Il trovatore stanco
di Leo Spanu
Il trovatore stanco (1973) In occasione del primo compleanno di mio fratello R.
Gente che mi parla di te
tra un sorriso timido
e una pausa improvvisa d'umiltà.
E nell'aria vagano
note stantie di vecchie canzoni
e rimbalzano tra i muri
sfidando le parole e il tempo.
Gente che si scopre un'attimo
e il poeta abbandona la stanca volontà
di creare emozioni
e ascolta,
ascolta e sogna.
Un bambino invidia le lucciole vaganti
e le imprigiona nel mondo infinito
della sua mano.
Chi raccoglie una stella è un poeta
e racchiude il calore della notte
nelle parole di una favola.
Ma chi racconterà le favole ai nostri bambini?
Sul marciapiede tracciavo una riga
con un gesso bianco
incurante della gente che inciampava
e dispettosamente cancellava
quel gioco di bimbo.
Gente diversa che non sa di te.
Una goccia di rugiada sulla prima foglia
fu a primavera.
Con un dito incorniciavo
sul vetro appannato
un pezzetto di vita.
Scoprire una casa, un albero, una strada
solo un bimbo ha tanto potere.
Il trovatore stanco
non conosce altre canzoni che la propria noia
non percorre le piazze dei paesi e dei villaggi
è troppo tardi.
Ognuno conosce già la fine della storia
e i racconti monchi
le fiabe incomplete
le canzoni storpiate
non raggiungono i bambini.
Il trovatore è stanco e tu non saprai mai
che c'era una volta anche un bambino.

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