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Torre

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di Leo Spanu L'altra Venezia  Domande (1982) Non fai che domandare come un bambino troppo curioso. Ma cosa posso dirti io, io che non so neppure perchè ti amo. Itaca  (1984) Da tempo ho superato i confini della mia isola alla ricerca di spazi che non mi limitassero, di amori che non fossero infiniti. Ma tu che stanca mi sorridi anche tu sei la mia solitudine. Torre (1986) Ho costruito la mia solitudine pezzo a pezzo come una torre dove nascondermi quando non ci sarà nessuno. Terme Pallottino, Porto Torres

Fondi di magazzino

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di Leo Spanu Omaggio a Klimt  Dubbio (1974) Vedrò di aiutarti perchè è giusto è logico dividere anche le avversità. Ma tu saprai cercarmi quando mi nasconderò? Anch'io (1975) Anch'io ho lottato un giorno per la mia vita con decisione con rabbia talvolta così preso così convinto che mi è sfuggito il momento in cui ho perduto.

Yellow submarine: Heinz Edelmann

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 di Leo Spanu Heinz Edelmann (Cecoslovacchia- Germania 1934- 2009) è l'autore dei disegni del lungometraggio Yellow Submarine (1968) dei Beatles  ma è anche l'inventore di un genere di disegno pubblicitario che, alla fine degli anni 60, ha influenzato molti illustratori.

Il trovatore stanco

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di Leo Spanu  I l trovatore stanco (1973) In occasione del primo compleanno di mio fratello R. Gente che mi parla di te tra un sorriso timido e una pausa improvvisa d'umiltà. E nell'aria vagano  note stantie di vecchie canzoni  e rimbalzano tra i muri sfidando le parole e il tempo. Gente che si scopre un'attimo e il poeta abbandona la stanca volontà  di creare emozioni  e ascolta, ascolta e sogna. Un bambino invidia le lucciole vaganti e le imprigiona nel mondo infinito della sua mano. Chi raccoglie una stella è un poeta e racchiude il calore della notte nelle parole di una favola. Ma chi racconterà le favole ai nostri bambini? Sul marciapiede tracciavo una riga con un gesso bianco incurante della gente che inciampava  e dispettosamente cancellava quel gioco di bimbo. Gente diversa che non sa di te. Una goccia di rugiada sulla prima foglia fu a primavera. Con un dito incorniciavo sul vetro appannato un pezzetto di vita.  Scoprire una casa, un albero, ...

Ma ci faccia il piacere: Franz Messerschmidt

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 di Leo Spanu Franz Messerschmidt (Germania- Austria 1736-1786) non solo aveva un cognome impronunciabile ma era un artista con una discreta faccia di bronzo,  infatti nel 1774 fu espulso dall'Accademia di Belle Arti di Vienna, dove lavorava come scultore. Motivo: soffriva di deliri e allucinazioni, era praticamente fuori di testa. In effetti le sue facce di bronzo fanno venire qualche dubbio sulla sanità mentale di Franz ma lui sosteneva che le sue smorfie erano la conseguenza del dolore che gli provocava la sua malattia (morbo di Crohn). Dolore per dolore tanto valeva usare la sua faccia come modello. Come (quasi) sempre, cercherò di fare solo il titolista anche, come avrebbe detto il principe Antonio De Curtis in arte Totò (altra faccia mobile): Ma ci faccia il piacere !   Giammai avrei pensato di  prendere l'olio di ricino! Come disse il direttore di RAI NEWS guardando il santino del P d C: Urca, come godo Quelli che stanno sempre (in fondo)  a destra:...

I ragazzi della città del silenzio (Lucca)

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di Leo Spanuu I ragazzi della città del silenzio (1984) 1. Ti porterò in una città perduta nel silenzio per ascoltare le voci di amici in allegria. Ti porterò in una città ai confini della nostalgia per rubare un sogno e andare via. 2. Non sarò io il poeta che può cantare i tuoi silenzi nè mattino che dia colore ai tuoi pensieri ma aspetterò. Aspetterò che questa città umida di pioggia cancelli le ombre dal tuo viso e vedrai per sciogliere il dolore basterà un sorriso. 3. Mi turba  e mi confonde questa musica che urla in un cielo troppo basso per volare. E tu che danzi come un sogno che non racconterò a nessuno. 4.  Se questa notte  che profuma della tua pelle  non fosse vera l'avrei creata io  col desiderio che spoglia i tuoi fianchi e ti riveste di emozioni che non sai. L 'avrei riempita poi col vino e le canzoni perchè questa notte  è un gioco che ha il sapore di te. 5. E ce ne andammo agli Uffizi  a vedere la Primavera dentro una cornice perchè non...

Lago di Gusana (Gavoi, Nuoro)

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di Leo Spanu Omaggio a Giuseppe Biasi Lago di Gusana (1986) 1. Un giorno tornerò tra questi boschi come un rifugio da inventare e la memoria, libera dal dolore, sarà acqua di fiume che non mi porta via. 2.  Colori mutevoli di un tempo che è già finito. Mi perderò nelle acque del lago specchio delle mie paure. 3. Senza emozioni questo sprazzo di cielo  imprigionato. Impazzito di malinconia. 4. Avrò il silenzio di queste acque sonnolenti.  Avrò il riflesso verde dei tuoi occhi.  Avrò l'indifferenza di un cielo così azzurro  che non sembra  vero.  Avrò molti spazi da riempire   coi pensieri di ieri  e un nuovo dolore  come un paesaggio da scoprire.

La poesia all'angolo della strada: Banksy

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 di Leo Spanu Banksy è una specie di Robin Hood delle pittura, anarchico, satirico e sovversivo, gira il mondo per coprire vecchi muri di poesia e di cultura. A volte di speranza, un fiore sempre vivo anche per chi ha smesso di sognare. Nessuno conosce la sua identità ma cosa importa: ognuno di noi, se vuole  e se può, è libero di inventare la propria favola. In questo articolo mi sono limitato a fare il titolista. Com'è triste Venezia. Banksy espone le sue opere ( una grande nave che distrugge la città) e le vende a prezzi stracciati ma nessuno se ne accorge. Una sola persona ha acquistato un quadro e con pochi euro si è ritrovato un'opera che vale milioni. Un albero è un albero, è un albero Aprite le finestre al nuovo sole: Buon giorno (La casa è stata demolita) Lascia l'ultimo ballo per me Altalena Datemi una gru e vi solleverò il mondo ( e una signora) Castelli di sabbia Babbo Natale è stanco Hula hoop L'appuntamento Pirati La giraffa nuda Bambini curiosi L'ama...