Titoli (R)

 di Leo Spanu


Una volta ( per la verità era la seconda volta), durante una giornata di luglio con  un caldo afoso che anche le mosche se ne stavano all’ombra, per gioco, avevo  messo insieme tutti i titoli degli articoli che avevo  pubblicato sul mio blog fino a quel momento e ne avevo ricavato un polpettone di parole e di non-sense che avevo “regalato” ai miei dieci lettori. Non mi sono arrivate maledizioni di ritorno ( i postini non sono più come quelli di una volta) per cui deduco che c'è stato un qualche apprezzamento per i miei sudaticci incubi. In realtà mi ero divertito a giocare con le parole, come chi si racconta le barzellette  da solo e se le ride pure. E’ vero che sembravo un perfetto cretino (tanto non mi ha visto nessuno) ma avete notato quanta gente parla e ride da sola quando cammina, quando guida la macchina, quando sembra che parlino con te ma i loro occhi e i loro pensieri sono lontano. Poi mi hanno spiegato che non sono scemi ma sono solo persone che hanno un auricolare e un telefono trapiantato in qualche parte del corpo, di conseguenza vivono una doppia vita: quella vera  dentro  internet e quella apparente che manda in giro manichini vestiti da esseri umani. Ogni intanto incontro persone che gli zombi mi sembrano più vivi.

Comunque vediamo i titoli dal 1 agosto 2017 al 6 luglio 2018.

Poesia è il primo titolo ed è bello pensare che esiste ancora la poesia, quella strana cosa che ti fa amare una donna come un piatto di tagliatelle al ragù ma secondo la teoria dei corsi e ricorsi storici una donna non è una mela che si può cogliere o mangiare come il pane di Sorso
Ci vuole un nudo di donna per risvegliare istinti sopiti  e iniziare la battaglia di Sorso  e riportare Elena ( di Troia) a casa e riempire una strada di fiori per fare festa. Meglio ancora sarebbe evitare pettegolezzi su Elena ( di Troia) perché la calunnia è un venticello e con i tempi e i migranti che arrivano ti ritrovi a gridare mamma li turchi
E voi avete un bel dire che il dialetto di Sassari è nato a Sorso quando in regione approvano una legge su una lingua sarda comune che non esiste e infatti passeggiando nei vicoli di Sorso non senti  certo parlare campidanese, nuorese e neppure gallurese ma” sussincu”. Purtroppo i giovani non parlano più il dialetto anzi non parlano più ( loro digitano) e ci vorrebbe l’aeroplano di Matusalemme  con la pazienza di Noè per recuperare la vecchia cultura popolare sperando che non precipiti e contribuisca alla demolizione dei casotti di Platamona sopravvissuti agli anni 80.
Ma lo spettacolo deve continuare, magari alla fontana della Billellara dove l’acqua ti regala un pizzico di (necessaria) follia che ci liberi dal male di vivere ( libera nos a malo).
 Ho ritrovato molti ricordi tra le noterelle di viaggio un uomo comune:  a cominciare dalla triste storia di un uomo che morse un cane: e poi  la storia di un’insegnante,  la contestazione di un ragazzo sardo e infine il mistero di una pagina scomparsa
Doveva essere una pagina importante perché ho trovato appunti su cronache licealiBrescia 1961 e Brescia 1965
Non ho potuto inserirli nel mio nuovo romanzo ( A Brescia non c'è la nebbia) perchè mi sono perso lontano lontano, tra alberghi tristi mentre cercavo di viaggiare su strade nuove per raccontare un viaggio in Toscana
Lo so che  de gustibus non si può discutere ma almeno la gente di strada potrebbe smettere di camminare in silenzio. Mi fa paura,  come a Benevento nella notte dei  vivi morenti quando ho incontrato Biancaneve, cinque nani, tre megere e un cavallo bianco. E non era neppure carnevale.
Mi hanno detto che Corto Maltese ha smesso di fumare ed io ho seguito il suo esempio; da allora tutti gli orologi sono fermi a ricordarmi quanto ero felice quando ero pieno di vizi. 
A volte mi sento come una barca che non  può più navigare;  c’era una volta un piccolo naviglio che si fermato per sempre.
A volte invece mi viene una rabbia ma una rabbia e non perché sono stato punto dalla zanzara Pikachu e neanche perché disturbato da donne, gatti e qualche cane: avrei dieci cose (più una) da fare  tre giorni prima di morire e non vorrei resuscitare senza averle fatte.
Ma correva l’anno 1978,  inseguiva la ragion di stato a Brescia 2001 e a Treviso 2004 ma senza raggiungerla e capirla  ma per favore gli, elefanti restino seduti  è già ingombrante di suo lo stato da avere tanto da dire  anche se è meglio se oggi parliamo male di te e di te, di Pompei antica, di castelli, torri ed altro, di palazzi d’Italia
No, San Francesco  non lo cerchiamo, altra storia e altra speranza con lo jus soli o il diritto di esistere cancellato dal nostro paese.
Del resto sono cresciuto in una piccola città, con scritte sui muri piene di allegria e non di paura con qualcuno che raccontava una lurida e tenera storia d’amore, tipo ti amo e non me la dai. A quei tempi avrei voluto andare a cena con Monna Lisa ed anche con la prima ragazza disponibile e non perdere  i giorni con i miei amici libri o girovagando per i cortili di Torino e di tutte le città immaginate. 
Mi restano memorie di una storia fotografica d’Italia, di italiani in viaggio, di italiani nel mondo  in cerca di un futuro e ritratti bellissimi  di donne di Sardegna.
Allora cantavo solo le canzoni censurate per protesta e mi chiedevo sempre: ho vinto qualche cosa? Invece niente e così sia. La vita non regala niente a Sorso (1970  e 1993) e in nessun altro paese e continua a raccontare storie false. 
Io ho provato a scrivere la vera storia di Cenerentola  ma non interessava a nessuno perché le bugie piacciono di più e così  mi sono ritrovato a lanciare in aria una monetina:  testa o croce?  Bel modo di fare una scelta.
I vecchi e giovani  si sono smarriti in un quadrato di sole,  hanno linguaggi diversi e non si  capiscono: mi avete rotto l’italiano ed anche i sogni. Ed altro ancora perche invano cerco nei volti un sorriso e un grazie. Per il pesce e per tutto quello che non mi avete dato.
Ma il giorno che votammo no al referendum raccontandoci un favola di Natale  e raccogliendo fragoline dai Boschi,  abbiamo comprato animali da viaggio e una melanzana bianca, mentre aspettavamo il ritorno del re per dare un nome e un volto allo spirito che vive nello specchio delle mie brame  e che mi trasmette solo cattive notizie.  
Aspettavamo anche l’arca di Noè col suo carico di animali immaginari e non con silhouette di fantasmi e di anime vagabonde.
Stranamore quello che passa davanti ai miei occhi mentre guardo dalla mia finestra sul cortile: c’è sempre Angela che ogni giorno grida Buon Anno a tutti e nessuno le risponde. 
Io voglio del ver la mia donna laudare invece non riesco più a cantare e a sognare. Continuo a vedere  buio e ombre di befane nella notte e vorrei  gridare aiuto ma a chi?  A uomini e donne che non esistono più, a principi e principesse che impazziscono per vedere Sorso e la balena morta sulla spiaggia .
Andare via, questa è la soluzione giusta ma io sono un uomo fortunato e, anche se mi nascondo dietro  maschere veneziane,   mi fermerò qui a cercare altre dimensioni mentre i bambini ci guardano e fanno i pendolari tra fantasia e realtà.

FINE PRIMO TEMPO
A questo punto dovrebbe passare la pubblicità ma nessuno ha mai investito un centesimo sui miei scritti. Mi consolo mangiando noccioline americane.

SECONDO TEMPO

Pensieri molesti, come dolori invisibilipaesaggi dell’anima che non puoi e non sai raccontare. Se possibile, vorrei restare solo e dimenticare per un attimo le donne in guerra e i bambini perduti che ormai neanche ci guardano più. Vorrei tante cose e invece ho scritto t’amo e  altro sopra i muri, poi sono fuggito perché non volevo sapere della vita e  morte di Jessica.
Vade retro ho gridato a qualcuno che si fumava l’erba voglio e vedeva fantasmi  e apparizioni, preghiere e profezie sulla stampa italiana. Professione donna come se fosse un mestiere comodo con la beffa di vantarle le donne e  ferirle ma continuiamo a farci tanto male.  
Il cliente ha sempre ragione sostengono i clienti  delle ragazze nere ai bordi delle strade ma se il mio nome è nessuno con chi me la posso prendere?
Tremate, tremate, le streghe son tornate. Intanto  arrivano anche  cose tristi dal mondo, arrivano cartoline dalla Siria
Perché la vita è rotonda e,  gira gira,  la palla ritorna sempre a me e non capisco perché non vinco mai. Ma non importa perché ormai non ho più niente da vincere e bisogna essere capitani coraggiosi per sopportare la domenica delle salme e illudersi che domani è un altro giorno.
Intanto s’avanza l’armata Brancaleonecomici spaventati guerrieri che non sanno di avere già perso ma per favore non bruciate la strega Cunegonda perché la musica che gira intorno ai falò piace agli artisti di strada, ai ragazzi, e a quelli che credono di essere innamorati.
Nel secondo tempo di un film pieno di umorismo involontario ( vedi una votazione in Parlamento) Adamo ed Eva vendevano poltrone e divani con scadenza domenicale e sconti a piacere. 
Cosa non si fa per portare a casa la pagnotta ma oggi non parliamo male di Berlusconi, facciamo un bel girotondo con mezzi uomini e cavalli a metà e così evitiamo di essere presi  a calci in culo, altrimenti fate come feci io il giorno che mi nascosi in una scatola: sparii dalla scena per 24 ore. Non se ne accorse nessuno.
Poi riprendiamo in mano un libro di storia, il 25 aprile, festa della liberazione  e vediamo cosa fare, io avrei un programmino del tipo si marcia su Roma. Lo so, l’hanno già fatta, e per noi sardi è dura attraversare il Tirreno perché com’è profondo il mar e poi c’è tanta gente di passaggio che chiede un passaggio ma perché vogliono venire in Italia, è un’assurdità
Ma se io avessi previsto tutto questo avrei riempito di donne allegre tutte le case di bambole; avrei mandato in  campo il gatto , la volpe e l’uva ( magari quella puttanesca): avrei liberato Medusa  e sguinzagliato i suoi serpentelli velenosi sulle teste lucide della politica italiana. Invece sto mettendo annunci  come angeli custodi cercansi per buttare  Alice nel paese delle carabattole e così farla stare zitta perché la notte non potho reposare ( non riesco a riposare).
Sono pronto a tutto anche a firmare un contratto di governo con Alì Babà e i suoi quaranta ladroni, a inviare una lettere aperta al Partito Democratico perche la chiudano con le stronzate;  a regalare sorrisi agli sconosciuti purchè rimangano sconosciuti; e se non mantengo questi impegni peste vi colga ed io  divento scimmia o pecora a seconda della posizione delle chiappe  tanto non mi faranno niente perché l’Italia è un paradiso di bugie e infatti ho scritto un libro per dimostrare che a Brescia non c’è la nebbia
Infatti la situazione è disperata ma non seriail mondo è grigio il mondo è blu  ed è pure nella merda, ma noi siamo salvi perché  oltre a papa Francesco habemus Conte
Roma, 2 giugno 1968, insieme alle sorelle di Cenerentola  che andavano alle feste senza Cenerentola, c’ero anch’io e, orribile visu, guardavo le facce delle autorità sulla tribuna d’onore quando, colte al volo, ho sentito due domande, la prima: mai stato sulla luna? No ,non sono stato neppure a Canicattì ma là in mezzo al mar  dei Sargassi,  c’è gente che neanche a Sassari dopo un temporale quando tutti escono a cercar lumache. Infatti tanto tuonò che piovve al punto che mi sono dimenticato la seconda domanda. Qualcuno ha capito mi sono dimenticato la mutanda, quella che tutti hanno visto volare nel cielo sopra il Trentino, direzione Austria, dove, sul Brennero  aspettano  prima di tutto gli italiani per pestarli per bene. 
Sono costumi  tipici di paesi e città, dove secondo il vangelo di Matteo (Salvini) noi troveremo la rivincita: infatti  noi suoneremo le vostre trombette , perepè, perepè.
Ma ognuno è solo  trafitto da un raggio di sole e da una coltellata avanzata agli amici di Giulio Cesare ed io che non leggo e me ne vanto  ho trovato  solo tre parole da ricordare a chi mi seguirà, anzi due parole: voglio vivere. Le diceva uno dei tanti bambini che abbiamo abbandonato tra le braccia del mare.

P.S.
Il primo “Titoli” era più allegro, questo m' è uscito più cupo. Colpa mia, sto invecchiando male. Certo che a guardarsi intorno non ti viene l’allegria.

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