Quel piccolo bar
C’era sempre un piccolo bar in fondo al viale; il posto
ideale dove incontrare una ragazza al primo
appuntamento. Mobili fasulli in stile svedese, tavolini tondi con sedie scomode
e un juke box sempre acceso sul grande successo del momento, in genere una
canzonaccia. Alle pareti specchi pubblicitari di liquori e aperitivi con
immagini liberty di ragazze discinte e ballerine. E poi un gelato enorme che
metteva in serie difficoltà il tuo portafoglio di studente squattrinato ma cosa
importa. Hai fatto tanti pensieri per quel primo appuntamento ed ora che quella ragazza è seduta davanti a te e ti sorride non sai cosa dire. Assapori le tue emozioni ogni volta come se fosse la prima volta anche se è una nuova ragazza.
Non so come
funzionano i rapporti tra i giovani d’oggi. Ai miei tempi c’era sempre un piccolo bar in
fondo al viale, a volte una gelateria , qualche volta, il sabato sera, anche la
pizzeria. Al ristorante mai, troppo caro.
Pensieri antichi di un tempo che non è più. Lo dico senza
rimpianti anche se guardando i quadri di Ruane Manning, mi viene il dubbio di
aver perso qualcosa.
Ma il signor Manning, pittore americano, è più vecchio di me e ha storie diverse da raccontare con i suoi angoli perduti nei centri antichi
e nei vicoli di città della Francia e dell'Europa. Ma forse sono luoghi che esistono solo nella sua memoria.








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