Alice nel paese delle carabattole (R)

di Leo Spanu

Alice abitava nel paese di Bengodi insieme al padre, Cappellaio Matto, così chiamato perchè costruiva cappelli bucati che non vendeva, e  alla madre, Cantatrice Calva, che indossava solo i cappelli del marito. Infatti ne aveva duemila, praticamente tutti. Alice aveva anche un gatto stregatto che mangiava solo sardine e sarde, una sorella chiusa in un cassetto (gli altri cassetti erano pieni di piante grasse a dieta). Alice passava il tempo guardando i gatti che girano nel sole mentre il sole fa l'amore con la luna. Un torcicollo (per Alice) da non dire. Sullo sfondo hanno aperto  due chiese perchè i due forni erano chiusi.

Alice aveva due trecce, una corta e una lunga. Con la prima non ci faceva niente ma con la seconda faceva nastrini per i pacchi di Natale. Quando si ruppe il pacco tra 5 stelle e PD provarono a legarlo con i capelli di Alice ma tutto questo Alice non lo sa.

Allora Alice sciolse le trecce e i cavalli corrono e le sue gambe eleganti ballano, balla per me balla balla, tutta la notte sei bella, non ti fermare ma balla. (Umberto Balsamo, parente di Giuseppe Balsamo conte di Cagliostro, quello che vendeva polverine magiche e la moglie ai ricchi nobili europei?)

Quando Alice cadde dentro il buco dell'ozono trovò di tutto, maschere con la faccia di culo, gambe intrecciate e accavallate, maschere mascherate, bottoni e gemelli diversi, scacchiere molli come il burro, due mele senza verme e una pera triste perchè abbandonata dal cacio ma cosa importa, il cielo è sempre più blu.

Dentro il buco c'era tutta la città di Roma, ormai ridotta tutta a un buco e un solo albero rinsecchito (nessuna parentela con Spelacchio) con tre carote appese ad asciugare e due uccelli paduli che guardavano il posteriore di Alice, piegata a 90 gradi per studiare una piccola ma feroce cicciona che rassomigliava in modo impressionante alla sorella minore (quella che lei aveva nascosto in un cassetto).

Allora Alice si mise ad inseguire la vispa Teresa che inseguiva la sorella (di Alice) che inseguiva un topo in frac che fuggiva senza un perchè. Il mendicante arabo aveva qualcosa nel cappello ma il cappello volò via e tutti pensarono che era merda di piccione. Sullo sfondo le sorelle gemelle della statua della Libertà guardavano ingorde  il Cremlino perchè avevano capito, per un'errata traduzione dal russo, che si trattava di un Cremino.

Finalmente Alice raggiunse l'Eldorado che consisteva in una foglia di fico gigante piena di mele golden. Alice si mise in testa una mela per sembrare Venere sulla conchiglia mentre Giunone gettava via l'acqua dopo aver lavato i piatti e Minerva sbatteva i coperchi abbandonati dai dilettanti alla sbaraglio dalla Corrida. Tutte e tre le ragazze aspettavano Paride che doveva attribuire il Pomo d'Oro (per la Cirio sponsor della manifestazione trasformato in pomodoro) alla più bella del reame. Il problema era che Paride non doveva limitarsi  a guardarle ma doveva pure trombarle e con tre scorfani così è dura per chiunque.

Così per evitare il suo triste destino Paride si travestì da pifferaio e fuggì nel paese dove gli alberi crescono sulle case: Alberobello

L'albero più bello si chiamava da solo perchè gli altri non lo chiamavano mai. Per mettersi in mostra aveva cancellato Tutti Frutti e innestato: ombrelli, posate, salami freschi  (alla Jacovitti), caffettiere, ferri da stiro, un'amaca con disoccupato incorporato, stivali, preservativi bucati, fiammiferi usati, un giaccone in finta pelle, una scala, un cappello, un orologio funzionante, carabattole (quelle del titolo) varie, uno che si chiamava Martin Pescatore, un musicista, due perdigiorno e tutta una serie di signorine in attesa. Da albero della cuccagna era diventato albero delle zoccole.

I quadri sono dell'artista russa Tanya Miller (1979)

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