Festival di Sanremo. Parte prima

di Leo Spanu

Il Festival di Sanremo, fin dalla nascita nel 1951, è stato molto più di una semplice gara di canzonette. Con alti e bassi è stato ed è un fenomeno sociale che ha inciso profondamente nella  storia “piccola” del nostro paese. Sono state dette e scritte “fiumi di parole” dal sociologo, al filosofo, al tuttologo (praticamente 60 milioni di italiani)  ma forse ha avuto ragione quel genio (a me sconosciuto) che ha detto per primo: Perché Sanremo è Sanremo.
A notte fonda ci sono assonnati giornalisti che girano per la cittadina ligure armati di microfoni e di imbecillità. La loro domanda a cantanti stanchi e spettatori nottambuli che si muovono come fantasmi tra ombre e luci, è tremenda: Qual è il messaggio della canzone vincitrice?
Ne esce fuori di tutto, da Socrate a Shakespeare, dal Mulino Bianco a Guerre Stellari.
Ma aveva ragione Edoardo Bennato: Sono solo canzonette.

In questo articolo mi limiterò ad una sintesi della storia del festival; naturalmente citerò le canzoni vincitrici (spesso dimenticate) e i relativi cantanti (anche loro dimenticati)  ma anche le canzoni, finite spesso in fondo classifica, che per ragioni diverse ma anche per successo avuto dopo,  sono diventate una parte importante della musica leggera non solo italiana.
Basti  pensare a “ Nel blu dipinto di blu” di Domenico Modugno diventata semplicemente “Volare” e cantata da tutti i cantanti del mondo. Aggiungerò anche qualche curiosità e alcune note per non fare un noioso elenco. Poi qualcuno potrà divertirsi a frugare nella memoria (i meno giovani) e farsi  domande stravaganti del tipo: Ma chi cantava  “Non ho l‘età” insieme a Gigliola Cinquetti?
Già, perche per molti anni gli interpreti delle canzoni erano almeno due,  ma  “Non ho l’età” è legata, in maniera totale, alla cantante veronese. Ma ci sono anche altri casi curiosi di incredibili dimenticanze: quanti sanno chi vinse il festival del 1958 insieme a Modugno?
Continuate a leggere e lo scoprirete.

1951  1° Grazie dei fiori,  di  Nilla Pizzi. In tre interpreti (oltre la Pizzi, Achille Togliani e il duo Fasano) cantarono 20 canzoni. 
1952  Vola Colomba,  di Nilla Pizzi.  2° “Papaveri e papere” di  Nilla Pizzi. I cantanti aumentarono a 5 ma la Pizzi vinse tutto: infatti si aggiudicò anche il 3° posto.
1953  Viale d’autunno, di Carla Boni e Flo Sandon’s.  Cominciò la doppia interpretazione che durò fino al 1971. 3° posizione  per  la coppia Achille Togliani e Teddy Reno con una canzone straziante che ha un enorme successo ” Vecchio scarpone”.  Anni dopo,  nel 1965 la figlia di Frank Sinatra, Nancy, ottenne un successo mondiale parlando di stivaletti con la canzone  “These Boots Are Made for Walkin” (Questi stivali servono per camminare).
Poi abbiamo cancellato la categoria dei calzolai,
1954 1° Tutte le mamme,  di Giorgio Consolini e Gino Latilla.  Canzone strappalacrime, roba da commozione cerebrale. Alcuni versi:  son tutte belle le mamme del mondo quando un bambino si stringono al cuor.  Sto consumando chili di fazzoletti di carta mentre scrivo.  
3° posizione per un’altra canzone ultralacrimogena “La barca tornò sola” di Gino Latilla e Franco Ricci, con protagonista un povero e giovane pescatore che esce col mare in burrasca per salvare la bionda forestiera.
Renato Carosone ne farà un’esilarante parodia col tormentone ripetuto ad oltranza “Mare crudele, mare crudele” e una voce sullo sfondo che borbotta “ e a me che mene importa”.  
1955  Buongiorno tristezza, di Claudio Villa eTullio Pane. Un successo clamoroso di Claudio Villa anche perché, per la prima volta, il Festival fu trasmesso dalla televisione (allora solo RAI).
La canzone era talmente deprimente che io, che avevo nove anni  ancora da compiere, decisi di emigrare musicalmente (e solo mentalmente purtroppo) in America dove scoprii, qualche tempo dopo, il rock.

1956  Aprite le finestre,  di Franca Raimondi.  8° “ Musetto (La più bella sei tu)”  una canzone di Domenico Modugno cantata da  Gianni Marzocchi.
Il quartetto Cetra ne fece un piccolo capolavoro di interpretazione.  In questa edizione si torna ad un singolo interprete. 
1957 1° Corde della mia chitarra, di Claudio Villa e Nunzio Gallo. Claudio Villa ne fece un grande successo personale (Nunzio Gallo era un cantante napoletano prestato alla lingua italiana) facendo piangere oltre alle corde della sua chitarra anche milioni di italiani. Siamo gente dalla lacrima facile, specie quando si tratta di “recitare” una pubblica commozione. Nel privato è un’altra storia.
4° “ Casetta in Canadà”  di Carla Boni, Gino Latilla (il marito) e il duo Fasano, poi da  Gloria Christian e Poker di voci. Dopo questa canzone il governo canadese ha tolto l’accento e Canadà è diventato Canada. Curioso modo di prendere le distanze.
1958 1° Nel blu dipinto di blu,  di Domenico Modugno e Johnny Dorelli. E’ l’anno dello stravolgimento della classica melodia all’italiana. Modugno è lo tsunami della musica leggera.
Buon successo, al 2° posto, per “L’edera” cantata dall’eterna  Nilla Pizzi e da Tonina Torielli, due voci tradizionali. Per la prima volta il programma è trasmesso in Eurovisione.
Domenico Modugno fu costretto a cantare la canzone di cui era autore perché tutti i cantanti più famosi dell’epoca la rifiutarono. Poi Modugno vendette 25 milioni di copie.
1959 1° Piove (ciao, ciao bambina), di Domenico Modugno e Johnny Dorelli. Modugno fa il bis, Johnny Dorelli eterno secondo si dovrà trasformare in attore (peraltro bravo) per uscire dall’ombra. Al  4° posto  “Tua” cantata da Jula de Palma e Tonina Torielli. La De Palma fece scandalo per il suo abito attillato in stile sottoveste e perché la sua interpretazione fu giudicata troppo sensuale; canzone e cantante furono censurate. La canzone non fu più trasmessa alla radio e alla televisione.  
8° posizione per  “ Nessuno”  cantata da Betty Curtis e Wilma De Angelis, un canzone mediocre che Mina, rivolterà come un guanto in stile “urlatrice”  facendone un grande successo.
1960  1° Romantica,  di Renato Rascel e Tony Dallara. Uno la sussurra e l’altro la urla, due modi diversi di interpretare le canzoni. Vincono entrambi perchè Rascel è l’autore del brano e Dallara il nuovo che avanza. Fece scalpore anche Joe Sentieri, un cantante urlatore “col salto”  (in alto) che si piazzò al 3° posto con “Quando vien la sera”; l’altra interprete, Wilma De Angelis,  invece si perse nella sera.
Esordio di Mina che con “ E’ vero” si piazza all’8° posto. Fa copia con Teddy Reno: lei il diavolo e lui l’acqua santa.

1961     Aldilà, di  Betty Curtis e Luciano Tajoli.  Classica canzone all’italiana, urlata dalla prima e sussurrata dal secondo. Una vittoria offuscata dalla 2°classificata “Ventiquattromila baci” cantata da Adriano Celentano e Little Tony. Ma è Celentano che fa impazzire l’Italia canora, stravolgendo regole e comportamenti (si presentò davanti al pubblico col lato B: scostumato!).
In  quel festival ci sono altre canzoni che avranno un grande successo anche a livello internazionale.   “ Le mille bolle blu” di Mina e Jenny Luna (che scompare subito dalle vendite surclassata da Mina) ;   “Come sinfonia” di  Pino Donaggio (che ne è l’autore) e Teddy Reno (questo proprio non me lo ricordavo).
Da citare l’ 11° posto di”  Non mi dire chi sei” di Umberto Bindi (un cantautore colto e sensibile, discriminato poi per la sua omosessualità) e  Miranda Martino (un’interprete di gran talento che non ha avuto la fortuna che meritava, finendo col fare film pornografici). 
1962  Addio addio, di  Domenico Modugno e Claudio Villa. Ma il vero mito di quel Festival  fu la canzone classificata al 4° posto “ Quando, quando, quando” cantata da Tony Renis (autore) ed Emilio Pericoli. Divenne un successo mondiale; la ritrovate anche nel film Blues Brothers.
6° “ Lui andava a cavallo” di Gino Bramieri (che si presentò sul palco in sella ad un cavallo) e Aurelio Fierro.
1963 1° Uno per tutte, di Tony Renis ed Emilio Pericoli. Un festival anonimo e di scarso successo anche di vendite.
1964  Non ho l’età,  di Gigliola Cinquetti e Patricia Carli. Canzone che vinse, con Gigliola Cinquetti, anche l’Eurofestival.  Non ci furono classifiche perchè tutte le canzoni furono piazzate seconde a pari merito. Inoltre per la prima volta è prevista la partecipazione di cantanti stranieri.
Quel festival è passato alla storia per alcune canzoni di grande successo e la presenza di famosi cantanti americani:  “Una lacrima sul viso” cdi Bobby Solo (primo playback della storia del festival) e  Frankie Laine (Jezebel);  “Così felice” di Giorgio Gaber (una delle più intime e delicate canzoni di Gaber) e Patricia Carli (cantante francese);  “Venti chilometri al giorno”  di Nicola Arigliano e Peter Kraus (chi era?); “Quando vedrai la mia ragazza” di Little Tony e Gene Pitney (Un soldino); “ Ogni volta” di Roby Ferrante e Paul Anka (Diana)
Tra le canzoni non classificate (cioè escluse dalla finale)  “ E se domani” di Fausto Cigliano e Gene Pitney;  Mina ne farà un grande successo ma rimane sempre una canzone  brutta e sopravalutata.
Altri interpreti stranieri: Ben E. King (Stand by me);  Antonio Prieto (La novia);  Frankie Avalon (Venus); Los Hermanos Rigual (Quando calienta el sol).
1965 1° Se piangi se ridi, di Bobbr Solo e The New Christy Minstrels. Tutte le altre canzoni furono classificate alla pari. Canzoni di successo: "Io che non vivo senza te" di Pino Donaggio e Jody Miller (era l'interprete di "He walks like a man" lanciata in Italia da Mina col titolo " E' l'uomo per me") un grande successo mondiale ripreso da vari artisti; " Le colline sono in fiore" di Wilma Goich e The New  Christy Minstrels.
Altri cantanti stranieri: Joe Damiano (Forever), Connie Francis (Tango della gelosia), Timi Yuro (Hurt), Gene Pitney.

1966 1° Dio come ti amo, di Domenico Modugno e Gigliola Cinquetti.  Edizione ricca di grandi successi:    “Nessuno mi può giudicare” di Caterina Caselli e Gene Pitney;  6° “Io ti darò di più” di Orietta Berti e Ornella Vanoni ;   “Adesso si” di Sergio Endrigo e Chad &Jeremy (?).
Non classificate: ” Il ragazzo della via Gluck “ di Adriano Celentano e Trio del Clan; “Pafff… bum!” di Lucio Dalla e Yardbirds (For your  love).
L’eliminazione della canzone di Celentano provocò proteste e manifestazioni  per cui dovette intervenire la polizia.  
Altri cantanti: Pat Boone  (Speedy Gonzales), Francois Hardy (Tous les garcons et les filles ), Les Surfs (sei  cantanti fra fratelli e sorelle del Madagascar, “Si javais un marteau”), Richard Antony (J’entend siffler le train), Los Paraguayos (Malaguena).
1967 1° Non pensare a me, di Claudio Villa e Iva Zanicchi. “ Bisogna saper perdere” di Lucio Dalla e The Rokes;  7° “Dove credi di andare” di Sergio Endrigio e Memo Remigi; 8° “Pietre” di Gian Pieretti  e Antoine; 9° “ L’immensità” di Johnny Dorelli e Don Backy; 10° “Cuore matto” di Little Tony e Mario Zelinotit.
Non classificata: “Il cammino di ogni speranza” di Caterina Caselli e Sonny &Cher (Bang bang).
E’  il festival del suicido di Luigi Tenco che con la canzone “Ciao, amore, ciao” cantata anche da Dalida, non viene classificata.
Altri cantanti: Les Compagnons de la Chanson (gruppo vocale francese, Le tre campane), Gene Pitney, Connie Francis, Marianne Faithfull (più famosa allora come fidanzata di Mik Jagger), Los Bravos (Black is black).
1968 1° Canzone per te, Sergio Endrigo e Roberto Carlos.  2° “Casa bianca” di Marisa Sannia e Ornella Vanoni; 14° “La voce del silenzio” di Tony del Monaco e Dionne Warwich (interprete delle canzoni di Burt Bacharach).  
Altri cantanti: Louis Armstrong (What a wonderful World),  Wilson Pickett (In the Midnight Hour), Eartha Kitt (Santa Baby), Paul Anka, Shirley Bassey (Goldfinger), Timi Yuro, Sacha Distel (Scoubidou).
1969 1° Zingara, Bobby Solo e Iva Zanicchi. “Lontano dagli occhi” di Sergio Endrigo e Mary Hopkin;  5° “Ma che freddo fa” di Nada e The Rokes; 9° “ Un’avventura” di Lucio Battisti e Wilson Pickett.
Non classificata: “Se tu ragazzo mio” di Gabriella Ferri e Stevie Wonder.
1970 1° Chi non lavora non fa l’amore di Adriano Celentano e  Claudia Mori. 2°  “La prima cosa bella” di  Nicola di Bari e I Ricchi e Poveri;  3° “ L’arca di Noè” di Sergio Endrigo e Iva Zanicchi. Non classificata: “ Io mi fermo qui” di Donatello e i Dik Dik.

1971 1° Il cuore è uno zingaro, di Nada e Nicola di Bari. 3° “ 4 marzo 1943” di Lucio Dalla e Equipe 84.
Il pubblico di Sanremo fu omaggiato, da un gruppo di contestatori,  come il pubblico del teatro della Scala di Milano: con uova marce, pomodori e carciofi. Quando si dice crescere d’importanza!
NOTA (personale) Perché gli zingari che sono antipatici (eufemismo) a tanti, vincono i festival di Sanremo?.
1972 1° I giorni dell’arcobaleno, di Nicola di Bari. Si ritorna ad un solo interprete per canzone.
 “ Montagne verdi” di Marcella Bella; 8° “ Piazza grande” di Lucio Dalla ed Equipe 84.
C’è anche il debutto di Gianni Morandi che con “ Vado a lavorare” si classificò 4°. Qualcuno  accompagnò  la sua esibizione con : Era ora!
Grande successo dei Delirium (Ivano Fossati)  con “Jeshael “ classificata 6°. Non ho mai capito perchè ma  quella canzone è diventato il manifesto degli hippies nostrani.
Come sempre noi importiamo molto dall’estero salvo poi cucinare tutto, anche la musica, alla carbonara.
1973 1° Un grande amore e niente più, di Peppino di Capri. Da quell’anno fino al 1980 la RAI trasmise solo l’ultima serata. 5°  “Serena” di Gilda Giuliani.
Non classificate: “Elisa Elisa” di Sergio Endrigo; “ Vado via” di Drupi.
Con questa edizione comincia la decadenza del festival che dura alcuni anni, anche l’interesse del pubblico scema e la qualità delle canzoni e degli interpreti è decisamente scadente.
Debutta Roberto Vecchioni con “ L’uomo che si gioca il cielo a dadi” . Si classifica 7° ma non se ne accorge nessuno.
1974 1° Ciao cara come stai, di Iva Zanicchi. Manifestazione di scarso interesse e di ancor più scarso risultato commerciale. Una curiosità: i giurati entrarono in sciopero e si rifiutarono di votare. Strano paese l’Italia.
1975 1° Ragazza del sud, di Gilda. Boicottata dalle case discografiche fu un’edizione piena di illustri sconosciuti.

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