L'esame di maturità
di Leo Spanu
Leggo che un ragazzo del Liceo Musicale di Latina ha trovato 20 (venti) errori nella partitura data dal Ministero come seconda prova. A parte che avrei promosso d'ufficio il ragazzo senza ulteriori prove, aggiungo i miei complimenti allo stesso per aver scritto una lettera aperta dimostrando ancora una volta (spiegherò perchè) la superficialità e il dilettantismo di un ministero (guidato troppo spesso da politici incapaci) che non sa svolgere, nel giusto modo, il compito di educare i nostri giovani. L'esame di maturità (ai miei tempi un vero incubo) con le continue modifiche nel corso dei decenni non "misura" la maturità dei nostri ragazzi ma l'incapacità di un sistema che sta facendo carta straccia della cultura (esempio la proposta di cancellazione de I promessi sposi di Manzoni dai programmi scolastici).
Ma facciamo un gran salto indietro: maturità del 1965, il mio esame. La mia materia preferita è la matematica (ho studiato al liceo scientifico) e sono anche abbastanza bravo. Il compito di matematica, uno studio di funzione, si articola su cinque domande. M'imballo sulla terza, potrei saltarla e passare oltre come hanno fatto tanti altri studenti ma io sono testardo anche quando è il caso di non esserlo e insisto nel cercare la soluzione. Il giorno dopo viene annunciato dal ministero che la terza domanda era irrisolvibile perchè sbagliata.
Chi ha sbagliato paga, cioè gli studenti. Vengo rinviato a ripetere l'esame proprio nella materia, ironia della sorte, dove sono più bravo. A settembre il compito assegnato è di trigonometria; un gioco per me che lo svolgo in mezz'ora e poi lo faccio copiare a tutti quelli che sono in difficoltà. E' il mio modo di vendicarmi dei burocrati del Ministero.
Un'ultima considerazione, se volete, banale: se in una classe i bocciati superano il 10-15% il problema non sono i ragazzi ma gli insegnanti.
Diceva Don Milani (cito a memoria): la scuola italiana è come un ospedale che cura i sani e respinge i malati. Non mi sembra che sia cambiata molto.
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