Le canzoni censurate
di Leo Spanu
Molte canzoni sono finite nelle maglie della censura
radiotelevisiva. Ad ascoltarle oggi non se ne capiscono le ragioni ma anche ieri non era molto chiaro il
perché della censura. Mi sono sempre chiesto chi erano questi anonimi
personaggi che ascoltando le “canzonette” scoprivano elementi di “immoralità”. Le nostre candide orecchie non potevano ascoltare espressioni come “ organi del parlamento” senza
pensare ai pistolini degli onorevoli.
Certo che ce n’è di gente strana. E anche stupida. A proposito: la censura
consisteva nel modificare i testi e, nel caso peggiore, nel cancellare le
canzoni dalla programmazione pubblica. Se
volevi ascoltare una canzone "condannata" dovevi sintonizzarti su
un’emittente privata tipo Radio Montecarlo.
La pansè (1955) di Renato Carosone. " Che bella pansè che tieni/ che bella pansè che hai/ me la dai, me la dai?/ Me la dai la tua pansè." Qualcuno disse che c'era un doppio senso. Quando mai!
La pansè (1955) di Renato Carosone. " Che bella pansè che tieni/ che bella pansè che hai/ me la dai, me la dai?/ Me la dai la tua pansè." Qualcuno disse che c'era un doppio senso. Quando mai!
Renato Carosone
La gatta (1960) di Gino Paoli. Questo è un caso, più unico che
raro, di autocensura. Quando uscì la prima volta il disco vendette solo 119 copie e la casa discografica decise
di ritirarla dal mercato. Ripresentata qualche mese dopo fu un successo
clamoroso vendendo una medi centomila copie
a settimana. Vallo a capire il pubblico!
Gino Paoli
Viva Maddalena (1963) di Sergio Endrigo. Parlare di “vacche
grasse” in un periodo di canzonette
ancora legate al concetto che “ son tutte belle le mamme del mondo” era perlomeno
stravagante. Ma Endrigo era abituato ad
andare controcorrente. La sua “ Teresa” (1965) è stata riscritta in
versione televisiva ad uso casalinga di Voghera. “ Teresa, non sono mica nato ieri/ per te non sono stato il primo/
neppure l’ultimo lo sai/ lo so.”
Sergio Endrigo
A casa d’Irene ( 1964) cantata da Nico Fidenco. Dice un verso : A casa d’Irene , bottiglie di
vino/ c’è gente che viene /c’è gente che
va. Figurati se uno non pensa subito alle “case chiuse” ! Infatti si ritenne la casa
d’Irene troppo “ ospitale” e la canzone un invito a riaprire le case
d’appuntamento
(chiuse nel 1958). Nico Fidenco ( fra l’altro la canzone non era neanche sua) che faceva sdraiare la fidanzata sopra un granello di sabbia emigrò in sud America dove la canzone ebbe un successo strepitoso. Di Irene non so niente.
(chiuse nel 1958). Nico Fidenco ( fra l’altro la canzone non era neanche sua) che faceva sdraiare la fidanzata sopra un granello di sabbia emigrò in sud America dove la canzone ebbe un successo strepitoso. Di Irene non so niente.
P.S. Nico Fidenco era recidivo, già nel 1960
con “ Su nel cielo” ( colonna sonora del film “ I delfini” di Francesco
Maselli. Ascoltatela anche nella versione in inglese What a sky. E’ sempre una
canzone straordinaria) aveva avuto problemi.
I versi “nella stanza desolata/ io piangendo chiamo te” erano stati
considerati un invito alla masturbazione. La canzone raggiunse il primo posto
nelle classifiche di vendita e allora Fidenco era un esordiente sconosciuto.
Nico Fidenco
Cara maestra (1962) di Luigi Tenco. La prima volta fu trasmessa alla radio nel 1976, dopo 15
anni di censura totale. Molto in anticipo sui tempi, la canzone era un atto
d’accusa contro il potere laico e religioso e contro la discriminazioni delle
classi. E’ sempre attuale per chi ha voglia di ascoltarla.
“ Cara maestra/ un giorno m’insegnavi/ che a questo mondo noi/ noi siamo tutti uguali./ Ma quando entrava in classe il Direttore/ tu ci facevi alzare in piedi/ e quando entrava il bidello/ ci permettevi di stare seduti."
“ Cara maestra/ un giorno m’insegnavi/ che a questo mondo noi/ noi siamo tutti uguali./ Ma quando entrava in classe il Direttore/ tu ci facevi alzare in piedi/ e quando entrava il bidello/ ci permettevi di stare seduti."
Luigi Tenco
C'era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones (1966) di Gianni Morandi. Interrogazione in parlamento per " adesso va nel Vietnam e spara ai vietcong" che diventa: mi han detto che vai in tatatà e spari ai tatatà. Non disturbiamo gli amici USA.
Gianni Morandi
Se io fossi un falegname (1966) cantata dai Dik Dik. Cover di If i where a carpenter di Tim Harding. "Se io fossi un falegname e tu ti chiamassi Maria" diventa "Se io fossi un falegname e tu una signora".
I Dik Dik
Dio è morto (1967) di Francesco Guccini. La canzone più
censurata in assoluto dalla Rai malgrado la radio vaticana la trasmettesse
regolarmente. La canzone fu portata al successo dai Nomadi. L’ultima strofa è
stata aggiunta dopo.
Francesco Guccini
Ho visto un re (1967) di Dario Fo. Figuriamoci se questa
canzone non finiva nelle maglie della censura
televisiva. Il testo è stato cambiato in alcune parti ma non sono
riuscito a trovare le parole originali. Comunque ricordatevi che “ sempre allegri bisogna stare/ che il nostro
piangere fa male al re/ fa male al ricco e al cardinale/ diventano tristi se
noi piangiamo.”
Dario Fo
Bocca di rosa (1968) di Fabrizio De Andrè. La cosa interessante
( per me) è che, come dice l’autore,
Bocca di Rosa si chiamava Maritza ed era “un’istriana bionda, alta, dalla bellezza fredda..e faceva l’amore con
chi voleva….” Maritza è il nome
di una spiaggia di Sorso. Qualche tempo prima (1965?) c’era stata una ragazza
straniera che alcuni giovani di Sorso si
passavano come un giocattolo. Dormiva a volte nelle case lungo la
litoranea più spesso nelle baracche di
canne sulla spiaggia di Maritza. Mangiava
quello che le portavano e per qualche settimana fu il passatempo sessuale
per i giovani sorsensi. Poi un giorno
scomparve senza lasciare traccia. Non ho mai saputo il vero nome di quella
Bocca di Rosa, tutti la chiamavano"la ragazza di Maritza".
P.S. Fabrizio De Andrè era un plurirecidivo. Per la canzone
“ Carlo Martello ritorna dalla battaglia
di Poitiers” (1966)
fu denunciato all’autorità giudiziaria per linguaggio osceno.
Fabrizio de Andrè
Padre davvero (1971). Interprete Mia Martini. Grazie al testo
dissacrante la canzone fu subito messa al bando dalla programmazione
televisiva. Il conflitto tra padre e figlia con la scandalosa frase “ di me era piena” riferito allo stato di gravidanza della madre era troppo per
le orecchie sensibili dei funzionari Rai.
Mia Martini
Luci a San Siro (1971) di Roberto Vecchioni. Testo originale: "fatti pagare fatti valere/ più lecchi il culo e più ti dicono di si/ e se hai la bocca sporca che importa/ tienila chiusa. nessuno lo saprà. " E c'è altro ancora!
Roberto Vecchioni
4 marzo 1943 (1971) di Lucio Dalla. Tutti a cantare "E ancora adesso che gioco a carte e bevo vino/ per la gente del porto/ mi chiamo Gesù Bambino." Ma la versione originale era: E ancora adesso che bestemmio e bevo vino/ per i ladri e le puttane/ mi chiamo Gesù Bambino."
Lucio Dalla
Il gigante e la bambina (1971) di Ron ( Rosolino Cellamare). La storia pedofila di uno stupro fu presentata come una favola per bambini ma i censori Rai non digerirono " il gigante con la sua spada d'amore"
Ron
Bella senz’anima (1974) di Riccardo Cocciante. La frase
incriminata era: “ Quando a letto lui ti
chiederà di più” e fu modificata
in “ quando un giorno lui”. Adesso lo
sapete, ad una donna potete chiedere quello che volete
ma mai a letto, magari un giorno …
Riccardo Cocciante
Compagno di scuola (1977) di Antonello Venditti. Chi, nella sua giovinezza, non ha avuto una compagna: " quella del primo banco che l'ha data a tutti meno che a te" ?
Antonello Venditti
















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