Il cavallo di Troia
di Leo Spanu
Tutti conosciamo ( almeno spero) il cavallo di Troia: un trucco del furbo Ulisse per entrare nella
città assediata da dieci anni e porre finalmente fine ad una guerra interminabile ( Iliade). Il regalo di un grande cavallo di legno, dedicato alla dea Minerva, al cui interno si nascondevano i
guerrieri greci diede origine anche alla famosa frase latina: Timeo Danaos et dona
ferentes ( temo i greci quando portano doni). In effetti i greci entrati con l’inganno nella città di
Troia, aprirono le porte ai loro compagni nascosti poco lontano e
sorpresero e massacrarono i troiani nel sonno. La grandezza di scrittori come Omero è che le loro storie sono
eterne e sempre attuali.
Nel piccolo quotidiano e nel grande gioco della vita. Personalmente io diffido di chi vuole farmi un regalo senza una ragione precisa; il gratis è un lusso che non mi posso permettere.
In effetti non c’è prezzo sostenibile per chi ti sorride, ti da un colpetto
sulle spalle e poi ti tradisce con un bacio. Ma non sono tutti come Giuda che
vendette Cristo per trenta denari e poi si impiccò per il rimorso.
C’è gente che si vende e ti
vende per pochi centesimi senza scrupoli o pentimenti. Veri figli di
troia al minuscolo per giocare con le parole, un gioco amaro perché sembra che il mondo e la gente goda moltissimo a farsi male senza ragione. Proprio mentre scrivo queste note, sulla rete e in televisione continuano a passare notizie e personaggi assurdi. Ormai "non li vedo più manco con gli occhiali", come cantava Herbert Pagani ( un altro grande artista dimenticato) ma ogni tanto l’occhio si ferma su qualche storia anche senza volerlo.
troia al minuscolo per giocare con le parole, un gioco amaro perché sembra che il mondo e la gente goda moltissimo a farsi male senza ragione. Proprio mentre scrivo queste note, sulla rete e in televisione continuano a passare notizie e personaggi assurdi. Ormai "non li vedo più manco con gli occhiali", come cantava Herbert Pagani ( un altro grande artista dimenticato) ma ogni tanto l’occhio si ferma su qualche storia anche senza volerlo.
Leggo che su
Facebook un coglione ( non saprei come definirlo e mi sembra pure un complimento) ha minacciato Bebe Vio, la campionessa olimpica, di
stupro. Se fossi il ministro dell’istruzione proporrei di mettere una foto
del sorriso di Bebe in tutte le scuole d'Italia così che gli studenti possano iniziare la giornata di lavoro con allegria e ottimismo. Invece da questo angolo di periferia, butto via parole nel tentativo inutile di combattere il marcio di questa società, Inutile perchè ho
paura che sia una guerra persa. Ho letto troppi libri di storia per guardare il futuro con fiducia.
Anche Vasko Taskovski (1937) pittore di origine macedone, ha
visto troppe storie di dolore e di morte. La sua terra è stata a lungo teatro
di guerre e di tragedie insopportabili. Così i suoi cavalli cercano di staccarsi dalle loro radici per correre liberi e leggeri. E trasparenti per non nascondere i soldati che vengono ad uccidere.







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