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Stupidario

 di Leo Spanu Ieri è iniziata la primavera, da noi vento gelido di maestrale e onde che si vedono anche anche da casa mia. Oggi primo giorno di arancione dopo tre settimane di bianco. Inutile prendersela col solito "governo ladro". A Cagliari e a Sassari, per festeggiare la fine dell'inverno sono fioriti alberi di pesco (pochi) e alberi di stupidi (tanti). A loro il mio commosso pensiero perchè, come avrebbe detto un mio compaesano: "E da domani vi accompagni il corona virus", versione moderna del  "peste lo  colga" slogan dell'attore sardo Amedeo Nazzari che, in realtà, lo augurava a chi non beveva con lui. Io che sono molto vicino all'essere astemio (in vecchiaia sto perdendo tutti i vizi, maledizione!) mi limito ad esprimere un desiderio; mi  piacerebbe tanto avere il potere di proclamare almeno una volta  all’anno "il giorno della stupidità umana" (in realtà l’unica esistente) così, tanto per fare una cosa facile, facile. E'...

Una canzone per te: Io si

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 di Leo Spanu L’anomalia di Luigi Tenco era nei testi, basti pensare a quel " Mi sono innamorato di te perchè non avevo niente da fare". Ottimo musicista, attento a tutte le novità provenienti dalle altre parti del mondo, specie dall’America e dalla Francia, aveva il suo punto di forza nei versi, spesso non capiti dai molti soloni della musica leggera. Luigi Tenco raccontava il malessere della sua generazione o meglio della gioventù più in generale con parole talmente nuove che ancora oggi sono della massima attualità. Cambiano i tempi, le mode e le abitudine ma ancora non riusciamo a capire e a parlare con i giovani. Mi sono sempre chiesto il perché; forse perché cerchiamo di dimenticare in fretta gli anni della nostra giovinezza, facciamo il massimo per cancellare la nostra memoria? Io no, cerco di tenere sempre presenti tutte le mie età. Forse sarà un eccesso di sensibilità   ma come si possono mettere nel dimenticatoio i sogni, le speranze, le illusioni ma anche le paur...

Piazze d'Italia -6-

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 di Leo Spanu Piazza Fontana, a Milano, è diventata purtroppo famosa per la bomba del 12 dicembre 1969. E' l'inizio del terrorismo e di tante stragi rimaste senza risposta. Nel 1974 il 28 maggio,  un'altra piazza e un'altra bomba: Brescia, piazza della Loggia. Per molti di noi è stata anche la fine dell'innocenza. Dovevamo diventare grandi ma come? Perchè la vera difficoltà non è trovare le risposte giuste ma le domande da porsi. Macerata. Piazza della Libertà (ex piazza Vittorio Emanuele). Con Palazzo Comunale e loggia dei Mercanti. 1940-50 ca. Mantova. Piazza Broletto . Con palazzo Broletto, palazzo del Massaro, torre del Broletto (o torre del Podestà), casa Tortelli. fontana dei Delfini. 1970 ca.                             Piazza Sordello (Sordello da Goito, poeta   del XIII).   Con Duomo, palazzo Vescovile, il campanile romanico, la torre del Gabbia, il palazzo del Capitano, palazz...

Renato Carosone

di Leo Spanu Facendo violenza sui  miei (quasi) inderogabili principi ho deciso di guardare su RAI 1 “Carosello Carosone”  uno sceneggiato, un film per la televisione o come cavolo si chiama oggi .  L’ho fatto per la grande ammirazione che ho sempre avuto  per Renato Carosone, uno dei grandi della musica leggera italiana (non solo napoletana), un innovatore, un pianista dal tocco delizioso, una bella persona Non sono riuscito a finire la visione: il protagonista Edoardo Scarpetta è bravo e fa onore al suo nome ma è l’unica nota positiva,  il resto è un pianto. Un pianto antico direi visto che da tempo la Rai non riesce a fare un programma appena decente, sceneggiato o varietà che sia: ormai la Rai (reti 1 e 2 in particolare) è diventata inguardabile salvo qualche sempre più rara eccezione.  Prima nota dolente: l’eccesso di pubblicità.  Non oso pensare al film L a passione di Cristo (2004) di Mel Gibson,  trasmesso  tra un passato di pomodoro...

Una canzone per te: Notte chiara

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 di Leo Spanu Può sembrare stravagante raccontare una canzone col solo testo e senza musica: in realtà sono  due facce della stessa moneta ma a volte, le parole possono vivere da sole. E’ la bellezza, la poesia intrinseca, che le fa volare in maniera autonoma e forse per questa ragione, certe canzoni resistono aldilà del tempo, almeno del nostro tempo. Notte chiara (1962) è una canzone di Domenico Modugno (Polignano a Mare 1928- Lampedusa 1994) che fa parte della rivista musicale ( si chiamava così e non musical) Rinaldo in campo . Protagonisti lo stesso Modugno con Delia Scala (1929-2004) e gli esordienti Franco Franchi (1928-1992) e Ciccio Ingrassia (1922-2004).   Storia, musiche e recitazione straordinarie: io ho avuto la fortuna di vedere la commedia quando la televisione era ancora in bianco e nero. Notte chiara è una preghiera in musica ma anche le parole nude sono un inno alla vita. La canzone è in siciliano, si capisce lo stesso ma per qualche lettore ...

L'anno scorso a Bergamo: Carlo Zavaritt

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 di Leo Spanu Stavo cercando, su internet, spunti per qualche articolo  quando sono finito sulla pagina di un giornale di Bergamo dell'anno scorso: "E' morto il dottor Carlo Zavaritt , pediatra e neuropsichiatra infantile, aveva 80 anni". Mi addolora sapere che lui, come si dice tra gli alpini, è andato avanti, mi addolora averlo saputo solo adesso.  Quando l’ho conosciuto io, nel 1967, si chiamava ancora Carlo Rossi poi, strada facendo, diventò Carlo Zavaritt, una faccenda complicata di famiglia che mi raccontò una volta. Lui era sottotenente medico a Merano, io arrivai pochi mesi dopo come aiutante di sanità, cioè infermiere.   C’è stato subito un buon rapporto amichevole pur nel rispetto dei ruoli. Un giorno, un fine settimana, scappammo insieme: fuori della caserma ci aspettava con la macchina l’allora sua fidanzata. Un viaggio assurdo, come ho già raccontato ( La grande fuga , blog del  9/10/2016). Il sabato a casa, lui a Bergamo, io a Brescia, la domenic...

Piazze d'Italia -5-

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 di Leo Spanu Una filastrocca popolare dedicata alle dita della mano: Piazza, bella piazza, ci passò una lepre pazza: Pollice la vide, Indice le sparò, Medio la scuoiò, il quarto la cucinò, e per ultimo il mignolino, tutta intera se la mangiò. Aaahm!   Claudio Lolli (Bologna 1950-2018) uno dei più bravi cantautori italiani (autore fra l'altro di Ho visto anche degli zingari felic i) praticamente sconosciuto al grosso pubblico ne ha ricavato una canzone dove dà una sua interpretazione personale. Il riferimento del testo è alla strage del treno Italicus (1974), un attentato rivendicato dall'organizzazione Ordine Nero. Giovanni Leone era l'allora presidente della Repubblica. Piazza, bella piazza  ci passò una lepre pazza uno lo cucinò, uno se lo mangiò uno lo scorticò, uno lo stritolò uno l'impiccò del mignolino che era il più piccino più niente restò. Piazza, bella piazza ci passò una lepre pazza ci passarono dieci morti i tacchi e i legni degli ufficiali teste calve, p...

Tutti i colori del Covid

 di Leo Spanu Non ho capito niente delle ultime decisioni del governo.   L’Italia è diventata una scacchiera: il rosso muove e si inchiappetta il bianco. La Sardegna è un casinò, anzi un casino: esce il rosso e si vince un viaggio nella nostra isola.   La scorsa estate c’è stata una nuova edizione della strage degli innocenti, i ragazzi e le ragazze che sono andati in costa a farsi la stagione estiva sono rientrati a casa tutti contagiati ed hanno seminato il virus tra mamme e nonne che neanche una maledizione divina. Poi quel gran giornale che è La Repubblica ha urlato che i sardi erano gli untori. Invece tutti gli stronzi ricchi del mondo, liberi di circolare in Costa Smeralda, senza mascherina erano delle povere vittime. Adesso, ancora una volta, si regala la libera uscita a chi si ritiene superiore agli altri solo perché ha il privilegio di avera qualche soldo in più, magari guadagnato in maniera discutibile. E’ proprio vero, a noi sardi ce ne fanno di tutti i col...

Elucubrazioni intorno al lato B

di Leo Spanu Se non fosse che si trova dalla parte opposta direi che il culo è l’ombelico del mondo ( Jovanotti ). E’, per alcun, l’alfa e l’omega della filosofia trascendentale, per altri, l’entrata e l’uscita dalla fantasia, paradiso o inferno che sia, per tutti, quando vai bene di corpo, è la leggerezza dello spirito e un sollievo. Ma può essere una minaccia, un’offesa, un invito sgradito; meglio lo zero tondo (da non confondere col girotondo)   di Giotto che indica la perfezione e racchiude il mondo, l’universo e tutti i derivati. Ed anch'io, che non miro il tondo come Don Backy, almeno non sempre perchè, qualche volta, ho altro da fare, sono qui che mi ritrovo a parlarne neanche fosse l' Eldorado. E’ l’unico punto su cui uomini che non amano le donne (omo) e uomini che stravedono per le donne (etero) sono d’accordo; affari loro se i primi preferiscono nuotare nella vasca da bagno di casa, a noi della vecchia guardia  "ci piace il mare. Effettivamente" ( Cochi...

Una canzone per te: Veronica

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 di Leo Spanu Enzo Jannaci   (Milano 1935- 2013) era un medico con la passione della musica o un musicista che faceva il medico? Non l’ho mai capito, rimane il fatto che anche quando raggiunse il grande successo popolare ( con Vengo anch’io, no tu no ) non smise di fare il medico forse perché era il solo modo per curare le malattie della società   o perlomeno alleviare il dolore: con la musica puoi solo ironizzare sulle ingiustizie ed è una magra consolazione. Nelle canzoni di Enzo Jannaci c’è una galleria di personaggi   che a volte vivono ai margini della società: c’è il mezzo cieco e mezzo sordo che fa il palo per la banda dell’Ortica, quello che andava a Rogoredo a cercare i soldi e una ragazza,   quello che portava le scarpe da tennis e parlava da solo, quello che aveva un amico che lo picchiava regolarmente sulla faccia per sembrare più bello. Si chiamava Armando e un giorno ebbe uno strano incidente cadendo dalla macchina. C’era anche Giovanni che face...

Piazze d'Italia 4-

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 di Leo Spanu Sorso, piazza Garibaldi. Da Twitter, foto di Maurizia Lay Nel 1980 fui eletto consigliere comunale a Sorso e poi nominato assessore ai Lavori Pubblici e alle Manutenzioni. Con l'accordo del sindaco e dei colleghi di giunta predisposi un programma di opere pubbliche che nel giro di dieci anni avrebbe riammodernato il paese. Non tutto andò come auspicato: difficoltà di vario genere e qualche opera malriuscita. Anche molte critiche, spesso aspre e ingiuste. La critica, in una democrazia, non solo è legittima ma necessaria e utile: purtroppo molti sono convinti che la diffamazione, la calunnia, l'offesa gratuita, la volgarità del linguaggio siano l'unica critica possibile. Chi fa politica per passione (allora gli assessori non erano pagati) mette in conto anche questi aspetti spiacevoli. Tra le opere contestate allora, la trasformazione della piazza Garibaldi. In realtà si trattava di uno spiazzo anonimo, con intorno vecchie case fatiscenti. Allora pensavo (e lo p...

Capitani coraggiosi

di Leo Spanu Oggi voglio fare il bastian contrario e andare contro corrente anzi contro le correnti che ieri hanno votato quasi all’unanimità (due voti contrari) Enrico Letta segretario del Partito Democratico. Niente da dire sulla persona ma il politico mi lascia perplesso. Sette anni fa è stato defenestrato dalla carica di Presidente del Consiglio da un beffardo Matteo Renzi,   episodio passato alla storia (piccola) dell’Italia col famoso “ Stai sereno”.   Nel nostro paese le lotte politiche, specie quelle intestine dentro i partiti, sono feroci, spesso spietate. Lo ha ricordato con ironia, l'altra sera in televisione, la signora Rosy Bindi, politica esperta, che da tempo si è ritirata dalla mischia, quando   ha detto che bisogna stare attenti alle coltellate del giorno dopo la festa. Magari l’ha detto con parole meno crude   ma il concetto è chiaro: nella sinistra, il successo esagerato si paga caro: è un dogma o una maledizione che ha colpito lo stesso Renzi (t...

Le chiese nel verde

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 di Leo Spanu Le chiese rurali sono un fenomeno molto diffuso nella provincia di Sassari; alcune sono di straordinaria bellezza come le basiliche di Saccargia, di Bisarcio, di san Pietro di Sorres, altre di minor valore architettonico, molte di aspetto modesto: Ma la loro diffusione è significativa perchè, malgrado la scarsa densità abitativa della Sardegna, indicano la presenza dell'uomo, contadino o pastore, anche negli angoli più remoti del territorio. Nuraghi, chiese, capanne sono una presenza costante del paesaggio anzi ne sono un elemento costitutivo. In alcune di queste chiesette si svolgono ancora feste popolari come un tempo ma l'abbandono progressivo dei piccoli centri verso la città ha portato al degrado di molte costruzioni, diverse sono ridotte in rovina. Ed è un peccato perchè sono una parte importante della nostra identità di sardi. Molti anni fa, insieme alla mia signora, abbiamo girato a lungo nell'interno seguendo, chiesa dopo chiesa, un itinerario di soli...