Donne (R)
di Leo Spanu
Ho messo più fotografie dei quadri dell'artista russa Svetlana Kurmaz perchè rappresentano il mondo femminile come nessun uomo riesce ad immaginare. Innocenti e provocanti sempre, eterne bambine malgrado le fatiche e le ferite del tempo, donne che sanno ridere e piangere anche solo per gioco. Ma noi uomini non sappiamo più giocare, per noi la donna è solo un oggetto di desiderio, nel migliore dei casi, quando non è la nostra maledizione o un un nemico da distruggere o un oggetto da possedere.
Probabilmente è questo concetto del possesso che distorce la nostra visione della realtà.
Pretendere di possedere una donna è come possedere il cielo o il mare, è come fingere di essere padroni di un mondo che esiste solo nella nostra fantasia. Invece la natura con tutte le sue meraviglie bisognerebbe ammirarla, ascoltarne i suoni, magari rubarne i profumi ed i colori.
Con le donne non c'è neanche la necessità di porsi domande: le devi solo amare quando te lo permettono, quando si scoprono con pudore, quando ti guardano come se tu fossi l'unico uomo al mondo, quando sono belle perchè sono felici.
Le donne parlano con gli sguardi ma ormai noi abbiamo smesso di ascoltare. Prendiamo con prepotenza tutto quel ci si presenta davanti, persone e oggetti; consumiamo con ingordigia e fretta emozioni e sentimenti che non ci bastano mai; poi buttiamo tutto per strada, passato e futuro per illuderci di vivere in un presente che non ha storia. A volte anche la nostra compagna, quella che per anni è stata al nostro fianco, quella che da ragazzina ci ha fatto passare più di una notte insonne, quella che, per un solo sorriso, ci avrebbe fatto fare a piedi il giro intero della città, diventa un allegato alla nostra noia. Allora si cerca altrove, altre donne, alte storie, altre solitudini. Tutto per non voler accettare la verità. Quale?
Ognuno deve cercare la sua ma ricordiamoci che spesso non esiste nessuna verità e che quella donna stanca che, dopo tanti anni, ancora ci sorride, è la parte migliore di noi.
Ho messo più fotografie dei quadri dell'artista russa Svetlana Kurmaz perchè rappresentano il mondo femminile come nessun uomo riesce ad immaginare. Innocenti e provocanti sempre, eterne bambine malgrado le fatiche e le ferite del tempo, donne che sanno ridere e piangere anche solo per gioco. Ma noi uomini non sappiamo più giocare, per noi la donna è solo un oggetto di desiderio, nel migliore dei casi, quando non è la nostra maledizione o un un nemico da distruggere o un oggetto da possedere.
Probabilmente è questo concetto del possesso che distorce la nostra visione della realtà.
Pretendere di possedere una donna è come possedere il cielo o il mare, è come fingere di essere padroni di un mondo che esiste solo nella nostra fantasia. Invece la natura con tutte le sue meraviglie bisognerebbe ammirarla, ascoltarne i suoni, magari rubarne i profumi ed i colori.
Con le donne non c'è neanche la necessità di porsi domande: le devi solo amare quando te lo permettono, quando si scoprono con pudore, quando ti guardano come se tu fossi l'unico uomo al mondo, quando sono belle perchè sono felici.
Le donne parlano con gli sguardi ma ormai noi abbiamo smesso di ascoltare. Prendiamo con prepotenza tutto quel ci si presenta davanti, persone e oggetti; consumiamo con ingordigia e fretta emozioni e sentimenti che non ci bastano mai; poi buttiamo tutto per strada, passato e futuro per illuderci di vivere in un presente che non ha storia. A volte anche la nostra compagna, quella che per anni è stata al nostro fianco, quella che da ragazzina ci ha fatto passare più di una notte insonne, quella che, per un solo sorriso, ci avrebbe fatto fare a piedi il giro intero della città, diventa un allegato alla nostra noia. Allora si cerca altrove, altre donne, alte storie, altre solitudini. Tutto per non voler accettare la verità. Quale?
Ognuno deve cercare la sua ma ricordiamoci che spesso non esiste nessuna verità e che quella donna stanca che, dopo tanti anni, ancora ci sorride, è la parte migliore di noi.





















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