Post

Il racconto del mese: Amen

Un'altro racconto tra quelli scritti tanto tempo fa. Questo risale al 1971 e probabilmente l'ho conservato perchè è molto diverso dalle cose che scrivevo allora, Amen Don Pietro Vescovi, a dispetto del suo nome, era un semplice prete di campagna in uno di quei paesini perduti dove la civiltà si schifa anche di passarci. Poche case addossate le une alle altre quasi a farsi coraggio contro un comune destino di miseria. Don Pietro vi era arrivato molto giovane, pieno di speranze e di ardore e si era trovato davanti una chiesa in condizioni pietose e talmente povera che anche il vin santo diventava un lusso. La popolazione, poche centinaia di anime, era gente semplice, abituata a lavorare duro senza grandi entusiasmi. Brava gente in verità ma troppo rassegnata a tutto. Anche la religione era considerata un fatto naturale come mangiare e dormire, vivere e morire. Don Pietro aveva cercato agli inizi di scuotere quel torpore, di comunicare la propria vitalità ma era stato come bu...

Quel piccolo bar

Immagine
 di Leo Spanu C’era sempre un piccolo bar in fondo al viale; il posto ideale  dove incontrare una ragazza al primo appuntamento. Mobili fasulli in stile svedese, tavolini tondi con sedie scomode e un juke box sempre acceso sul grande successo del momento, in genere una canzonaccia. Alle pareti specchi pubblicitari di liquori e aperitivi con immagini liberty di ragazze discinte e ballerine. E poi un gelato enorme che metteva in serie difficoltà il tuo portafoglio di studente squattrinato ma cosa importa. Hai fatto tanti pensieri per quel primo appuntamento ed ora che quella ragazza è seduta davanti a te e ti sorride non sai cosa dire. Assapori  le tue emozioni  ogni volta come se fosse la prima volta  anche se è una nuova ragazza. Non so come funzionano i rapporti tra i giovani d’oggi.  Ai miei tempi c’era sempre un piccolo bar in fondo al viale, a volte una gelateria , qualche volta, il sabato sera, anche la pizzeria. Al ristorante mai, troppo caro....

Dalla Cina con amore: Xue Mo pittrice

Immagine
di Leo Spanu Xue Mo è una pittrice originaria della Mongolia, che ha studiato e poi insegnato in Cina. Le sue donne sono straordinarie: mantengono la loro identità pur mischiandosi con la cultura occidentale. E' un segnale importante specie per tutti quelli che hanno paura di essere invasi dagli" altri" e di conseguenza di perdersi nel nulla. Invece è una fonte continua di ricchezza misurarsi con le culture diverse dalle nostre; confrontarsi per dare e prendere qualcosa. Ci aiuta a rendere migliore la nostra vita. Molto interessanti questi due ritratti che ci riportano al Rinascimento italiano, un omaggio a grandi artisti come Antonello da Messina e Raffaello  Anche i nudi non sono banali; il primo sembra rimandare alle nature naif del "doganiere" Rousseau, il secondo sembra una citazione de "La maja desnuda" ma, mentre nel quadro di Goya la modella ti guarda con sfrontatezza, qui la ragazza s'è addormentata ...

Basta avere l'ombrella

Immagine
di  Leo Spanu Negli anni 70 del secolo appena passato, Cochi e Renato cantavano:” E la vita l’è bella, basta avere l’ombrella, ti ripara la testa, sembra un giorno di festa”. I due comici erano interpreti di un umorismo  surreale e poetico, un umorismo intelligente e leggero  che fa sorridere prima e anche dopo, quando ci ripensi. E neanche allora, come oggi, c’era molto da sorridere. Figuriamoci  ridere . Comunque l’importante è avere  sempre “un’ombrella”  che ti ripara la testa.  Anche Gene Kelly in “Ballando sotto la pioggia” aveva un ombrello ( torniamo al maschile) ma non si riparava per niente la testa. Infatti lo chiuse subito perchè doveva  ballare. Io ho avuto molti ombrelli nella mia vita. Soldi meno: i primi li ho persi tutti e pazienza se non li ho mai ritrovati; i secondi ( i soldi) li sto ancora cercando ma ormai con poco impegno ed ancor meno entusiasmo. Alla mia età cosa me ne faccio. Non posso certo invitare a cena Brigit...

Ancora street art (R)

Immagine
di Leo Spanu Ancora arte di strada e ancora difficoltà nel conoscere qualcosa sugli artisti. Magari almeno il nome. Ma non importa. A cosa serve sapere chi fu l'uomo (o la donna) che scolpì la prima statua sull'isola di Pasqua o magari l'arciere di Monte Prama in Sardegna. Rimane la bellezza che ci racconta un sogno che va oltre i confini del tempo. Forse quello sconosciuto artista raccontava anche un nostro sogno. Ma perchè continuare a farsi domande quando in realtà non si ha più voglia di ascoltare le risposte? Le immagini che ho scelto rappresentano sempre donne. Non solo perchè a loro è dedicato questo blog: Storie di donne e di poesia. Se qualcuno mi domandasse il perchè di questa mio vizio non saprei che dire. Non sono ossessionato dalle donne ma ho sempre pensato che la vera bellezza fosse donna. Si, capisco le albe, i tramonti, il mare quando si agita e si lancia contro gli scogli, capisco il cielo con tutti i possibili colori del blu, dell'azzurro, del cele...

Fratelli

Immagine
di Leo Spanu Ti ricordi quando eravamo piccoli e il mondo non era ancora cattivo. Si che ricordi, adesso  che tutte le storie sono finite  e non ci sono più scommesse  da vincere. Eravamo fratelli una volta prima che le nostre strade si separassero, strade così larghe da diventare infinite come il rancore di certa gente immersa nel proprio inferno. Avrei voluto salutarti ma non mi è stato permesso. Ma cosa ne sa certa gente di cosa sono i fratelli, del loro rapporto quasi magico come un  filo che può diventare invisibile ma non si può mai spezzare. Si, io mi ricordo benissimo di quando eravamo bambini; ho raccolto tutti i nostri giorni come pagine sciolte di un libro che un giorno farò rilegare per raccontarmi la nostra storia. A volte mi capita di pensare che conservare la propria memoria è un compito difficile. C’è troppa gente che vive giorno dopo giorno e cerca di cancellare ogni traccia del passato. Si costruiscono muri con porte che vengono chiuse per semp...

Festa di matrimonio

Immagine
di Leo Spanu Non mi piace partecipare ai matrimoni. Nessun motivo particolare a parte il fatto che a volte ti trovi seduto a tavola con persone che non solo non conosci ma che probabilmente avresti evitato di incontrare per la loro preoccupante somiglianza con gli zombi.  C’è da dire che talvolta anche il “pranzo di nozze”  è portatore di spiacevoli sorprese ma , a parte alcune imprevedibili catastrofi con ricoveri ospedalieri per effetti collaterali vari, in genere molti  ristoratori “riescono” ad offrire prodotti veramente scadenti a prezzi veramente alti. Ma neanche questa ragione riesce a giustificare la mia fobia per questa giornata che qualcuno molto spiritoso o molto stupido ha definito “ il più bel giorno della vita”. Sarà! Vediamo di fare un salto indietro nel tempo e nella memoria. Mi ero appena comprato la mia prima macchina nuova, la favolosa R5 della Renault ( prima c’erano state solo cinquecento di quarta e quinta mano) e col cavolo che l’avrei affida...

L'art deco di Catherine Abel

Immagine
di Leo Spanu Ho già scritto sull’art deco ( vedi articolo del 5 luglio 2015 su questo blog)) a proposito di Tamara De Lempicka, una delle sue più importanti interpreti almeno nel campo della pittura. Scopro che la pittrice franco polacca ha avuto diversi artisti che a lei si sono ispirati. Tra le più interessanti la pittrice australiana Catherine Abel. Le sue figure femminili sono forse  troppo patinate e la sensualità dei suoi nudi non ha certo l’intensità erotica delle donne della De Lempika ma sono gradevoli e possono essere esposte nel salotto buono delle nostre case senza far gridare allo scandalo. Peccato perché la Abel ha uno suo stile personale e una tecnica eccellente. Magari un po’ di coraggio e di provocazione in più non guasterebbero.