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Stavolta andrà tutto bene

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di Leo Spanu Ci sono immagini che raccontano tutto. Non c’è bisogno di parole; l’artista di strada Laika ha dipinto questo murales   vicino all’ambasciata egiziana, sul muro di villa Ada, in via Salaria a Roma. Non sono così ottimista sul futuro del mondo, del nostro mondo ma mi piace guardare la speranza di Laika, mi piace guardare il sogno di due ragazzi, Giulio Regeni   e Patrick George Zaki.

Permette un ballo?

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di Leo Spanu Ci sono molti modi per esprimere l'allegria: la danza o il ballo che dir si voglia è uno dei migliori. E se lo dice uno che al festival degli orsi (ballerini) avrebbe avuto un buon successo, ci potete credere, In realtà in qualche ballo non facevo proprio schifo ma come sempre, e come in tanti altri campi, dipende dalla donna che fa coppia con te. Mi piaceva, da ragazzo, il sirtaki e siccome quando voglio fare una cosa che mi interessa raggiungo sempre il mio scopo, alla fine ero diventato pure bravo. Il mio sogno (finale) è sempre stato quello di andarmene da questo mondo come Antony Quinn, anzi coma Zorba il greco, danzando su una spiaggia deserta e con un mezzo sorriso sulle labbra.

Festival di Sanremo. Parte seconda

di Leo Spanu 1976 1° Non lo faccio più, di Peppino di Capri . Un cantante napoletano, Antonio Buonomo, fu picchiato di un gruppo di (feroci )femministe perché a loro dire la sua era una canzone contro le donne. La trasmissione   della finale andò oltre l’ora prevista   ( ma allora è un vizio!) e la RAI interruppe le riprese. Per conoscere il nome del vincitore   si dovette aspettare il telegiornale del giorno dopo 1977 1° Bella da morire, di Homo Sapiens. Prima edizione a colori. 1978 1° E dirsi ciao, di Matia Bazar. 2°   “Un’emozione da poco” di Anna Oxa; 3°   “ Gianna” di Rino Gaetano. Per la prima volta nella storia (del festival) le prime due giornate non furono trasmesse neanche dalla radio. Non si lamentò nessuno. 1979 1° Amare, di Mino Vergnaghi . La casa discografica del vincitore fallì subito dopo e il cantante pure. 1980 1° Solo noi, di Toto Cutugno. 3°  “Su di noi” di Pupo. La classifica è solo per le prime tre canzoni. Altre ca...

Festival di Sanremo. Parte prima

di Leo Spanu Il Festival di Sanremo, fin   dalla nascita nel 1951, è stato molto più di una semplice gara di canzonette. Con alti e bassi è stato ed è un fenomeno sociale che ha inciso profondamente nella   storia “piccola” del nostro paese. Sono state dette e scritte “fiumi di parole” dal sociologo, al filosofo, al tuttologo (praticamente 60 milioni di italiani)   ma forse ha avuto ragione quel genio (a me sconosciuto) che ha detto per primo: Perché Sanremo è Sanremo. A notte fonda ci sono assonnati giornalisti che girano per la cittadina ligure armati di microfoni e di imbecillità. La loro domanda a cantanti stanchi e spettatori nottambuli che si muovono come fantasmi tra ombre e luci, è tremenda: Qual è il messaggio della canzone vincitrice? Ne esce fuori di tutto, da Socrate a Shakespeare, dal Mulino Bianco a Guerre Stellari. Ma aveva ragione Edoardo Bennato: Sono solo canzonette. In questo articolo mi limiterò ad una sintesi della storia del festival; natu...

Help! Salvateci dalle storie di tutti i giorni

di Leo Spanu Adesso che la perfida Albione se ne andata fuori dalle balle possiamo parlare male degli inglesi senza rischiare l’espulsione dall’Europa. Ciao ciao, li salutiamo con una parola che non è  una richiesta d’aiuto (da loro poi!)    ma un omaggio all’unica decente   invenzione inglese: la musica dei Beatles. Ma anche la musica di qualche altro figlio di Albione non è male. Ora torniamo alle nostre quotidiane storie di ordinaria follia. Nostradamus aveva previsto il corona virus.   Durante la contestazione degli anni 60,   molti annunciavano che la Cina è vicina (Marco Bellocchio da fatto pure un film con questo titolo nel 1967). Circolava pure una domanda-battuta: sapete chi è l’uomo più grande del mondo? Mao (quello del libretto rosso) perchè ha la testa in Cina e i coglioni in Italia.  Accidenti, Nostradamus aveva previsto anche questo. Un alieno ha ordinato ad un uomo (si fa per dire)   di avere un rapporto sessuale...

Elenco delle cose che rompono i cosi

di Leo Spanu Ormai i miei rapporti con la televisione sono in fase di separazione se non di divorzio.  Come un carciofo, a forza di buttare via, stronzata dopo stronzata, le foglie (i programmi) alla fine mi sono rimasti solo i telegiornali: RAI 1-2-3, la Sette di Mentana, Sky TG 24, qualche volta Canale 5, quando funziona Videolina,   un’emittente di Cagliari che parla solo di Cagliari perché ancora non sanno che c’è anche la Sardegna del nord   (Capo di Sopra). Mai   il telegiornale di Rete 4 perché non so da quale pianeta trasmettono e non mi interessa quel che succede su Marte o su Giove.    Mi sono ridotto ai soli telegiornali perché volevo illudermi che raccontassero la realtà, magari distorta, con una visione partigiana da tifoso, con bugie strepitose che avrebbero fatto arrossire di vergogna anche Pinocchio.  Giuro che sopportavo tutto, anche Sgarbi che si infila tra pubblicità del minestrone e le pastiglie contro le puzzette per mo...

Altre 100 canzoni sempre lontano da Sanremo

di Leo Spanu Sanremo è sempre più vicino e noi ce andiamo altrove, lontano nel tempo e nello spazio dove c’è altra musica. Anche altre parole magari, versi con qualche delicatezza e un tentavo di avvicinarsi alla poesia. A volte è possibile a condizione di capire che la poesia delle canzoni è data dall’insieme di musica e parole. Io cerco di tirare fuori qualche verso che può vivere da solo perché sono convinto che la poesia, la vera poesia, è dentro di noi, nel modo in cui cerchiamo di capire il mondo e accettarlo. Cosa non facile ma è sempre meglio provarci e non sempre servono le parole.  Per molti anche il silenzio può diventare poesia. If i were   a carpenter (1967)Tim Hardin (1941-1980) / Se fossi un falegname (1967) Dik Dik Il bandolero stanco (1997) Roberto Vecchioni America (1979) Gianna Nannini (1954) “ Per oggi sto con me, mi basto e nessuno mi vede, e allora accarezzo la mia solitudine” Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers (1967) ...

Il virus che non si può sconfiggere

di Leo Spanu Il 15% degli italiani nega la shoah e di conseguenza il nazifascismo, i campi di concentramento,   i   sei milioni di innocenti passati per il camino. Un altro 15% dice invece che qualcuno ha esagerato coi numeri; si, probabilmente sono morte molte persone ma era tempo di guerra, normali effetti collaterali.  15+ 15 corrispondono a circa 18 milioni di italiani, bambini (che non votano) compresi. Sui bambini, se superano i dieci anni di età, non scommetterei vista l'educazione che stanno ricevendo. Comunque sia, si tratta di un numero spaventoso di… ..non saprei come definirli.   Ad aumentare la preoccupazione per questo dato statistico si aggiunge il fatto che questi baldi signori (e signore)   non sono solo di destra   ma di tutte le componenti politiche della nostra disastrata Italia. Un'ignoranza trasversale che non risparmia classi sociali e formazione scolastica; una massa di persone con cultura e umanità a   valore zero....