Post

Favola (R)

Immagine
di Leo Spanu C’era una volta una ragazzina con due teste: quella di destra sorrideva sempre a tutti, sembrava  una zoccola televisiva in offerta speciale; quella di sinistra invece era sempre triste depressa e pensare che non si occupava di politica.  La loro mamma si vestiva come una contadine sarda di ieri o come una migrante araba di oggi. Non si vedeva molto del volto solo due grandi occhi neri, pieni di tristezza, come una promessa mai mantenuta. Il padre invece se ne fregava di tutto e tutti. A lui piacevano solo i cavalli. A quattro anni ne aveva ricevuto in regalo uno, bello, bianco e senza zampe. Lo aveva inchiodato sopra una tavola di legno, piazzato su quattro ruote (rubate ad una seicento abbandonata a Balaklava) e lo portava in giro per le campagne inglesi (prima della brexit).  A vent’anni (sempre il padre) aveva partecipato al Derby arrivando ultimo. Anche in seguito non vinse mai una gara perché lui “ metteva il carro davanti ai buoi...

Piccole lezioni d'italiano (7/10): I componimenti poetici

di Leo Spanu Ci sono vari tipi di componimenti poetici che nascono in vari periodi storici a partire dal XIII secolo fino ai giorni nostri dove si usano perlopiù versi liberi mentre le forme tradizionali sono andate in disuso. Ma sempre  a titolo  informativo è interessante conoscerle; si possono avere piacevoli sorprese. Canzone antica o anche canzone petrarchesca. Canzone sestina o sestina lirica . Anche questa utilizzata dal Petrarca fu poi ripresa dal Carducci. B allata o canzone a ballo. Così chiamata perché originariamente si accompagnava alla danza. Nei tempi moderni indica una canzone d’amore lenta. Lauda, canto carnascialesco, barzelletta. Simili alla ballata. Il più famoso canto carnascialesco è “ Il trionfo di Bacco e Arianna” di Lorenzo il Magnifico. La composizione è ormai completamente dimenticata ma non l’incipit: Quanto è bella giovinezza che si fugge tuttavia! Chi vuol esser lieto, sia di doman non c’è certezza. Sonetto. Il più usato dag...

Come foglie al vento

Immagine
di Leo Spanu Una poesia di Giacomo Leopardi Lungi dal proprio ramo, povera foglia frale, dove vai tu? Dal faggio là dove io nacqui, mi divise il vento. Esso, tornando, a volo dal bosco alla campagna, dalla valle mi porta alla montagna. Seco perpetuamente vo pellegrina e tutto l’altro ignoro. Vo dove  ogni altra cosa, dove naturalmente va la foglia di rosa, e la foglia di alloro. E’ intitolata: Imitazione. Di recente ho visto un servizio, in televisione, su uno stilista che si ispira alla natura ; infatti  riveste le sue modelle con abiti fatti di foglie, di fiori, di radici, di erba, di corteccia d’alberi. Anche l’artista  della Malesia Tang Chiew Ling chiama e definisce le sue opere semplicemente“leaves” (foglie). In effetti le sue imitazioni sono solo un “ ritocco” della natura; lui aggiunge solo bellezza a bellezza e poco importa che, col tempo, tutto si perderà. Come foglie al vento.

In cerca di lei (R)

Immagine
Pubblicata il 10/4/17 di Leo Spanu E’ una canzone del 1945. Il titolo ha ispirato un mio vecchio racconto (vedi nel blog, 6/10/2015) ma la canzone è conosciuta anche con altri titoli: Perduto amor; Solo me ne vò per la città. Era la fine della guerra e tra le macerie delle città e le macerie dell’anima, c’era solo voglia di dimenticare, di lasciare tutto alle spalle,era tempo di ricominciare a vivere. Mi piace pensare a mio padre che allora aveva 28 anni ma era vecchio di guerra e di morte. Aveva volato sopra i cieli d’Africa e di Sicilia, era precipitato due volte con l’aereo abbattuto dalla contraerea o nelle battaglie in cielo ma lui si era salvato sempre. Si, gli avevano dato due o tre medaglie al valore ma chi se ne fregava, quanto dolore, quanti amici e compagni uccisi. E la paura era rimasta come un abito nero a vestire quei giorni di lutto. Era tempo  di mollare tutto: Bologna coi suoi portici pieni di ragazze e di ricordi  ma ora deserti e tristi; i viaggi...

Piccole lezioni d'italiano (6/10): La strofe e il metro

di Leo Spanu  La strofe è una serie di versi raggruppati secondo un ordine determinato. Un tempo, in alcuni casi, veniva chiamata anche stanza . Vi sono molti tipi di strofe e volendo ( e avendo il talento) se ne possono inventare sempre di nuove. Vediamo le più classiche.    Distico . Si tratta di due versi, lunghi o brevi, legati da una rima baciata.    Terzina .  Successione di tre versi, in genere endecasillabi, legati dalla rima secondo lo schema ABA BCB CDC.  E’ stata utilizzata da Dante nella Divina Commedia.    Quartina . Quattro versi, normalmente in endecasillabi, legati da rima alternata o abbracciata. Può esistere da sola o insieme alla terzina può andare a formare un sonetto.    Sestina . Sei versi, quattro a rima alternata e due a rima baciata. Usata anticamente per le laudi,    Ottava . Raggruppamento di otto versi con i primi sei a rima alternata e gli altri due a rima baciata. Tipica dei p...

Dove vanno a giocare i bambini

Immagine
di Leo Spanu Dove vanno a giocare i bambini quando muoiono bambini? La morte non li vuole fa un altro mestiere. Lei raccoglie solo i dolori alla fine della nostra storia alla fine di ogni storia. Ma i bambini non hanno storia e lei non può tenerli tra le braccia come una madre pietosa. Sono acqua che scivola tra le dita, sono vento che soffia tra i capelli sono il suono di una ninna nanna una voce  che accarezza il  sonno. No, i bambini non possono morire. I bambini giocano mentre dormono e ridono e sorridono. Maria Zeldis (1955) è un'artista messicana di origine ucraina.

Questi stivali sono fatti per camminare

Immagine
di Leo Spanu These boots are made for walking ( 1966. Questi stivali sono fatti per camminare) è il più grande successo della cantante Nancy Sinatra , figlia del mitico Frank. E’ una canzone ancora oggi straordinaria, con un ritmo che ti mette voglia di sollevare le chiappe dal divano e metterti  a camminare ( magari anche a ballare, reumatismi permettendo). Recitano i versi finali: Questi  stivali sono fatti per camminare ed è esattamente quello che faremo uno di questi giorni questi stivali cammineranno proprio sopra di te. Siete pronti stivali? Allora andiamo! In quegli anni i giovani cominciavano a fare domande strane: la guerra del Vietnam, i figli dei fiori, la musica beat, il sesso libero, la contestazione. Troppe domande senza risposte ma i giovani volevano cambiare il mondo.   Mettete dei fiori nei vostri cannoni!  Uno slogan di quei giorni. Quanta ingenuità. Anche le “ canzonette” cercavano di  raccontare qualcosa di nuovo così c...