Favola: C'era una volta, ma anche oggi...

di Leo Spanu

Voglio raccontare una favola vera, ma la storia della "Strana coppia"  è come girare un film senza copione, tanto che gli spettatori, perplessi, si domandano: Ma si tratta di "C'eravamo tanto amati" o "Sedotta e  abbandonata"? BOH! 

Ma veniamo a dire questa triste historia che tanto ha appassionato l'italica stirpe, quella trombona di "O Franza o Spagna purchè se magna".

"Ei fu" (licenza poetica legittima per uno che si crede Napoleone) felicemente colpito da cotanta, di lei, bellezza che la magnificò, con parole argute, davanti a giornalisti e TV; lei arrossì commossa e giuliva come la vispa Teresa. 

"L'armata Brancaleone" dei fratellini gridò: "A chi L'Italia? A noi! " L'urlo si diffuse dal Manzanarre al Reno... facciamo dal Tevere all'Aniene. Ci fu anche chi gridò: "Hai noi!" Ma fu considerato un comunista (razza estinta da tempo insieme ai dinosauri) e immediatamente spedito a raddrizzare banane nella repubblica delle banane. Poi si accorsero che siamo noi la repubblica della banane e fu riportato indietro insieme a quattro marocchini che si erano nascosti nei canili italiani dell' Albania.

Nel frattempo Esso, che chiameremo Ciuffettino Biondo come il principe di Biancaneve, dato che si annoiava a giocare con i numeri (all'asilo aveva sempre preso zero in aritmetica) sul pallottoliere  per creare  dazi da affibbiare ad amici e nemici, decise di fare qualche guerra, così come aveva visto nel film " I guerrieri della notte" dove un cretino infilava "i diti" (dal vocabolario Zingaretti-Fantozzi) nelle bottigliette di Coca Cola, le faceva sbattere e cantava: "Giochiamo a fare la guerra?" 

Certo sarebbe stato meglio se si fosse sbattuto i suoi di c... ma lui preferiva rompere quelli degli altri. Ella, che chiameremo Ciumachella de Trastevere, gli disse che a giocare alla guerra c'era il rischio, come a re Carlo Martello, di perdere la chiave della Casa Bianca e poi questa mania di buttare bombe come coriandoli a Carnevale, può irritare i vichinghi che potrebbero negare, ancora una volta, il Nobel per la pace. Ma Ciuffettino accettava solo i consigli di Ciuffettino così si gettò dalle parti dell'Asia minore (nell'Asia maggiore il suo predecessore era stato inchiappettato), in Egitto o in quelle zone ma, mentre Mosè aveva aperto le acque, lui le fece chiudere provocando una cacarella mondiale della borse che neanche nella crisi del 1929.

A quel punto chiese aiuto agli amici sparsi nell'Europa. Gli ingrati non gli mandarono neanche un rotolo di carta igienica per tamponare le perdite provocate dalla dissenteria finanziaria. Però mentre molti, specialmente i poveri, finivano nella merda Ciuffettino faceva un sacco di quattrini.

Tanti soldi, guadagnati in maniera illecita, che gli diedero alla testa: il compare di merende (lui era il gatto mentre il compare Bibi la volpe) si mise a rifare il suo film di guerra preferito: Kaputt (non è un film, ignoranti, è un libro di Curzio Malaparte) ma siccome non lo aveva mai visto (un genocidio) decise di provarci lui ad ammazzare tutti quelli che gli stavano sulle palle. Praticamente tutti gli abitanti della Terra (8,3 miliardi) meno gli abitanti di Israele (10,24 milioni esclusi i 2,416 milioni arabi e stranieri). A lui Hitler gli fa un baffo!

Ma tutto questo non interessava a Ciuffettino che voleva far scagazzare i suoi areoplanini nelle basi europee e quando gli dissero di andare a fare la sua cacchetta più in là si incazzò di brutto. Anche "l'americano de Roma" (non Alberto Sordi, l'altro, il Papa) si  rifiutò di benedire le sue truppe quando Ciuffettino disse: " Dio (che poi sono io) è con noi". A questo punto Ciumachella pensò che Ciuffettino avesse qualche neurone fuori posto. Ma rimase zitta fino a quando il selfie fatto insieme, l'ultimo selfie, si rivelò un messaggio di addio.

Ciuffettino, come tutti quelli che non sanno perdere mentre bisogna saper perdere (lo ha detto anche il Festival di Sanremo) si è comportato da vero cialtrone: e così la luce che aveva illuminato una relazione così perfetta, "si spegnò". Si, proprio come disse Pippo Franco: "Mia cara fatti conto ... che la luce si spegnò."

Ciumachella, sorpresa e infastidita, rispose (ancora lui, Pippo Franco): "America ma che ce vengo a fa! Io c'ho uno zio che fa l'idraulico, a Bergamo alta "(tra gli alpini).

Questa è la favola per come l'ho capita io. Se non vi piace  come l'ho raccontata  allora provateci voi,

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