La sposa, l'elefante, la balena, il cinghiale ed altri accidenti
di Leo Spanu
Stabilito che il coccodrillo lo abbiamo lasciato a Orosei
anche perché interrogati su “ il coccodrillo come fa” undici sorsensi (sussinchi) su dieci hanno risposto:
Cazzu
mi n’affutti! (.....me ne fotte!)
A Sorso abbiamo
sempre qualche imboscato da Sennori o da Sassari quindi il numero degli
abitanti è costante da almeno 40 anni: più di 14.000 meno di 15.000 per cui….….ricominciamo
daccapo: stabilito che il coccodrillo di cui sopra sapeva che a Sorso sarebbe
stato subito trasformato in scarpe, borse e cinture vediamo di ripartire dalla
sposa che voleva convolare a giuste nozze.
Ora con questa nuova moda degli
incontri al buio non sai mai chi puoi trovare: una leggiadra fanciulla con la
decima misura di tette, una gentile signora che sa suonare tromba, trombetta, trombone, flauto, piffero e clarinetto e uno con baffi a manubrio e barba nera e folta che ti sorride e ti manda baci con le mani.
Una volta l’imperatore Carlo V andò a d Alghero a mangiare
la vera paella catalana e disse: -
- Bravi, vi nomino “ Todos Caballeros”.-
A Sorso
non viene mai nessuno a nominarci, solo Mussolini, tempo fa, fece una puntatina a Porto Torres
per inaugurare la corazzata Potiomkim, e decise, come compensazione, di nominare
i sorsensi che avevano più di cinque
figli “ cavalieri di braghetta” . Un mio zio ne fece dodici, tredici, non ricordo, ma
nel frattempo la guerra era finita e lui si ritrovò braghe in mano, con la casa piena di bambini
e basta.
Oggi a Sorso non fanno figli neanche se gli prometti il
reddito di cittadinanza, l’asilo nido gratis e un iphone ultimo modello.
Nel frattempo la sposa aveva fatto apparecchiare
per ottocento persone. In realtà gli invitati erano solo duecento ma c’erano
molti amici di Sassari e i sassaresi, quando vanno ad un pranzo di nozze,
portano una cornicetta d’argento (euro 9,99) e almeno 20 amici ciascuno.
Erano “le cinco de la tarde” (le cinque della sera) a tutti gli orologi; infatti si trattava di
una cena e non di un pranzo, quando il promesso sposo disse:
-Vado a comprare le sigarette-
-Ma se non hai mi fumato in vita tua!- Esclamò l’amico che
doveva fare da testimone.
-Allora è arrivato il momento di cominciare.-
Da allora nessuno ha visto più il promesso sposo,
neanche Alessandro Manzoni. Ogni tanto arriva una cartolina dalla
Patagonia ma è uno di Ollollai che
sbaglia sempre indirizzo.
Intanto il giorno fu pieno di lampi, la sera pure ma adesso
verranno le stelle e, passata l’incazzatura, arriveranno pure i piatti con un
trio di primi (lasagne, risotto alla pescatora e gnocchetti alla campidanese), porcetto, gamberi arrosto, calamari fritti, verdura (finocchi, sedano e pomodori) al
pinzimonio e vino e birra in quantità tale che alla fine tutti gridarono felici
“viva gli sposi!”
Io non c’ero ma mi
hanno detto che è stata una bella festa.
Nel frattempo nei paraggi del cimitero s’era accampato un circo così povero ma così
povero che neanche il circo Zanfretta (1). Un elefante decise di attraversare
la strada (anche lui per comprarsi le sigarette visto che di fronte c’è un
tabacchino) e notata una belle siepe pensò:
-Quasi quasi ci dò una mozzicata visto che sono sei mesi che non mangio.-
Le foglie erano verdi
e fresche, i ramoscelli teneri come
grissini.
Disse una signora al
marito:- Minoreddu (piccolino) è affamato, lasciamolo mangiare.-
Rispose il marito: - Minoreddu? Ma se pesa due tonnellate!-
Intanto l’animale, sporgerndosi per i ciuffi più alt, aveva
infilato la proboscide dentro la casa di zia P. che stava facendo la cacca e per che, per lo spavento, è diventata stitica per un mese.
Una coppia di turisti in nero (abitano nelle case abusive di
campagna così non risultano nelle statistiche dell’assessore regionale al
Turismo) cercava di farsi un selfie ma a forza di “ andiamo più in là che non entriamo tutti nell’inquadratura” si
ritrovarono dalle parti di Castelsardo e
fotografarono la roccia dell’elefante che almeno sta fermo davanti ai turisti.
Dal mare nuovi arrivi, dalle baleari arrivò una baleara, pardon una balena che, dopo aver
ingoiato Geppetto e Pinoccho, mormorò:
- Mi si è ficcata una stecca di legno in gola: quasi quasi vado a morire a Marina di Sorso. Mi hanno detto che l’acqua è trasparente, la sabbia bianca e tutti gli abitanti della Romangia (Sorso, Sennori, Porto Torres) e di Sassari (e c’era pure uno di Bergamo alta) verranno a vedermi da morta.-
- Mi si è ficcata una stecca di legno in gola: quasi quasi vado a morire a Marina di Sorso. Mi hanno detto che l’acqua è trasparente, la sabbia bianca e tutti gli abitanti della Romangia (Sorso, Sennori, Porto Torres) e di Sassari (e c’era pure uno di Bergamo alta) verranno a vedermi da morta.-
Il sindaco di
Sorso pensò invece di farle un
monumento anche perché da qualche anno avevano perso quello di Salvatore
Farina, famoso scrittore locale cancellato dalla memoria.
In realtà l’idea originaria era di esporre le
ossa del cetaceo in piazza Garibaldi, davanti al municipio, ma quando andarono
a recuperare la balena, sulla spiaggia trovarono solo due gabbiani che litigavano per i resti,
una conchiglia dimenticata da “un
turista ladro di sabbia” e un
commerciante di Sennori che, travestito
da vucumprà, vendeva bottoni e stecche di balena per busti e reggiseni.
Nel frattempo la balena
di Sorso era diventata famosa nel mondo,
quasi come Moby Dick, grazie a bravi
giornalisti televisivi che capiscono subito quali sono le notizie davvero importanti.
Del resto come faremmo ad essere felici senza tutte le belle
notizie che ci tirano addosso.
Ma a volte
noi sorsensi siamo stravaganti e andiamo
oltre la notizia. Vediamo cosa succede da quando non beviamo più l’acqua della
Billellara (è inquinata) ma solo birra e Cannonau.
Due amici, allegri
per qualche bicchierino di troppo, si scontrarono con un cinghiale che non si faceva i fatti suoi circolando per le
strade senza assicurazione e senza patente. La macchina riportò seri danni perché
il cinghiale è un tipo tosto ma è morto lo stesso lo stesso. Che fare? Chiamare i carabinieri
per segnalare l’incidente non se ne parla neppure. Non c’è bisogno di
palloncino per sapere come andrebbe a finire: loro in galera, ritiro della patente e il cinghiale cadavere ma
libero.
E qui nasce la trovata geniale.
E qui nasce la trovata geniale.
-Mettiamo la bestia nel freezer e fra un paio di giorni, quando siamo
sobri, facciamo la denuncia all’assicurazione.-
Tutto perfetto se non fosse che, nel momento dichiarato dell’incidente
stradale, il cinghiale non solo risultava abbondantemente morto ma pure congelato.
Come cavolo ha fatto a sbattersi contro la macchina?
Come cavolo ha fatto a sbattersi contro la macchina?
E poi, siamo in Sardegna, dove non è cominciato neppure l'autunno. Mica al polo nord!
La singolare storia finisce su tutti (o quasi) i
giornali. In Inghilterra si scordano pure della brexit e smettono di litigare per discutere del
cinghiale (congelato) di Sorso.
Non so quanti continentali conoscono davvero la Sardegna. Molti credono che sia la Costa
Smeralda, ma quella è solo una brutta copia, un falso costruito ad uso dei turisti ricchi e molto ricchi.
La vera Sardegna la trovate nei paesi, dove si mangia bene e si beve meglio e dove
ogni tanto si raccontano storie assurde e pazzesche per vivere in allegria.
E come sempre, Sorso c’è.
NOTE
1) Il mitico circo Zanfretta non aveva animali selvatici ma solo un asino che sapeva contare fino a dieci.
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