Lettera aperta a Ilaria Salis
di Leo Spanu
Gent. le Signora Salis
Probabilmente lei non leggerà questa lettera ma io la scrivo ugualmente. Sono uno di quelli che l'ha votata (e non me ne pento) pur non essendo un elettore del partito che l'ha candidata. L'ho fatto perchè consideravo l'Ungheria di Orban un regime fascista (oggi non lo so) che su di lei esercitava un abuso di potere assolutamente non accettabile da un democratico come me. Aggiungo che, se fosse vero che ha picchiato un nazista (cosa mai provata), meriterebbe non dico una medaglia ma "quasi": il quasi è dovuto al fatto che io non approvo nessuna forma di violenza, specie quella delle istituzioni.
Poi lei è di origine sarda e questo è stato un elemento in più che mi ha convinto a votarla anche se, mi perdoni, non condivido molto delle sue opinioni politiche. Ma ho il vizio di rispettare le persone sempre e comunque, anche ora che leggo le sue considerazioni sulla festa della Repubblica.
Premetto che io, da giovane, sono stato tra i militari che hanno partecipato alla sfilata del 2 giugno (1968), non certo per mia scelta, ma ero un alpino di leva. Malgrado la fatica è stata un'esperienza positiva.
Non sono mai stato un pacifista ma le armi e le divise non mi sono mai piaciute: infatti sono solo un uomo pacifico. Cosa ben diversa dal pacifismo. Per dirle come intendo il pacifismo le consiglio di guardare (se non l'ha mai visto) un bellissimo film: "Mission" con Robert De Niro. Il finale è straziante. Un altro film famoso è " Soldato blu" con Candice Bergen. Anche in questo caso il finale non lascia indifferenti. Due film ambientati in epoche diverse della storia, che raccontano fatti accaduti e che mostrano la violenza del potere, della forza brutale, degli abusi di crede di essere il padrone del mondo.
I nostri tempi vedono purtroppo molti, troppi padroni; Putin, Netanyahu, Trump sono i primi nomi che mi vengono in mente. Signori della guerra che giocano con la vita delle persone. Poi ci sono le guerre dimenticate, spesso volutamente, ci sono gli stati canaglia dove ai popoli viene negato ogni diritto e soprattutto la libertà. Viviamo in un'epoca che non ha nessuna voglia di pace, siamo seduti su una polveriera pronta ad esplodere.
E davanti a tanti seminatori di morte, noi che amiamo la pace, perchè non ci dovremmo difendere? Andare a trattare con chi non vuole trattare o peggio, con chi conosce solo il linguaggio delle armi, è pura follia. Riprendo i due film citati: anche lì erano erano persone che volevano la pace e andarono incontro al "nemico" con parole di pace. Tutti morti ammazzati.
Cosa vuol dire che il 2 giugno bisogna far sfilare la "società civile"? Il corteo era aperto dai sindaci: quelle persone, donne e uomini con la fascia tricolore, rappresentano tutti noi cittadini. Siamo noi la società civile con la nostra voglia di una vita serena, con la nostra umanità. Altrimenti cosa siamo? A parte poi che la Croce Rossa e vigili del Fuoco non sono militari, mi sembra opportuno che, in questa giornata di festa, siano presenti tutte le componenti della società, civili e militari. E se ne manca qualcuna basta segnalarlo e chiedere di partecipare. Solo davanti ad un eventuale rifiuto diventa logico fare delle polemiche.
Il 2 giugno rappresenta la festa dell'Italia liberata e libera, ma la vittoria sul fascismo è stata ottenuta dalla Resistenza anche con le armi e con il sacrificio di tante donne e uomini.
La nostra Costituzione ripudia giustamente la guerra ma prevede anche il diritto alla difesa. Le forze armate sono una necessaria garanzia di libertà e di sicurezza da minacce esterne. Non viviamo, purtroppo, in un mondo perfetto anzi, il futuro non mi sembra roseo.
Allora le chiedo: se un putin qualsiasi mi tira addosso droni, missili e bombe, io come mi devo difendere? A parolacce?
Cordiali saluti
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