Piazze d'Italia -5-
di Leo Spanu
Una filastrocca popolare dedicata alle dita della mano: Piazza, bella piazza, ci passò una lepre pazza: Pollice la vide, Indice le sparò, Medio la scuoiò, il quarto la cucinò, e per ultimo il mignolino, tutta intera se la mangiò. Aaahm!
Claudio Lolli (Bologna 1950-2018) uno dei più bravi cantautori italiani (autore fra l'altro di Ho visto anche degli zingari felici) praticamente sconosciuto al grosso pubblico ne ha ricavato una canzone dove dà una sua interpretazione personale. Il riferimento del testo è alla strage del treno Italicus (1974), un attentato rivendicato dall'organizzazione Ordine Nero. Giovanni Leone era l'allora presidente della Repubblica.
Piazza, bella piazza
ci passò una lepre pazza
uno lo cucinò, uno se lo mangiò
uno lo scorticò, uno lo stritolò
uno l'impiccò
del mignolino che era il più piccino
più niente restò.
Piazza, bella piazza
ci passò una lepre pazza
ci passarono dieci morti
i tacchi e i legni degli ufficiali
teste calve, politicanti
un metro e mezzo senza le ali
ci passai con la barba lunga
per coprire le mie vergogne
ci passai coi pugni in tasca
senza sassi per le carogne.
Piazza, bella piazza
ci passò una lepre pazza
ci passò tutta una città
calda e tesa come un'anguilla
si sentiva battere il cuore
ci mancava solo una scintilla
capivamo di essere in tanti
capivamo di essere forti
il problema era solamente
come farlo capire ai morti.
Piazza, bella piazza
ci passò una lepre pazza
fu il giorno dello stupore
fu il giorno dell'impotenza
si sentiva battere il cuore
di Leone avrei fatto senza
si sentiva qualcuno urlare
" Solo fischi per quei maiali
siamo stanchi di ritrovarci
solamente a dei funerali."
Piazza, bella piazza
ci passò una lepre pazza
ci passarono le bandiere
un torrente di confusioni
in cui sentivo che rinasceva
l'energia dei miei giorni buoni
ed eravamo davvero in tanti
ed eravamo davvero forti
una sola contraddizione
quella fila, quei dieci morti.
Imperia. Piazza Duomo (ex piazza d'Armi).Con basilica di san Maurizio
Isernia. Piazza Andrea d'Isernia. Con cattedrale di san Pietro apostolo.
L’Aquila. Piazza Grande (piazza del Duomo o piazza del Mercato). Con cattedrale dei santi Giorgio e Massimo, chiesa del Suffragio (santa Maria del Suffragio o chiesa delle Anime Sante), palazzo Arcivescovile, palazzo Federici, palazzo delle Poste, palazzo della Banca d'Italia.
La Spezia. Piazza Benedetto Brin (1833-1898, ingegnere navale, generale, politico). Con chiesa di Nostra Signora della Salute (Madonna della Scorza), fontana delle Voci.
Latina. Piazza del Popolo (ex piazza del Littorio)
Lecce. Piazza del Duomo. Con Duomo, campanile, Palazzo vescovile, Palazzo del Seminario.
Livorno. Piazza Grande. Con Duomo, palazzo Comunale.
Lucca. Piazza san Martino. Con Duomo di san Martino, palazzo dell'Opera di santa Croce, palazzo Bernardi Micheletti.
Piazza San Michele (piazza delle Catene). Con la chiesa di san Michele in Foro, palazzo Gigli, palazzo Pretorio (o palazzo del Podestà), statua di Francesco Burlamacchi (Politico, Lucca 1498- Milano 1547)








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