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Lezioni di geografia: Regioni d'Italia 1

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di Leo Spanu Una volta chiesi alle mie atlete ( scuola media e superiore) dove si trovasse Bacu Abis e per facilitare la risposta proposi due soluzioni: Etiopia o Abissinia. Le risposte delle ragazze si divisero in maniera equanime:  metà e metà.  Quando, ridendo, spiegai che Bacu Abis ( luogo delle api) è una frazione ( circa 1600 abitanti) di Carbonia, lessi nei loro occhi lampi omicidi.  Contro il loro allenatore! Pietà l'è morta. La geografia è la materia scolastica  più odiata dagli studenti di ogni epoca. Il 100%, davanti ad’una interrogazione in geografia, ha un momento di grave crisi esistenziale ( essere o non essere altrove); il 90%  maledice la scuola, l’insegnante, il preside e anche il bidello che adesso ha cambiato nome e non so come si chiama. Il 50% pensa seriamente ad emigrare nel deserto dei Gobi ma non sa dov'è;  il 30% vorrebbe avere dei genitori alternativi del tipo che ti dicono: fate quello che vi pare ma non rompete. E obbe...

Ho vinto qualche cosa?

di Leo Spanu In Sicilia hanno votato il 46, 76 % degli aventi diritto. A Ostia, municipio di Roma che ha più abitanti della maggior parte delle città d’Italia ha votato il 36, 15%. Da Roma a Palermo un coro di "abbiamo vinto." Gli italiani che non avevano impegni elettorali stavano tifando per il Benevento che per un po’ ha fatto venire la cacarella  alla Juventus, qualcuno pensava alla regina Elisabetta che nasconde il tesoro del regno nelle isole Cayman e altri a quante mignotte e mignotti ci sono nel mondo dorato del cinema americano. A noi solo un Tornatore accusato di aver guardato con malizia il mignolo del piede destro di una sconosciuta attricetta. Neanche Berlusconi aveva osato tanto.  In Inghilterra si dimette un ministro che aveva mandato la segretaria a comprare un filoncino e quella era tornata con due vibratori che sembravano baguette.  Niente di nuovo sotto il sole anzi, accidenti, piove dopo mesi di siccità. E cacchio, quanto piove! - ...

Le canzoni censurate

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di Leo Spanu Molte canzoni sono finite nelle maglie della censura radiotelevisiva. Ad ascoltarle oggi non se ne capiscono le  ragioni ma anche ieri non era molto chiaro il perché della censura. Mi sono sempre chiesto chi erano questi anonimi personaggi che ascoltando le “canzonette” scoprivano elementi di  “immoralità”. Le nostre candide  orecchie non potevano ascoltare espressioni  come “ organi del parlamento” senza pensare  ai pistolini degli onorevoli. Certo che ce n’è di gente strana. E anche stupida. A proposito: la censura consisteva nel  modificare i testi  e, nel caso peggiore, nel cancellare le canzoni dalla programmazione pubblica. Se  volevi ascoltare una canzone "condannata" dovevi sintonizzarti su un’emittente privata tipo Radio Montecarlo. La pansè (1955) di Renato Carosone. " Che bella pansè che tieni/ che bella pansè che hai/ me la dai, me la dai?/ Me la dai la tua pansè. " Qualcuno disse che c'era un doppio senso. Quando...

Donne di Sardegna 2

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di Leo Spanu Non so se sia ancora attuale la vecchia e noiosa ( per me) discussione sul matriarcato sardo. Sembra sia stato una forma di "potere" tra le più oppressive della storia. Non sono un esperto e fra l'altro il tema non mi appassiona. Diceva lo scrittore Giuseppe Dessì che la donna sarda è una Penelope senza Ulisse, lei in casa a tessere e lui, appena fuori della porta, con le pecore. Per l'uomo sardo niente mari misteriosi ed avventure. Lei custode del focolare domestico ma anche detentrice di antichi saperi da tramandare. Lui che costruisce brutte case di pietra, lei che li riveste di bellezza. Sempre Dessì ironizza, con una felice battuta, che " i grandi uomini della Sardegna sono state donne." A guardarsi intorno, oggi, ci sarebbe da dargli ragione. I primi nomi che mi vengono istintivamente alla mente sono:  Eleonora d'Arborea, Grazia Deledda, Maria Carta, Maria Lai. Tutte donne! Aiuto! Franco Pinna. Orgosolo, anziani genitori a c...

Donne di Sardegna 1

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di Leo Spanu "Il libro" di oggi è formato da due splendidi volumi pubblicati da Ilisso Nuoro nel 2009, col titolo La fotografia in Sardegna . Il primo volume “ Lo sguardo esterno 1854-1939 " è a cura di Marina Miraglia con testi di Marina Miraglia, Francesco Faeta , Maria Luisa De Felice (pagine 440, illustrazioni 464); il secondo volume “ Lo sguardo esterno gli anni del dopoguerra” , testi di Marina Miraglia, Giacomo Daniele Fragapane, Francesco Faeta, Maria Luisa Di Felice. Le biografie dei fotografi sono a cura Salvatore Novellu. ( pagine 360, illustrazioni 277). La Sardegna vista da fotografi “forestieri”. Naturalmente ognuno può leggere e interpretare le fotografie a prescindere dalle intenzioni e dall’occhio degli autori. Io mi limiterò ad un solo aspetto ( data anche le vastità del materiale) del’opera: il mondo femminile. Sono convinto che il futuro  ( e la speranza) del mondo siano le donne, specie quando la smetteranno di scimmiottare  gli uomini e tr...