La mia piccola bottega degli orrori
di Leo Spanu In questa piovosa domenica di giugno la mia piccola città è tristemente deserta. Tutti in casa? No, tutti a riempire gli iper-mega-supermercati della zona. Si passeggia, si chiacchiera, si incontrano gli amici e magari ci scappa pure una pizzetta al taglio dalla grande M ( non voglio fare pubblicità a questi spacciatori di spazzatura: mica mi pagano!). In questi paradisi dei tempi moderni c’è l’aria condizionata: d’inverno ti ustiona e d’estate ti congela ma vuoi mettere tutte le meraviglie esposte sui banche e sugli scaffali. Venghino signori, vi regaliamo sogni con lo sconto del 10, del 20, del trenta per cento; mutande per uomo con pacco incorporato che fa tanto obelisco e reggiseni per signore con tette comprese nel prezzo. Invece nel negozietto vicino a casa non c’è niente di tutto questo: poche merci in modeste quantità con mortadella di Bologna di suino polacco e formaggio pecorino fatto col latte della Romania. Ma non sono queste l...