Il trono (R)
di Leo Spanu
L’unico posto al mondo dove quasi tutti gli uomini sono
uguali. Quasi perché chi soffre di stitichezza alla fine della “seduta” mormora sconsolato: Ma che mi sono
seduto a fare!
Più o meno la conclusione di certe riunioni di gabinetto di molti governi:
non producono niente. E questo nei casi migliori perché, a volte, escono delle
leggi che sono delle vere cagate.
Ma usciamo dalle facili metafore e torniamo alle abitudini e ai consumi più ordinari e naturali.
Il gabinetto era, in origine, una piccola stanza di uso riservato, non necessariamente per funzioni fisiologiche. Poteva essere uno studiolo o un piccolo locale per la meditazione. In seguito il significato fu ampliato per indicare appunto luoghi d'incontro del governo e dei ministeri, per via di quel senso di riservatezza necessario per svolgere importanti compiti. Ma nell'uso popolare il gabinetto è sempre e semplicemente un posto utilizzato per " espellere sostanze alimentari liquide e solide non altrimenti digerite". (Ma tu guarda che giro di parole!)
C'è da dire che " il trono" ha cambiato forma nel corso dei secoli.
A Pompei, corrispondeva spesso ad un sedile in pietra su un orifizio a forma di toppa al di sotto del quale si poneva un vaso; oppure si trattava di un sedile in legno poggiato su due supporti di mattoni. Nel Medioevo, quando la gente si lavava poche volte nel corso dell'esistenza, magari utilizzando tinozze in legno in cui sedeva tutta la famiglia e magari qualche ospite così si faceva un lavaggio unico con grande risparmio di acqua, il gabinetto (o "luogo necessario" altra definizione) era scavato nello spessore della parete con il pozzo di scarico verticale al di sotto del sedile di pietra o di legno. Gli escrementi finivano in strada. In città più o meno civili venivano (gli escrementi) raccolti in un vaso e lanciati fuori dalla finestra con un urlo di preavviso: Attenti sotto!
Un'attività importante era quella svolta dai " merdaioli" che con appositi mezzi di trasporto raccoglievano gli escrementi in varie città della Toscana per poi rivenderli ai contadini come concime.
In Inghilterra, qualche freddoloso figlio di Albione, fece costruire il gabinetto (da qualcuno più nobile veniva chiamato "garderobe") vicino al camino così, nelle giornate piovose, poteva farla al caldo,
A Firenze qualcuno inventò un altro modello di latrina: si trattava di una struttura a culo di sacco fra due case in un vicoletto, coperta da un assito di legno.
Nel Rinascimento fu inventata la "seggetta", una piccola cassa portatile col coperchio che nascondeva un vaso. Il sedile era imbottito e la stoffa variava di valore secondo la ricchezza del proprietario. Per qualche secolo la seggetta fu lo strumento più utilizzato con mille diversi modelli anche di tipo matrimoniale a due posti
Il water closed, gabinetto a valvola e sciacquone, invece è un'invenzione moderna (1755) opera degli inglesi che però si dimenticarono del bidè; infatti sono loro i maggiori consumatori al mondo di carta igienica.
La pittrice della Bielorussia Ludmila Kalmaeva è una mia coetanea quindi con qualche neurone sfasato (noi del 1946 siamo stati “ prodotti” per allegria dai nostri genitori che finalmente potevano darci dentro senza la paura della guerra) e questo è un vantaggio in una società dove al potere è andata la stupidità invece della fantasia. La signora, appassionata di pittura classica, ha voluto rivisitare i grandi artisti in chiave “ in fondo a destra”. Non credo volesse mancare di rispetto ai pittori del passato perchè la sua tecnica è raffinata e l’ironia sottile.
Personalmente mi pare un modo elegante di mandare a quel paese un certo modo di giudicare l’arte. Per dirla poveramente ci sono critici che fanno cagare oltre a essere incomprensibili. Sembra quasi che vogliano tenere la gente comune lontano dall’arte come se fosse un qualcosa riservata solo ad una elite. In realtà Dante leggeva i suoi versi agli artigiani che stavano a bottega nella sua strada. Ascoltava i loro commenti e poi faceva (giustamente) di testa sua.
Alcune opere della Kalmaeva.
Ma usciamo dalle facili metafore e torniamo alle abitudini e ai consumi più ordinari e naturali.
Il gabinetto era, in origine, una piccola stanza di uso riservato, non necessariamente per funzioni fisiologiche. Poteva essere uno studiolo o un piccolo locale per la meditazione. In seguito il significato fu ampliato per indicare appunto luoghi d'incontro del governo e dei ministeri, per via di quel senso di riservatezza necessario per svolgere importanti compiti. Ma nell'uso popolare il gabinetto è sempre e semplicemente un posto utilizzato per " espellere sostanze alimentari liquide e solide non altrimenti digerite". (Ma tu guarda che giro di parole!)
C'è da dire che " il trono" ha cambiato forma nel corso dei secoli.
A Pompei, corrispondeva spesso ad un sedile in pietra su un orifizio a forma di toppa al di sotto del quale si poneva un vaso; oppure si trattava di un sedile in legno poggiato su due supporti di mattoni. Nel Medioevo, quando la gente si lavava poche volte nel corso dell'esistenza, magari utilizzando tinozze in legno in cui sedeva tutta la famiglia e magari qualche ospite così si faceva un lavaggio unico con grande risparmio di acqua, il gabinetto (o "luogo necessario" altra definizione) era scavato nello spessore della parete con il pozzo di scarico verticale al di sotto del sedile di pietra o di legno. Gli escrementi finivano in strada. In città più o meno civili venivano (gli escrementi) raccolti in un vaso e lanciati fuori dalla finestra con un urlo di preavviso: Attenti sotto!
Un'attività importante era quella svolta dai " merdaioli" che con appositi mezzi di trasporto raccoglievano gli escrementi in varie città della Toscana per poi rivenderli ai contadini come concime.
In Inghilterra, qualche freddoloso figlio di Albione, fece costruire il gabinetto (da qualcuno più nobile veniva chiamato "garderobe") vicino al camino così, nelle giornate piovose, poteva farla al caldo,
A Firenze qualcuno inventò un altro modello di latrina: si trattava di una struttura a culo di sacco fra due case in un vicoletto, coperta da un assito di legno.
Nel Rinascimento fu inventata la "seggetta", una piccola cassa portatile col coperchio che nascondeva un vaso. Il sedile era imbottito e la stoffa variava di valore secondo la ricchezza del proprietario. Per qualche secolo la seggetta fu lo strumento più utilizzato con mille diversi modelli anche di tipo matrimoniale a due posti
Il water closed, gabinetto a valvola e sciacquone, invece è un'invenzione moderna (1755) opera degli inglesi che però si dimenticarono del bidè; infatti sono loro i maggiori consumatori al mondo di carta igienica.
La pittrice della Bielorussia Ludmila Kalmaeva è una mia coetanea quindi con qualche neurone sfasato (noi del 1946 siamo stati “ prodotti” per allegria dai nostri genitori che finalmente potevano darci dentro senza la paura della guerra) e questo è un vantaggio in una società dove al potere è andata la stupidità invece della fantasia. La signora, appassionata di pittura classica, ha voluto rivisitare i grandi artisti in chiave “ in fondo a destra”. Non credo volesse mancare di rispetto ai pittori del passato perchè la sua tecnica è raffinata e l’ironia sottile.
Personalmente mi pare un modo elegante di mandare a quel paese un certo modo di giudicare l’arte. Per dirla poveramente ci sono critici che fanno cagare oltre a essere incomprensibili. Sembra quasi che vogliano tenere la gente comune lontano dall’arte come se fosse un qualcosa riservata solo ad una elite. In realtà Dante leggeva i suoi versi agli artigiani che stavano a bottega nella sua strada. Ascoltava i loro commenti e poi faceva (giustamente) di testa sua.
Alcune opere della Kalmaeva.
Eccolo il gabinetto o trono dei poveri. Altri nomi di questa "sedia" stercoraria: bagno, toilette, water closed, latrina, cesso, vespasiano, ritirata (si chiamava così nei treni), pisciatoio, orinatoio, cagatoio.
Una moderna allieva di Michelangelo "aiuta" il maestro nel lavoro di restauro della Cappella Sistina. Alzi la mano che non ha mai utilizzato questo " ponteggio" per imbiancare il soffitto del bagno di casa.
La bagnante di Jean-Auguste-Dominique Ingres ( 1780-1867. Il bagno turco-1863).
" Finalmente sola!"
Gala, la moglie di Salvator Dalì ( 1904-1989. Leda atomica-1949) alle prese con un rubinetto che non funziona: "Mai che si trovi un idraulico."
Pierre- Auguste Renoir (1941-1919. Nudo seduto- Anna 1876)
" E chiudi la porta. In questa casa non si può avere mai un momento di intimità."
E DA QUI COMINCIANO I MOMENTI VERAMENTE TRISTI
La Gioconda di Leonardo, per vivere, finisce col fare le pulizie nei servizi pubblici di un autogrill vicino a Lambrate (1). Una pisciata (svizzera?) cinquanta centesimi.
La Venere del Botticelli, fugge dagli Uffizi e va ad esibirsi in un pisciatoio sempre dalle
parti di Lambrate. Due soli si girano a guardarla malgrado sia completamente nuda. Cinque uomini su sette sono gay? Mala tempora currunt!
NOTE
1) Perchè Lambrate (quartiere di Milano per i non esperti in geografia)?
Perchè come diceva Marcello Marchesi:
" La puttana di Lambrate, godimento subito, pagamento a rate."
Cosa non si fa per la rima.







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