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La distrazione

di Leo Spanu Mi è capitato di leggere  di un certo John Wilmot ( 1647-1680) conte di Rochester e scrittore di qualche qualità. Amico personale del re Carlo II d'Inghilterra, si godeva la bella vita di corte quando, per distrazione, fece un gravissimo errore. John  Wilmot infatti componeva satire a richiesta e un giorno consegnò al suo re, che gli aveva ordinato una satira contro un suo avversario politico, la composizione sbagliata. Si trattava infatti di versi contro Carlo II per il suo vizio di “cacciare” leggiadre fanciulle e ricompensarle, a favori ottenuti, con privilegi e terre. Il re non gradì e il conte di Rochester, diventato ex amico ed ex poeta di corte fu spedito in esilio in campagna a meditare sulla caducità delle amicizie e su gli effetti di una distrazione.  Secondo me, il nobile John Wilmot era semplicemente geloso dell’amico re per un fatto di concorrenza sleale ( il re aveva sempre il diritto di precedenza). Infatti i due gentiluomini erano “ rara ...

Asini

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di Leo Spanu “ Se son di umore nero allora scrivo, frugando dentro alle nostre miserie, di solito ho da far cose più serie, costruir su macerie o mantenermi vivo ”. Quando Francesco Guccini scrisse questa canzone ( L’avvelenata) parlava di me anche se non mi hai mai conosciuto o sentito nominare. Gli ruberei  le parole se fosse possibile ma anch’io, per fortuna, ho tante parole mie e “ tante cose da raccontare per chi vuole ascoltare ”. Avrei solo una domanda da fare a Guccini ma ho paura della sua risposta perché già la mia mi preoccupa: col tempo molta della mia rabbia è svanita per lasciare spazio ad una  rassegnazione che non mi piace. Mi sembra di aver rinunciato ai miei sogni come se non esistesse più un futuro. Altro che avvelenata, non riesco neanche più ad incazzarmi e si che non  mancano le occasioni. Una delle mie migliori  battute ( lo so che non è elegante autocitarsi ma qui è d'obbligo) è:  Se gli asini si mettono a volare allora è probab...

La politica di "una volta"

di Leo Spanu Mettendo a posto le mie carte ho trovato il testo scritto del mio intervento al congresso  della sezione di Sorso del Partito Socialista italiano. Era il 1978 ed io ero il segretario della sezione. All’epoca il PSI era il secondo partito a Sorso dopo la DC con la quale era in giunta ( sindaco Giuseppe Carta). Il leader del  Partito, Giuseppe Borio già sindaco e poi consigliere regionale era morto da poco in un incidente stradale e il partito si trovava in gravi difficoltà. Era stata affidata a me la sezione con la speranza di ricostruire un ruolo che sembrava  confuso tra tanti aspiranti capi e capetti. Io ero il più giovane ed ero anche malvisto da molti, solo gli iscritti anziani e gli operai avevano fiducia in quel “ragazzo poco loquace ma che sapeva guardare lontano”. La mia segreteria durò solo un anno, le varie anime si coalizzarono  contro di me e finalmente riuscirono a buttarmi fuori.  Questa è sempre stata la costante della mia attivi...

Spiando dal buco della serratura

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di Leo Spanu All’inizio del 1800, in Francia, non esistevano ancora gli Alvaro Vitali ( famoso come Pierino) e i Lino Banfi ( oggi ridotto al ruolo di nonno) che, dal buco della serratura, spiavano le nudità delle Edvige Fenech  e delle Gloria Guida dell’epoca anche perché i fratelli Lumiere non avevano ancora scoperto ( o inventato?) il cinema. Così i voyeurs ( in italiano guardoni)  parigini cercavano forme alternative per soddisfare le loro esigenze contemplative. Poi un signore, rimasto rigorosamente anonimo, con un gran talento per il disegno, decise di illustrare tutte le sue fantasie sessuali e di pubblicarle per dare pubblico ( e privato) sollazzo agli amatori del genere erotico. Il libro che ho trovato nella bancarella dell' amico B. mio fornitore di fiducia di libri rari, vero “ libraio di strada” che vende cultura per i mercatini della Sardegna e  sistema i tavolini pieghevoli tra un rivenditore di cavolini di Bruxelles  e un cinese spacciatore di...

Le città che ci aspettano

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di Leo Spanu Non amo molto il surrealismo come genere ma ogni tanto mi capita di scoprire artisti che riescono ad attirare la mia attenzione. Arnau Alemany ( nato nel 1948) spagnolo di Barcellona è uno di quei pittori che racconta storie di un futuro non certo esaltante ma lo fa senza immagini particolarmente inquietanti; c’è un senso di rassegnazione, di rinuncia al futuro, nelle sue città dove la natura cerca di riprendersi i suoi spazi di verde  con alberi che crescono nei posti sbagliati. La città non è ancora morta come nel film “ Io sono leggenda” tratto da uno dei racconti più cupi dello scrittore americano Richard Matheson (1926-2013), ci sono ancora molte persone in giro ed anche la navi, gli aerei, le macchine abbandonate sembrano  più giocattoli di uno stravagante parco dei divertimenti. Le città che ci aspettano  sono dei relitti colorati, muoiono con allegria e vengono portati al cimitero con accompagnamento musicale. Almeno secondo la fantasia dell'a...

Chi è causa del suo mal...

di Leo Spanu Nella mia lunga attività politica ho imparato un paio di cosette: uno  che i risultati di una votazione non si discutono ma si accettano, due che non sempre chi vince ha ragione. Fatta questa doverosa premessa è ovvio che i risultati di qualsiasi elezione possono essere discussi e commentati. E allora parliamo, a caldo, dell’esito del referendum costituzionale:  NO batte SI 59 a 41 ( circa). Ragazzi che sberla! Matteo  Renzi raccoglie i cocci e se ne va a casa. Giustamente visto che ha perso  ( invece Bersani, uno che perde anche quando vince, mi dovrebbe spiegare cosa ha vinto) è che una persona che ha il pregio della coerenza. Lo aveva detto e assumersi la responsabilità delle proprie scelte non significa essere arroganti o personalizzare (qualche giornalista dovrebbe comprarsi un vocabolario e magari anche leggerlo così capirebbe la differenza). La modifica di una legge costituzionale non è una cosuccia come il regolamento di un condominio; avrei...

Caro professore: ricordando Nicola Tanda

Sono passati sei mesi dalla scomparsa di Nicola Tanda e ancora non mi son abituato, Mi capita talvolta di pensare a persone scomparse che ho conosciuto e che ho amato  come se  fossero ancora presenti. Lo so perfettamente che sono morti ma mi cadono addosso domande strane. La galleria di persone che abitano nella mia memoria e nel mio cuore si sta allungando ma non c'è tristezza nel loro ricordo solo il dubbio di aver perso qualche occasione  magari solo per conoscersi meglio. Con Nicola abbiamo avuto anche un piccolo scambio epistolare: in realtà parlavamo di più a casa sua, o in un piccolo bar di Sassari, dove lui riceveva amici e ex colleghi. Quel bar gli faceva anche da ufficio postale; anch'io ho lasciato qualche busta " per il professore", copie del giornale dove scrivevo, copia del manoscritto del nuovo romanzo in caratteri più grandi perchè ormai la vista cominciava a creargli qualche problema. Tra noi  due si parlava di tutto, di politica, di letteratura, d...

Il tempo è perduto?

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di Leo Spanu Nella mia ricerca di storie da raccontare ormai mi lascio guidare sempre più spesso dall’istinto. Una volta ero molto orgoglioso del mio raziocinio, della mia capacità di analizzare  fatti e sentimenti  con freddezza. Pensavo che anche le emozioni potessero essere incasellate in una scacchiera poi, nella vita di tutti i giorni, le Regine finiscono con l'impazzire e girare a vuoto, le torri crollano e i cavalli disarcionano i fantini. Solo i pedoni continuano a non contare niente, come sempre. Per loro la vita non è mai stata una partita a scacchi ma una scommessa coi dadi truccati. Alla fine del gioco nessuno ha vinto  e tutti abbiamo perso. Così ho cominciato a sognare con altri pensieri, ho messo da parte, per un pò, i miei libri e ho ascoltato il silenzio intorno a me. No, dentro di me no, lì non c’era silenzio. Dentro c’erano mille voci che aspettavano di uscire, di parlare, di raccontare. Ho già detto e scritto che la poesia non ha bisogno di paro...

Bambini d'Africa

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di Leo Spanu Dove finisce l'arcobaleno ci sarà un luogo, fratello dove il mondo potrà cantare qualsiasi canzone. E noi canteremo insieme, fratello tu ed io, benchè tu sia bianco ed io no. E sarà un canto triste, fratello perchè non conosciamo il motivo, ed è un motivo difficile da imparare ma noi possiamo impararlo, fratello, tu ed io. Non esiste un motivo che sia nero, non esiste un motivo che sia bianco. C'è soltanto musica  e musica noi canteremo, fratello dove finisce l'arcobaleno. R.Riva ( Sudafrica) Dora Alis Mera è una pittrice colombiana che dipinge bambini d'Africa di varie etnie. Ancora immagini di bambini. Sono molti gli artisti che hanno affrontato questo  tema  e non solo per un fatto estetico. C'è la necessità di tenere sempre alta l'attenzione specie  in una società che è estremamente crudele nei riguardi dei bambini. Le guerre più o meno dimenticate, la sottoalimentazione, lo sfruttamento nel mondo del lavoro e quello, terri...