Capitani coraggiosi
di Leo Spanu
Oggi voglio fare il bastian contrario e andare contro corrente anzi contro le correnti che ieri hanno votato quasi all’unanimità (due voti contrari) Enrico Letta segretario del Partito Democratico. Niente da dire sulla persona ma il politico mi lascia perplesso. Sette anni fa è stato defenestrato dalla carica di Presidente del Consiglio da un beffardo Matteo Renzi, episodio passato alla storia (piccola) dell’Italia col famoso “ Stai sereno”. Nel nostro paese le lotte politiche, specie quelle intestine dentro i partiti, sono feroci, spesso spietate. Lo ha ricordato con ironia, l'altra sera in televisione, la signora Rosy Bindi, politica esperta, che da tempo si è ritirata dalla mischia, quando ha detto che bisogna stare attenti alle coltellate del giorno dopo la festa. Magari l’ha detto con parole meno crude ma il concetto è chiaro: nella sinistra, il successo esagerato si paga caro: è un dogma o una maledizione che ha colpito lo stesso Renzi (troppi voti alle Europee). Tornando a Letta non ho condiviso all’epoca, pur rispettandolo, il suo abbandono della politica. Non ci arrende davanti alle sconfitte, si incassa e ci si prepara alla rivincita. E’ la condizione minima se si ha la pretesa di fare il dirigente, il leader o il generale altrimenti meglio fare il soldato semplice che è un ruolo rispettabile; in politica non esiste il principio “soldato che scappa buono un’altra volta”. Enrico Letta va a sostituire Nicola Zingaretti, un altro che ha abbandonato il posto di comando. Lui si era candidato a fare il segretario del PD, non lo aveva obbligato nessuno: cosa credeva di fare, di andare a dirigere un dopolavoro di pensionati che giocano a bocce?
Invece davanti ai problemi (seri) del paese alla fine è fuggito anche lui. Il problema di noi che stiamo da quella parte politica, magari senza entusiasmo, è che ci dobbiamo affidare a gente che si arrende subito davanti alle difficoltà. Anche Bersani, a suo tempo ha scelto la via della ritirata e il trasferimento ad altri più facili (per lui) lidi. Se fosse così semplice fare il segretari nazionale del PD mi candiderei anch’io o uno dei tanti militanti che faticano e spesso prendono colpi nelle sezioni di periferia. Ci piacerebbe tanto essere rappresentati da persone più brave, più preparate, più responsabili, più combattive di quanto lo siamo noi uomini comuni. Vorremmo essere guidati da capitani coraggiosi, specialmente durante i momenti difficili, allora sì che avrebbe un senso fare i soldati. Comunque, auguri di buon lavoro anche a Enrico Letta.
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