Help! Salvateci dalle storie di tutti i giorni
di Leo Spanu
Adesso che la perfida Albione se ne andata fuori dalle balle
possiamo parlare male degli inglesi senza rischiare l’espulsione dall’Europa.
Ciao ciao, li salutiamo con una parola che non è una richiesta d’aiuto (da loro poi!) ma un omaggio all’unica decente invenzione inglese: la musica dei Beatles. Ma anche la musica di qualche altro figlio di
Albione non è male.
Ora torniamo alle
nostre quotidiane storie di ordinaria follia.
Nostradamus aveva previsto il corona virus. Durante la contestazione degli anni 60, molti annunciavano che la Cina è vicina (Marco Bellocchio da fatto pure un film con questo titolo nel 1967). Circolava
pure una domanda-battuta: sapete chi è l’uomo più grande del mondo? Mao (quello del libretto rosso) perchè ha la testa in Cina e i coglioni in Italia.
Accidenti, Nostradamus aveva previsto anche questo.
Un alieno ha ordinato ad un uomo (si fa per dire) di avere un rapporto sessuale con una nota
attrice italiana. Questi alieni hanno fatto cose terribili, almeno per quello
che si vede al cinema. Io mi ritengo un discreto conoscitore della letteratura di fantascienza
ma non mi mai capitato di leggere di alieni che delegano i terrestri per trombare.
Leggere di ultra settantenni gonfiate dal botulino che si
fidanzano con ragazzi che potrebbero essere loro nipoti mi mette tanta tristezza. Non tanto per le
attempate giuliette alla ricerca del tempo perduto quanto per quei giovani che
vanno a caccia di donne negli ospizi.
La mia generazione le ragazze le
aspettava davanti alle scuole, dalle medie all’università, regolarmente studentesse coetanee e non vecchie insegnanti inacidite.
Il telegiornale di Rai 3, regione Sardegna, ha dedicato un
servizio lunghissimo ad una non-notizia, a un non caso di corona virus. Neanche gli americani, quando sono sono
sbarcati sulla luna, hanno avuto tanta attenzione. Un bambino cinese di Castelsardo è rientrato dalle vacanze
nel suo paese d’origine, distante migliaia di chilometri dal centro
dell’epidemia, e, giunto alle prime case del borgo marinaro, ha starnutito.
Sarà stata una
leggera brezza marina, saranno fatti suoi ma il bambino si è preso il raffreddore. Intervistata la sua pediatra alla quattro del
mattino; lei, ancora intontita dal sonno, ha suggerito al giornalista di
andare a fanculo.
Noi sardi siamo davvero sfortunati, neanche un caso presunto di infezione. Invano abbiamo atteso
all’aeroporto di Cagliari l’arrivo dell’aereo da Valencia. I passeggeri stavano
tutti bene. Ma Valencia non si trova in Spagna? E quanto dista la Spagna dalla
Cina?
Ho provato a guardare il festival di Sanremo, credevo fosse
una trasmissione di canzonette invece c’è uno che si veste da prete, da Maria
Filippa, sputa sul collo del
presentatore e fa morire dal ridere.
C’è pure un biondino con una scritta sul volto
per ricordarsi di qualcosa (una volta
bastava un nodo al fazzoletto) che si è presentato in tutina per far vedere che,
ebbene si , il pisellino ce l’ha. Avevano fatto meglio di lui decine di sedicenti
provocatori a partire da Renato Zero.
Hanno portato ai massimi livelli la cosiddetta
TV del dolore facendo piangere tutti salvo i salici che già piangono per conto
loro. Decisamente ipocrita e ignobile inserire cose serie in una trasmissione
cialtrona.
Alla fine ho spento la TV (ed anche il mio cervello) perché le mummie dei
Ricchi e Poveri non posso proprio guardarle. Mi è rimasta una domanda: a parte
le nuove leve, le Vibrazioni e Rita Pavone (che non mi è mai piaciuta neanche
quando eravamo giovani) gli altri “cantanti” in gara cosa ci facevano sul palcoscenico di Sanremo? Ma andate a lavorare!
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