Stupidario

 di Leo Spanu

Ieri è iniziata la primavera, da noi vento gelido di maestrale e onde che si vedono anche anche da casa mia. Oggi primo giorno di arancione dopo tre settimane di bianco. Inutile prendersela col solito "governo ladro". A Cagliari e a Sassari, per festeggiare la fine dell'inverno sono fioriti alberi di pesco (pochi) e alberi di stupidi (tanti).

A loro il mio commosso pensiero perchè, come avrebbe detto un mio compaesano: "E da domani vi accompagni il corona virus", versione moderna del  "peste lo  colga" slogan dell'attore sardo Amedeo Nazzari che, in realtà, lo augurava a chi non beveva con lui.

Io che sono molto vicino all'essere astemio (in vecchiaia sto perdendo tutti i vizi, maledizione!) mi limito ad esprimere un desiderio; mi  piacerebbe tanto avere il potere di proclamare almeno una volta  all’anno "il giorno della stupidità umana" (in realtà l’unica esistente) così, tanto per fare una cosa facile, facile. E' una faticaccia fare gli intelligenti per 365 giorni. Notare, ho scritto fare, non essere intelligente; quest’ultima qualità sta diventando una merce sempre più rara. Essere intelligente non c’entra con l’ambiente in cui cresci o con i titoli di studio. Essere intelligente vuol  dire avere rispetto per gli altri, qualunque opinione abbiano, avere la mente aperta, essere curiosi del mondo che ci circonda, cercare la conoscenza, amare la bellezza e l’arte. Se ti manca una sola di queste doti rischi di essere un coglione come tanti, o peggio, una persona cattiva. L’intelligenza si misura non per quello che dici ma per quello che fai, per come vivi la tua vita, cercando di mantenere equilibrio e dignità.

Tornando alla nostra giornata mondiale dello stupido, credo che sarebbe davvero salutare prendersi una piccola pausa, una libera uscita dove lasciarsi andare a giocare con l’assurdo, col surreale, col paradossale, ridere dei propri difetti e fare il pagliaccio. Solo 24 ore di follia, naturalmente senza far male a nessuno, e tornare bambino a fare il telefono senza fili quando si partiva con frase normale e si arrivava (l’ultimo della fila) con un pasticcio che faceva sempre divertire tutti.

Poi domani torneremo tutti a fare i seri (pochi) e i seriosi (i più ) ma vuoi mettere il piacere di guardarsi allo specchio e dire, una volta all’anno: - Io quella faccia da stupido la conosco. Chi  mai sarà?- E poi ridere e ridere fino a farsi venire le lacrime agli occhi, come quando ti viene la ridarella senza una ragione.

P.S. Avete notato che i grandi comici (uno a caso Totò) erano persone intelligenti, serie e spesso portate alla malinconia, ma facevano i cretini (per vivere e forse per scarsa stima del genere umano).

Ed ora via libera allo stupidario.  Autori: io, noi, voi; praticamente tutti. Leggete e poi sparate pure sul pianista ma non a me perché i proiettili mi lasciano dei brutti buchi rossi sulla pelle. Davvero poco estetici.

Cominciamo dall’insalata, specie quella russa che non ti lascia dormire. Anche Maramao si lamentava sempre, infatti "perché sei morto, pane e vino non ti mancava, l’insalata era nell’orto e un casa avevi tu". Pensate a tutti i gatti che dormono alla stazione Termini di Roma insieme ai barboni, dentro scatole di cartone. Ci sono spifferi (d’aria) che ti viene il Qatar e non c’è sciropp che serv.  "Ahi serv Italia di dolor ostell". "Oh stelle dell’Orsa maggiore", oh oste della Malora portace mezzo litro, due panini alla mortadella e uno al tonno. A proposito quanti tonni ci sono in una tonnellata ?  Non saprei; più o meno quanto marmo c’è in una marmellata? 

Sono molte le domande senza risposta: Adamo aveva l’ombelico?  Dove metteva il dito quando si grattava la pancia. Tutti sappiamo dove metterlo quando  ti prude dietro ma davanti? L’equinozio è un cavallo fannullone? Due millepiedi che si abbracciano fanno zip?

Meglio fare le domande di riserva,. Ci sono politici incorruttibili? Si, ma costano di più.

Proviamo a dare un’occhiata al giornale di oggi. Gommone finisce sugli scogli, cancellati due km di costa. Era una zona deserta a parte due fratelli pescatori che cercavano di salvare la bionda forestiera.  Fatica sprecata e la barca tornò sola. "Mare crudele, come puoi cantare nella notte scura, quando piange il cuore?" Invano il marinaio spiegò le vele al vento ma il vento non capì. Che scemo (il marinaio) lo sanno tutti che il vento non sa leggere. C’è stata un’ esplosione nel cimitero. Tutti morti. Così è la vita, una specie di battaglia navale: oggi ci sei, domani gi otto.  Sempre le stesse notizie, sempre a parlare di droga. E piantatela!

Vediamo di dedicare qualche momento alla meditazione trascendentale, da non confondere con il filo interdentale perché c’è in giro troppa gente che spaccia dentiere false. Uno l’hanno arrestato l’altro giorno grazie all’i denti  kit. E chi vuole intendere intenda, tutti gli altri in camper. Del resto bisogna stare molto attenti a quel che ci dice il cervello: a volte mente. Così come non bisogna mai fidarsi del fieno, tutte balle. Peggio ancora chiedere l’amicizia ad un netturbino, la rifiuta. Meglio buttarsi sull’amore; è vero al volte l’amore è cieco, per altri è slovacco. In ogni caso ha sempre qualcosa in serbo. Comunque cercate di credere in voi stessi e ricordate che la differenza tra un genio e uno stupido è che il primo ha dei limiti. Quindi in alto i cuori e dite anche voi come il pollice: io valgo.

Abbiamo riso abbastanza: adesso pasta.

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