La biblioteca di Sorso
di Leo Spanu
Reperto storico: Tessera della biblioteca di Sorso nr. 2, anno 1985. Vediamo di raccontare una storia.
1° giunta Bonfigli, 1980-1985: Antonio Salis, assessore alla Pubblica Istruzione e alla Cultura, Leo Spanu, assessore ai Lavori Pubblici e alle Manutenzioni. Due bibliofili e bibliomani accaniti. Decidiamo di creare una biblioteca a Sorso, i colleghi di giunta non sono molto convinti ma ci lasciano fare. Prima cosa da decidere, scegliere la sede: l'ex Ufficio di Collocamento, all'angolo tra piazza Garibaldi e piazza Marginesu viene recuperato e ristrutturato, segue il concorso per bibliotecario: vince Ruggero Roggio, oggi pensionato e scrittore a cui affianchiamo Giuseppe Muresu (pensionato e podista), precario assunto con la legge 285 poi stabilizzato. Nel frattempo Antonio ed io cominciamo ad "operare": il primo viaggio è a Sassari con la mia macchina, una Renault (è piccola), in via Turritana (via famosa ma molto stretta) dove in una libreria compriamo alcune decine di libri, i primi. Secondo tempo: una telefonata a Fausto Fadda, ex sindaco di Sassari, in quel tempo assessore regionale alla Cultura, socialista come noi e amico, e gli chiediamo di regalarci tutte le pubblicazioni delle regione Sardegna. Scendiamo a Cagliari con la macchina di Antonio, la mitica Citroen dove nel bagagliaio ci stava mezzo salotto di casa mia. Ci siamo portati via una tonnellata di libri, alcuni rari e belli, e non ne abbiamo trattenuto per noi neppure uno, pur potendo farlo: non vedevamo l'ora di far decollare la nostra iniziativa.
L'intestazione a Salvatore Farina fu una mia scelta per ricordare il più importante scrittore di Sorso ormai quasi dimenticato (il suo monumento era stato demolito pochi anni prima e gettato via: io sono riuscito a recuperare solo il busto in bronzo che ora si trova in biblioteca).
Così nacque la biblioteca di Sorso fra diffidenze e l'ironia di tanti; la tessera nr. 1 fu quella di Antonio, la mia fu la nr. 2, la nr. 3 al sindaco Bonfigli: scorretto dal punto di vista istituzionale, una nostra piccola cattiveria per la diffidenza del sindaco non tanto sulle nostre capacità (in verità ci aveva dato carta bianca) ma perchè non aveva fiducia nei nostri concittadini che lui definiva con la sua solita ironia "anarchici individualisti". Questo concetto fu espresso a proposito di investimenti "cimiteriali" visto che i sorsensi non accettavano il loculi (definiti condomini) ma anche da morti si volevano in tombe singole. (Infatti dovemmo ampliare il cimitero)
Tornando alla nostra narrazione la biblioteca fu ben accetta dalla popolazione e pochi anni dopo fu restaurato il vecchio mercato ricavandone una biblioteca più grande e tra le più belle della Sardegna e una vasta sala convegni. Oggi quest'ultima è chiusa al pubblica e si aspetta l'intervento dell'amministrazione comunale per restaurarla ma la biblioteca è sempre molto attiva anche con manifestazione varie e altri servizi.
Un solo rammarico: il mio amico Antonio, scomparso da qualche anno, è stato dimenticato. Neanche un segno, un ricordo di una persona che alla comunità di Sorso ha dato molto.
Ma come ho scritto più volte, questo paese non ha memoria.

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