La distrazione

di Leo Spanu

Mi è capitato di leggere  di un certo John Wilmot ( 1647-1680) conte di Rochester e scrittore di qualche qualità. Amico personale del re Carlo II d'Inghilterra, si godeva la bella vita di corte quando, per distrazione, fece un gravissimo errore. John  Wilmot infatti componeva satire a richiesta e un giorno consegnò al suo re, che gli aveva ordinato una satira contro un suo avversario politico, la composizione sbagliata. Si trattava infatti di versi contro Carlo II per il suo vizio di “cacciare” leggiadre fanciulle e ricompensarle, a favori ottenuti, con privilegi e terre. Il re non gradì e il conte di Rochester, diventato ex amico ed ex poeta di corte fu spedito in esilio in campagna a meditare sulla caducità delle amicizie e su gli effetti di una distrazione.  Secondo me, il nobile John Wilmot era semplicemente geloso dell’amico re per un fatto di concorrenza sleale ( il re aveva sempre il diritto di precedenza). Infatti i due gentiluomini erano “rara avis” (1)  in una corte dove la pederastia era uno sport molto diffuso.  Lo scrittore morì giovanissimo per abuso di alcool e probabilmente anche per qualche malattia venerea. Ma non è del destino di questo scrittore dimenticato che voglio parlare. Di lui mi ha colpito la disgrazia, una delle peggiori che possa capitare al genere umano: la distrazione.
Personalmente ritengo che anche il nostro mondo sia dovuto ad un momento di distrazione del Padre Eterno altrimenti  l’avrebbe creato migliore. Comunque a sua parziale discolpa dobbiamo dire che noi uomini abbiamo fatto molto per peggiorarlo. La storia, vera o presunta, è piena di clamorose distrazioni che hanno provocato effetti collaterali e disastri vari.
Cominciò Adamo che si fece distrarre dal serpente che tentava  Eva e mangiò la mela del peccato
( neanche gli piacevano le mele!) e si fece cacciare dal Paradiso.
Noè era un uomo di una pignoleria e di una precisione esasperante; come da disposizioni ricevute portò sull’arca una coppia di ogni essere vivente comprese mosche e zanzare,  peccato che si dimenticò la coppia di esseri umani. 
Mosè, il più feroce porta sfiga della storia( chiedere informazioni agli egiziani che si sono visti augurare una serie tremenda di flagelli, tutti puntualmente giunti a segno) era talmente distratto che incise sulla pietra, per non dimenticarli, i dieci comandamenti, una cosuccia che i bambini imparano facilmente a memoria durante il catechismo. Poi li ha fatti a pezzi, gettati e dimenticati  nell’Arca dell’Alleanza e infine ha perso tutto. Si mormora che il famoso archeologo americano Indiana Jones abbia ritrovato l’Arca dell’Alleanza e le Tavole  ma la CIA  ha nascosto tutto, insieme alla formula segreta della Coca Cola, alla ricetta della famosa torta di mele di  nonna Papera e alle prove che Dio esiste ma non è americano.
Il console romano Marcantonio fu distratto dal naso di Cleopatra ( anche dal suo decolté)  così perse le elezioni a favore di Ottaviano e a Roma finì la repubblica e nacque l’impero. Per  la cronaca, Ottaviano diventato l’imperatore  Augusto ringraziò la regina d’Egitto inviandole un cesto di rose rosse dove aveva nascosto due aspidi. 
Cristoforo Colombo era talmente distratto che non si accorse di aver scoperto l’America. Il nuovo continente avrebbe dovuto chiamarsi Cristofora invece l’errore gli procurò l’intestazione ( magra consolazione !) di un piccolo stato ( la Colombia) noto a tutti solo per i trafficanti di droga.  
La peggior distrazione della storia comunque è da imputare al popolo tedesco. Pensarono che un mediocre acquarellista austriaco fosse un grande statista e regalarono al mondo Adolf Hitler. 
Il presidente USA Bill Clinton invece si fece distrarre da una stagista alla quale era caduta la penna sotto la scrivania così nessuno si ricorderà se è stato un bravo o un cattivo presidente ma passerà alla storia (americana) per una fellatio
Anche da noi qualcuno è diventato molto  più famoso per fatti estranei alle sue abitudini. Un giorno il noto semiologo Umberto Eco, per distrazione, invece di un saggio scrisse un romanzo ( Il nome della rosa).  I critici più importanti dissero che Umberto Eco aveva scritto un romanzo e, oggi, milioni di lettori credono che Umberto Eco abbia scritto un romanzo.  
Ma c’è di peggio. Altri milioni di italiani ( che di sicuro non hanno mai letto Eco) hanno creduto per vent’anni che Silvio Berlusconi fosse un leader politico. Se non è distrazione questa! La colpa comunque è della televisione che si è dimenticata di mettere la scritta “ messaggio pubblicitario” quando passava il volto sorridente del Cavaliere. A proposto di televisione, non so chi l’abbia inventata ma di sicuro è stata una distrazione. Di massa.

NOTE

1) Rara avis. Letteralmente: uccello raro. Indica qualcosa di non comune. Nel linguaggio attuale si dice “ mosca bianca”, Una raccomandazione per gli studenti: non confondere con la nobile istituzione dell’AVIS. Non stanno cercando sangue di un gruppo raro.

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