nel sole mentre il sole fa l'amore con la luna. Un torcicollo (per Alice) da non dire. Sullo sfondo hanno aperto  due chiese perchè i due forni erano chiusi. Alice aveva due trecce, una corta e una lunga. Con la prima non ci faceva niente ma con la seconda faceva nastrini per i pacchi di Natale. Quando si ruppe il pacco tra 5 stelle e PD provarono a legarlo con i capelli di Alice ma tutto questo Alice non lo sa. Allora Alice sciolse le trecce e i cavalli corrono e le sue gambe eleganti ba...

Angeli custodi cercansi

di Leo Spanu Vico Equense è un bellissimo paese arrampicato sulla costa sorrentina. Ci sono alberi d’ulivo che bisogna essere alpinisti per arrivarci. A Vico Equense abita un’insegnante   di storia e di italiano. E’ invalida, ha problemi motori,   è sola in casa, cade, non riesce a rialzarsi per chiedere aiuto. Rimane distesa a terra per 48 ore fino a perdere i sensi. Potrebbe finire tragicamente come spesso capita in Italia, potrebbe diventare l'ennesima storia di solitudine. Ma i suoi ragazzi, studenti dell’istituto tecnico Cesaro di Torre Annunziata conoscono bene la loro prof; non perderebbe una lezione neanche se scendesse l’aria. La sua assenza non convince i ragazzi, così vanno a cercarla a casa sua.   Ma nessuno risponde dall’interno   allora avvisano i carabinieri. Il lieto fine corona questo piccolo episodio accaduto in un territorio pieno di problemi, con una reputazione, specie per i ragazzi, di criminalità senza speranza di riscatto. Ci sono troppi...

Come fare l'assessore a Sorso e uscirne vivi

di Leo Spanu Dal momento che non voglio essere crocifisso “ post mortem” ( di beatificarmi non se ne parla neppure) mi sembra il caso di ricordare ai posteri ed anche ai poster che io, Leo Spanu, ancora capace di intendere e di volere, da queste pagine mi assumo tutta la responsabilità dell' attività amministrativa svolta in qualità di assessore ai Lavori Pubblici, dal 1980 al 1985.  Responsabilità naturalmente solo politiche perché non c’è sporcizia nella mia storia eppure sono stato offeso, calunniato e indicato come ladro da molte sedicenti persone perbene ( e purtroppo i più  erano del mio partito). Il bello è che certe accuse nascono insieme all’elezione; non fai in tempo a sederti sulla “poltrona” che ti sei già guadagnato la qualifica di ladrone. In Italia i “politici” sono tutti corrotti per definizione, i cittadini invece sono sempre brava gente, a parte l'ignoranza cronica e una forte e convinta vocazione alla diffamazione. Siamo un popolo di giudici forcaioli...

Medusa

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di Leo Spanu Medusa era una delle tre Gorgoni. Confesso che non ho mai saputo cosa facevano le altre due, sono sempre stato affascinato dallo sguardo di Medusa, forse perchè ne ho incontrata più di una nel corso della mia esistenza. Non sono diventato di pietra perchè, come tutti gli uomini moderni,  ho perduto la capacità di farmi incantare. Sembra non esista più  donna, canzone e poesia che ci possa  salvare  dalla banalità. Solo i poeti riescono a perdersi per sempre dentro gli occhi di Medusa ed io non sono tra questi però, ogni tanto, quando ero molto giovane, mi è capitato di farmi distrarre da uno sguardo rubato, dal sorriso di una ragazza senza nome. Immagini improvvise di attimi mai vissuti e, probabilmente già persi. Immagini che avrei voluto raccogliere, e forse l'ho fatto inconsciamente, per raccontare un giorno storie di donne sognate, disegnate e incontrate in mondi paralleli.  Si può morire dentro gli occhi di Medusa? Forse,  ma solo se...

Il gatto, la volpe e l'uva

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di Leo Spanu Scopa La democrazia è come l’uva, si gusta meglio quando è matura. Ma vediamo la storia dall’inizio. Nel paese di Puttacaso ( si trova appena sopra il paese di Puttanalamiseria) i due compari GiGi il bullo e MaTTeo il furbo, tiravano a campare in attesa di tempi migliori: per non annoiarsi perchè non avevano niente da fare, giocavano a la  Cucuzza, un gioco popolare che consiste nel rilancio continuo di fregnacce, noccioline americane, balle incredibili e, soprattutto, Cucuzze.  La regole di questo gioco erano state inventate da due amiconi negli anni trenta, l’italiano Benito e l’austriaco Adolf. Una mattina l’italiano si era affacciato ad un balcone in piazza Venezia a Roma e, davanti ad una piccola folla ( dieci persone) aveva urlato: una Cucuzza.  C’era stato un OOOH! di meraviglia e le persone erano   diventate mille. Allora a Berlino, l’ex imbianchino di Germania aveva replicato: due Cucuzze e  OOOH!  le persone erano di...

Casa di bambole

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di Leo Spanu Molto tempo fa, per mia figlia, ho costruito una casa di bambole in legno e cartone. Era a due piani con le finestre che si aprivano ed anche il tetto, con le tegole disegnate e dipinte in rosso era sollevabile. La bambina ( allora aveva quattro, cinque anni) la riempì di bamboline, peluche e di tutte le mille cose che io portavo da miei viaggi ( per il maschietto compravo invece modellini di automobili marca Urago). Lei la riempì anche di tutti i giochi che sanno inventare i bambini quando non sono distratti dalle pretese dei genitori, dalla televisione, da una scuola che non insegna a sognare. Viviamo in una società precotta e già digerita e abbiamo perso le ali che ci facevano volare nel mondo della fantasia. Julia Zanes è un'artista americana che si ricorda ancora di quando giocava con la sua casa di bambole e ne ha spalancata qualcuna perchè si possa curiosare. E allora entriamo ma, mi raccomando, in punta di piedi e non toccate niente.

Donne (R)

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di Leo Spanu Ho messo più fotografie  dei quadri dell'artista russa Svetlana Kurmaz perchè rappresentano il mondo femminile come nessun uomo riesce ad immaginare. Innocenti e provocanti sempre, eterne bambine malgrado le fatiche e le ferite del tempo, donne che sanno ridere e piangere anche solo per gioco. Ma noi uomini non sappiamo più giocare, per noi la donna è solo un oggetto di desiderio, nel migliore dei casi, quando non è la nostra maledizione o un un nemico da distruggere o un oggetto da possedere. Probabilmente  è questo concetto del possesso  che distorce la nostra visione della realtà. Pretendere di possedere una donna è come possedere il cielo o il mare, è come fingere di essere padroni di un mondo che esiste solo nella nostra fantasia. Invece la natura con tutte le sue meraviglie bisognerebbe ammirarla, ascoltarne i suoni, magari rubarne i profumi ed i colori. Con le donne non c'è neanche la necessità di porsi domande: le devi solo amare quando te lo pe...

Se io avessi previsto tutto questo

di Leo Spanu Nel 1995 smisi con la politica, era da tempo che meditavo questa decisione. Stanchezza, molte delusioni e la convinzione che il mio ciclo era finito. La passione politica che, per tanto tempo, mi aveva fatto trascurare cose importanti come i miei libri ( mai la mia famiglia) si era spenta come un amore che finisce senza una vera ragione. Era tempo di tirarsi fuori dalla mischia; è vero, nel 2005, diedi una mano ( fondamentale) a far eleggere sindaco del mio paese un   ragazzotto presuntuoso. Mi capita di sbagliare tutte le volte che provo a dar fiducia a persone di scarse qualità. Persone che oggi sembrano aver preso in mano il potere in tutti i settori del nostro paese col risultato che, oltre vent’anni dopo, sono qui a domandarmi dove e quando ho sbagliato io e tutti quelli della mia generazione. Cos’è che non abbiamo capito noi che nel 68 sognavamo ad occhi aperti, noi che volevamo tutto e subito ma che ci saremmo accontentai anche di un mondo appena migliore....

Carlo Martello, Fabrizio e Paolo

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Re Carlo ritorna dalla guerra, lo accoglie la sua terra cingendolo d'allor, al sol della calda primavera lampeggia l'armatura del sire vincitor.  Quand'ecco nell'acqua si compone, mirabile visione, il simbolo d'amor, nel folto di lunghe trecce bionde, il seno si confonde ignudo in pieno sol.                                                                              In questa storia, oltre a Fabrizio De Andrè e Paolo Villaggio, ci hanno messo le mani il        pittore  Valery  Mironov (1965) da Mosca ( Russia) per le immagini e Leo Spanu da Sorso   (Sardegna) narratore per professione ( anche se non ho mai guadagnato un centesimo) e        pensionato per vocazione.              ...