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Piccole lezioni di italiano (2/10): La purità

di Leo Spanu La purità, ieri come oggi, è solo un’illusione. La lingua è una cosa viva e tende quindi ad evolversi assorbendo influenze di ogni genere. Pretendere di conservare forme ed espressioni ormai in disuso è solo una sciocchezza ma nel corso di secoli ci sono state lotte feroci tra puristi (conservatori) e novatori (innovatori). Questi ultimi tendevano a tradurre ogni parola francese o inglese in italiano. Un po’ come oggi che per eccesso di esterofilia, nelle scuole elementari, insegnano molto inglese e poco italiano. Il risultato è che i nostri bambini non sanno parlare. Ma probabilmente non serve più tanto loro si esprimono  a monosillabi o con le tastiere del loro cervello elettronico. Vediamo nel particolare questo tema ( la purità), notando che oggi non ha più molta importanza  nella vita quotidiana e quindi nella lingua parlata e, a leggere certi libri, neanche nella lingua scritta. Se sia una qualità o un difetto non saprei dire.   Arcaismo. S...

L'Agnese va a morire

di Leo Spanu “L’Agnese va a morire” è un romanzo di Renata Viganò, ambientato in Emilia Romagna durante la seconda guerra mondiale e pubblicato  nel 1949. Nello stesso anno ha vinto il premio Viareggio. Dal libro è stato tratto un film nel 1976 con la regia di Giuliano Montaldo e Ingrid Thulin nel ruolo della protagonista. Trama Agnese è una lavandaia che deve lavorare il doppio per mantenere se stessa e il marito malato e invalido. L’uomo è politicamente impegnato, un comunista e un giorno viene portato via dai nazisti in seguito ad una soffiata dei vicini di casa. Poco tempo dopo viene informata della morte del marito. Ad Agnese del marito restano solo i ricordi e la gatta. Una sera, un soldato tedesco ubriaco, che corteggia la vicina di casa e le figlie, spara per gioco alla gatta.  Piena di rabbia e di odio Agnese uccide il soldato poi scappa e si rifugia tra i partigiani.  Diventerà l’organizzatrice delle staffette e la “mamma” della compagnia. Quando fina...

Il cavallo di Troia

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di Leo Spanu Tutti  conosciamo ( almeno spero) il cavallo di Troia: un trucco del furbo Ulisse per entrare nella città assediata da dieci anni  e porre finalmente fine ad una guerra interminabile ( Iliade). Il regalo di un grande cavallo di legno, dedicato alla dea Minerva, al cui interno si nascondevano i guerrieri greci diede origine anche alla famosa frase latina: Timeo Danaos et dona ferentes ( temo i greci quando portano doni). In effetti  i greci entrati con l’inganno nella città di Troia, aprirono le porte ai loro compagni nascosti poco lontano e sorpresero e massacrarono i troiani nel sonno. La grandezza di scrittori come Omero è che le loro storie sono eterne e sempre attuali.  Nel piccolo quotidiano e nel grande gioco della vita. Personalmente io diffido di chi vuole farmi un regalo senza una ragione precisa; il gratis è un lusso che non mi posso permettere.  In effetti non c’è prezzo sostenibile per chi ti sorride, ti da un colpetto sulle spa...

Piccole lezioni di italiano (1/10): Le doti del linguaggio

di Leo Spanu Cominciamo  (plurale maiestatis) una serie di dieci lezioni ( una alla settimana) sulla lingua italiana. Non perché i miei articoli mi abbiano fatto guadagnare un'onorificenza da parte dell’Accademia della Crusca anzi, dopo questi, dovrò andare esule e ramingo per terre straniere a mendicare, un pò poeta e un pò cialtrone, un sonetto o uno strambotto. La verità è che mi sono rotto cuore, testa e zebedei nel sentire massacrare la nostra  lingua da insopportabili analfabeti. Lo sottolineo:  analfabeti; anche se hanno lauree ( acquisite non si sa come) e ruoli pubblici (giornalisti televisivi, politici e altri rappresentanti delle istituzioni e , fatto veramente grave, insegnanti di vario ordine e grado) che dovrebbero garantire forme di comunicazione almeno corrette sul piano formale. ( Sui contenuti preferisco sorvolare). Ma essendo un signor nessuno in materia ho deciso di appoggiarmi ad un mio libro scolastico. ( Si! Una volta  “certe cose” si st...

Il trono (R)

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di Leo Spanu L’unico posto al mondo dove quasi tutti gli uomini sono uguali. Quasi perché chi soffre di stitichezza alla fine della “seduta” mormora sconsolato: Ma che mi sono seduto a fare! Più o meno la conclusione di certe  riunioni di gabinetto di molti governi: non producono niente. E questo nei casi migliori perché, a volte, escono delle leggi che sono delle vere cagate. Ma usciamo dalle facili metafore e torniamo alle abitudini e ai consumi  più ordinari e naturali. Il gabinetto era, in origine, una piccola stanza di uso riservato, non necessariamente per funzioni fisiologiche. Poteva essere uno studiolo o un piccolo locale per la meditazione. In seguito il significato fu ampliato per indicare appunto luoghi d'incontro del governo e dei ministeri, per via di quel senso di riservatezza necessario per svolgere importanti compiti. Ma nell'uso popolare il gabinetto è sempre e semplicemente un posto utilizzato per " espellere sostanze alimentari liquide e solid...

Tentazioni: Eva e la mela

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di  Leo Spanu La prima tentatrice fu Eva. Con un colpo solo riuscì a catturare due polli: Adamo e il serpente. Ora passi per Adamo che, essendo il primo uomo sulla terra, ancora non aveva capito la differenza tra il bene, il male e la patonza. Non che oggi la situazione sia molto migliorata. Molti di noi ( mi ci metto in mezzo perché malgrado l’età che avanza subisco ancora il fascino femminile)  abbaiano alla luna quando credono di aver conquistato una donna. Ancora non ci entra in zucca che siamo dei pesciolini che abboccano all’amo spesso anche senza esca. Ma adesso che ho rivelato la nostra debolezza ( era il segreto di Pulcinella) con l’altra metà del cielo, vorrei fare qualche considerazione su quell’altro, il serpente, quello che pensava di essere furbo ed è finito con lo strisciare come… come un serpente. A mio modesto avviso la vera causa di tutto questa storia non è Eva. Stando alle immagini che la rappresentano non era granchè ma era l'unica donna e sempre lì d...

Un albero di trenta piani

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di Leo Spanu All’inizio della storia c’erano i giardini pensili di Bablilonia, una delle sette meraviglie del mondo. Si racconta che furono fatti costruire  attorno al 590 a. C. dalla regina Semiramide presso l’attuale Bagdad  (Iraq). Poi col tempo svanì tutto. I giardini pensili di Babilonia (ipotesi) Lucca, attorno al XIV secolo era una città ricca di torri, come tante altre città toscane. Qualcosa è rimasto  e seppure in formato ridotto la torre di Guinigi può essere considerato un giardino pensile.  Torre di Guinigi Può essere anche considerato il progenitore del Bosco Verticale. Quest’ultimo consiste in un complesso di due palazzi residenziali a torre progettati dallo studio Boeri ( Stefano Boeri, Gianandrea Barreca e Giovanni la Varra),  costruito  a Milano e inaugurato nel 2014. La caratteristica di queste costruzioni è la presenza di più di 2000 essenze arboree, tra arbusti ed alberi ad alto fusto, distribuite sui prospetti. ...

Viaggeremo per mondi perduti (R)

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Pubblicato il 22 febbraio 2017 di Leo Spanu Un giorno ce ne andremo per strade dimenticate alla ricerca dei mondi perduti. Tu non portare ricordi o altri bagagli tanto avremo sempre il sole davanti e la notte lontana.  Jacek Yerka (1952) pittore polacco, è un costruttore di universi che non esistono ma il fatto è irrilevante. Il limite tra realtà e sogno è sottile e indefinibile. I mondi perduti saranno sempre un metro avanti a noi, così vicini da vederli, troppo lontani per  raggiungerli.

Camminando camminando

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di Leo Spanu Santuario di san Romedio Sono sempre stato un  ottimo camminatore. L’anno scorso, in Trentino, gita organizzata, durante una passeggiata nei boschi alla ricerca del santuario di san Romedio (1), mi sono stancato davvero. Dopo un paio di chilometri di saliscendi avevo le gambe molli e ho detto alla mia signora:  - Vai avanti  tu che a me mi vien da ridere.- Così appoggiato con noncuranza ad un tronco fingevo di guardare il paesaggio  che filtrava  tra gli alberi in fondo alla valle mentre una gentile  coppia di molto anziani signori con vene varicose e bastone d’appoggio, lentamente mi superavano sulla strada verso il paradiso.  – Ci scusi, il santuario?-  -Avanti, sempre avanti.- Risposi con un filo di voce. - E lei non viene?- - No, preferisco restare qui a respirare l’aria leggera e profumata del bosco e della montagna che il gusto ci guadagna.- - Ha ragione, ha un profumo speciale. - Disse lui. Lei guardò pr...