Ricordando un amico: Nicola Tanda

 di Leo Spanu

Conoscevo Nicola Tanda da anni, una conoscenza superficiale dovuta alla comune militanza nel Partito Socialista Italiana, poi motivi di letteratura hanno trasformato la conoscenza in amicizia tra allievo e maestro. Non finirò mai di ringraziarlo per avermi dato la possibilità di realizzare un mio sogno di gioventù: diventare scrittore. Su di lui ho scritto qualche articolo. Ve li ripropongo.


Nessuno è profeta in patria

Leggo sulla Nuova Sardegna del 23/7/2014 la notizia che il professor Nicola Tanda “regala” ad Ozieri il suo ricco fondo librario. La mia prima reazione istintiva è di stupore  poi mi rendo conto, con amarezza, che il professor Tanda ha fatto la scelta giusta. Nicola Tanda è l’ultimo di quattro fratelli che, con le loro attività, hanno onorato la città di Sorso. Pochi cenni indicativi per i più distratti che, a Sorso, sono troppi.

Nicola Tanda: docente universitario, filologo, critico letterario, fondatore di vari premi letterari (Ozieri, Romangia), studioso della lingua sarda.

Ausonio e Francesco Tanda: due fra i maggiori pittori sardi del secondo dopoguerra.

Anton Paolo Tanda: Sovrintendente dell’Archivio Storico della Camera dei Deputati, studioso di diritto, scrittore.

In realtà parlare di questi quattro illustri sorsensi richiederebbe molto più spazio e tempo ma queste poche note danno un’idea significativa della ricchezza culturale di questa famiglia che, purtroppo, è stata “dimenticata” dai nostri compaesani impegnati in attività più serie come il pettegolezzo politico, “lu ciarameddu”(diffamazione)  su FB,  le discussioni sul peso dell’aria fritta, l’elogio e l’esaltazione del proprio ego e della propria ignoranza.

Ma tornando a noi, la scelta operata dal professor Tanda di privilegiare Ozieri ignorando il paese natio ha una sua logica. Facciamo un passo indietro e vediamo cos’è successo alle donazioni fatte al comune di Sorso. 

Il fondo Madau-Diez è dato per disperso e del fondo Cottoni non si hanno notizie. Resta il fondo Bellieni che è in corso di catalogazione da parte del personale della biblioteca.

La donazione dei quadri di Rosa Sechi Colacino (ne abbiamo parlato in un precedente numero del nostro giornale) ha un’esistenza talmente difficile che gli eredi stanno pensando seriamente di farsi restituire le opere della pittrice. Sistemati provvisoriamente al Palazzo Baronale, vengono appesi e staccati in base alle esigenze di altre manifestazioni. Ed è già un fatto positivo considerato che per anni sono stati buttati in un solaio dello stesso palazzo. Non una presentazione ufficiale, non una mostra per far conoscere ai sorsensi una pittrice, loro compaesana, di talento. 

La politica culturale a Sorso non esiste. Se escludiamo la prima giunta Bonfigli (assessore Antonio Salis) e la giunta Razzu (assessore Alba Sassu) non c’è mai stato un tentativo serio di programmare un’attività importante per la crescita sociale (ed anche economica) di Sorso. Purtroppo, e qui sta l’anomalia, c’è un’indifferenza colpevole che non ha spiegazione alcuna considerata la ricchezza culturale di questa comunità. Nel corso degli anni si è visto solo qualche episodio sporadico fine a se stesso e senza seguito quando non si è dato spazio a delle vere e proprie castronerie. Resta il fatto che noi sorsensi ci impegniamo molto per cancellare ogni traccia della nostra memoria. I pochi che resistono e si oppongono a questa logica assurda sono delle mosche bianche da omaggiare per qualche secondo e subito dopo relegare nel dimenticatoio.

“Nessuno è profeta in patria” è un classico ovunque ma a Sorso ha raggiunto la sua espressione più alta. Eppure ci si potrebbe fare un volume di Pagine Bianche con l’elenco delle personalità sorsensi, compresi quelli che, pur essendo nati altrove, a questa comunità hanno dedicato impegno e passione. Una specie di piccola Atene: 

Giovanni Baraca, Andreuccio Bonfigli, Antonino Borio, Giuseppe Borio, Gerolamo Cappai, Antonio Catta, don Giuseppe Chelo, Salvatore Cottoni, Francesco Dedola, Salvatore Farina, Lorenzo Giordo, Giuliano Leonardi, Pietro Antonio Manca, Telesforo Manca, Giannetto Masala, Pasquale Marginesu, Pietro Marogna, don Giuseppe Piras, Luigi Polano, Ignazio Secchi, Rosa Sechi Colacino (Secol),  Francesco Sisini, Giorgio Sisini, Anton Paolo Tanda, Ausonio Tanda, Francesco Tanda,  Antonio Tedde, per citare solo alcune personalità  scomparse e di sicuro ne sto dimenticando qualcuna.

Poi ci sono gli artisti, gli studiosi, gli scrittori viventi. Sono tanti ma volutamente ignorati dai nostri concittadini che  preferiscono l’erba del vicino, notoriamente sempre più verde.

Il professor Tanda da qualche anno  cerca udienza presso le varie amministrazioni comunali con una serie di proposte interessanti. Ne cito una sola: il recupero della sua casa in via Umberto per la costituzione di una pinacoteca che raccolga le opere di tutti i pittori sorsensi. Servono mezzi finanziari, non v’è dubbio, ma serve soprattutto la voglia di operare in questo settore così affascinante e ricco di prospettive anche economiche. Perché malgrado l’opinione dell’ex ministro Tremonti la cultura crea lavoro e ricchezza. Invece tante belle parole, tanti complimenti e tanti bla-bla  “sull’importanza della cultura”.

E allora perché mi sorprendo se il sorsense Nicola Tanda si rivolge a Ozieri, dove è cittadino onorario, per non disperdere il suo e il nostro patrimonio?

Pubblicato sul Corriere Turritano nr. 9 del 5/9/2014 


Ho scritto e lamentato più volte della mancanza di memoria dei miei concittadini. Sembra quasi che una strana malattia tenda a cancellare persone e cose dalla storia di Sorso; tutto viene ridotto all'appiattimento più totale, alla banalità, al nulla assoluto come se questo paese non abbia mai avuto cultura e vite da raccontare. Eppure Sorso è una città ricca di intelligenze, una città che ha dato i natali a molti artisti di qualità: poeti, romanzieri, scrittori, pittori, scultori, studiosi, scienziati, politici (1) ma, purtroppo, mai come nella nostra comunità "nessuno è profeta in patria": una  mediocrità intellettuale e culturale sembra il nuovo abito da rivestire per esibirsi in questa società fatta di sola apparenza, un nuovo mondo dove troppi imbecilli (spesso anche criminali) stanno arrivando al potere. Invece bisogna trovare il coraggio di reagire al male e scegliere da che parte stare, magari ricordando l'impegno e la cultura di coloro che prima di noi hanno cercato di rendere migliore la nostra società.

Nicola Tanda (Sorso, 22 dicembre 1928- Londra 4 giugno 2016) è stato un critico letterario e un filologo tra i maggiori in Italia. Laureato a Roma con Natalino Sapegno e Giuseppe Ungaretti è stato professore di Letteratura italiana e Filologia Sarda prima presso la facoltà di Magistero, poi presso la facoltà di Letteratura e Filosofia dell'Università di Sassari. Esperto di letteratura italiana e sarda è stato uno studioso della lingua sarda facendosi  promotore di varie iniziative in favore della poesia in lingua sarda, come il Premio Ozieri, il Premio Romangia e altri;  si è occupato anche di autori italiani come Vasco Pratolini, Eugenio Montale, Luigi Pirandello, Vincenzo Monti e di autori sardi in lingua italiana come Grazia Deledda, Antonio Gramsci, Sebastiano Satta, Salvatore Satta, Salvatore Farina e Giuseppe Dessì. Con quest'ultimo ha curato il volume " Narratori di Sardegna" la prima antologia di scrittori sardi.

Un'ultima annotazione (per me non secondaria): Nicola Tanda è stato colui che mi ha "scoperto" come scrittore,  pubblicando nella collana da lui curata " Quaderni della memoria" il mio primo romanzo " I ragazzi delle case INCIS" (2012) per la EDES di Sassari dove era direttore editoriale: io non lo ringrazierò mai abbastanza. Anche perchè come lettore dei manoscritti (che riceveva in continuazione) di aspiranti scrittori era un critico molto severo: erano  più i testi che scartava che quelli che pubblicava. Anche come insegnante era piuttosto esigente ma i suoi allievi lo ricordano con rispetto e stima perchè l'impegno che richiedeva era compensato dalla qualità dell'insegnamento. Col "professore" come io lo chiamavo dandogli del tu, c'era un buon rapporto d'amicizia, malgrado la differenza d'età, un'amicizia nata dalla comune militanza (mai rinnegata) nel partito socialista.

Spiace che la comunità di Sorso abbia dimenticato questa figura d'intellettuale che tanto ha fatto per Sorso e per la Sardegna; fra l'altro due suoi fratelli , Ausonio e Francesco sono stati pittori di talento e di valore, e l'altro,  Anton Paolo,  uno studioso di  diritto, di livello nazionale..

Credo sia giusto quindi riproporre all'attenzione dei lettori questo elenco di altre persone da non dimenticare, alcuni sono nati in altre località ma tutti hanno vissuto e onorato la nostra città diventando sorsensi di fatto. Ultima annotazione: Nuoro viene definita L'Atene sarda per la sua ricchezza culturale ma anche Sorso non è da meno.

Giovanni Baraca (Sorso 1843- 1882) Poeta, drammaturgo, giornalista

Giuseppe Bardi (Sorso 1747- Cagliari 1828) Presbitero, rettore di Guasila

Andrea (Andreuccio) Bonfigli (Sorso 1926- Sassari 2002) Politico, sindaco di Sorso, poeta dialettale

Antonino Borio (fratello di Giuseppe, nessun'altra notizia) Pittore, acquarellista, attivo in Francia

Giuseppe Borio (Sorso 1924-1977) Politico, sindaco di Sorso, consigliere regionale

Antonio Catta (Sennori 1857- Sassari 1914) Politico, sindacalista, giornalista, leader del socialismo sardo

Don Giuseppe Chelo (Osilo 1914-Sassari 1993) Sacerdote, archeologo dilettante

Rosa Sechi Colacino in arte Secol  (Sorso 1908-Sassari ?) Pittrice

Salvatore Cottoni (Sorso 1914- Padova 1974) Avvocato, politico, deputato, sottosegretario di Stato, sindaco di Sorso

Francesco Dedola (Montresta 1932- Sorso 2013) Poeta dialettale, in sardo e in sassarese

Paola Gabbi Ricci (Ventimiglia- Sorso)  Insegnante, poetessa

Bruno Giordo (Sorso ?-Sassari?) Giornalista, scrittore

Lorenzo Giordo (Sorso) Generale d'aviazione, sottocapo di Stato Maggiore

Pietro Falesi (Sicilia) Insegnante, operatore culturale

Salvatore Farina (Sorso 1846- Milano 1918) Scrittore, romanziere, giornalista

Monsignor Salvatore Ferrandu (Thiesi 1925 - Sassari 2015) Parroco di Sorso, vicario generale arcidiocesi di Sassari, dirigente CEI problemi migranti

Giuliano Leonardi (Sorso 1899- 1989) Scultore, pittore

Don Giovanni Manca (Thiesi 1934 - Sassari 2012) Parroco di Sorso

Pietro Antonio Manca (Sorso 1892- 1975) Pittore

Telesforo Manca (Sorso) Scultore in ferro

Pasquale Marginesu (Sorso 1886-1962) Medico, Rettore Università di Sassari.

Pietro Marogna (Sorso 1875- ?) Medico, Rettore Università di Sassari

Giannetto Masala (Sorso 1884- 1917) Poeta

Petronio Pani (Modena,1928-2011) Insegnante, studioso di archeologia, operatore culturale

Andrea Pietri (Bonorva 1930- Sorso 2015) Insegnante, pittore

Andrea Pilo (Sorso 1924- 2014) Insegnante, giornalista,  scrittore

Don Giuseppe Piras (Sorso 1922-2012) Sacerdote, pittore

Fausto Piredda (Sorso 1914- 2010) Medico, primario di neurologia a Genova,  scrittore, poeta

Gavino Pizzolato (Sorso 1884- Gabes, Tunisia 1943) Generale esercito, 2 medaglie d'argento al valor militare

Luigi Polano (Sassari 1897- 1984) Giornalista, politico, deputato, consigliere comunale a Sorso

Giuliano Roggio (Sorso 1935-1999) Pittore

Antonietta (Tetta) Sechi (Sorso 1927- 2021) Poetessa

Andrea Sisini (Sorso 1814-1905) Imprenditore, politico

Francesco Sisini (Sorso 1867- Sassari 1954) Ingegnere, imprenditore

Giorgio Sisini (Sorso 1901- Milano 1972) Ingegnere, editore, inventore de " La Settimana Enigmistica"

Anton Paolo Tanda (Sorso 1933- Sassari 2013) Studioso di diritto, scrittore, sovrintendente Archivio Storico Camera dei Deputati

Ausonio Tanda (Sorso 1926- Sassari 1988) Pittore

Francesco Tanda (Sorso 1930-  ?) Pittore

Nicola Tanda

Antonio Tedde (Sorso 1906- San Gavino Monreale 1982) Vescovo di Ales e Terralba

Antonio Maria Virdis (Sorso)  Aviatore, medaglia d'oro valor militare


Naturalmente meritano una citazione anche i viventi

Silvio Biosa (Sorso) Poeta

Luciano Cicu (Sorso) Docente di letteratura latina alla facoltà di Lettere dell'Università di Sassari, scrittore

Carolina Cutolo (Roma) Scrittrice

Vanna Pina Delogu (Sassari 1963) Studiosa e scrittrice di storia locale

Anna Demuro (Calangianus 1939) Pittrice, scrittrice

Andrea Doro (Sassari 1986) Scrittore

Pino Andrea Fini (Sorso) Liutaio

Gavino Murineddu (Sorso 1956) Poeta

Giuseppe Murineddu (Sorso 1945) Ex sacerdote in Cile, scrittore

Gianpaolo Ortu (Sorso 1955) Scrittore storia locale

Gavino Piana (Sorso 1953) Medico, pittore

Telesforo Piana (Sorso 1974) pittore, scultore

Antonello Roggio (Sassari 1978) Pittore

Ruggero Roggio (Sorso 1954) Scrittore

Maria Antonietta Sisini (Sorso 1950) Musicista, scrittrice

Maria Vittoria Spissu (Sassari 1980) Studiosa d'arte, scrittrice

Ultimo e  modestamente,  Leo Spanu


NOTE

Di  molte persone non sono riuscito a trovare notizie e informazioni. Come volevasi dimostrare a proposito di perdita della memoria da parte di noi sorsensi. Chiedo scusa per eventuali  e possibili dimenticanze.

P.S.

Considerato che ho citato dei militari vorrei aggiungere anche un soldato ignoto; solo dopo la sua morte ho saputo che era un eroe di guerra con tre croci al valor militare. Si chiamava Raffaele Spanu (Sorso 1917-1985) aviatore, sergente maggiore motorista. Era mio padre.


Nicola Tanda è scomparso dieci anni fa. La sua morte mi sorprese che ero in giro in Trentino. L'ho ricordato così.


Ho conosciuto il "professore” come lo chiamavo amichevolmente, nei primi anni 80. A parte la comune origine sorsense, ci legava la militanza politica nel partito socialista. Non ha avuto molta fortuna politica Nicola Tanda forse perché il suo rigore intellettuale non poteva piegarsi alle meschinerie della politica. Abbiamo scambiato qualche ricordo su quegli anni così ricchi di speranze per noi socialisti  per concludere che tutto era andato nel senso sbagliato non solo per colpe nostre. La grande e centenaria  avventura del socialismo utopistico (perché questo era il sogno) svanì con tangentopoli. Spero che i nostri figli e nipoti non ci giudichino con troppa severità. E’ vero che l’etica politica era diventata carta straccia ma le persone no. C’era molta gente perbene che voleva  una società più giusta e più solidale.  Per questo ideale mai realizzato  Nicola ed io siamo rimasti sempre socialisti.

Per qualche anno, ci siamo  persi di vista poi,  un giorno,  dopo alcuni tentativi falliti di pubblicare il mio primo romanzo con diverse case editrici, decisi di scrivergli una lettera.  Lui non era a conoscenza della mia passione per la scrittura e della mia ambizione di diventare uno scrittore vero.  La fama del professor Tanda era un elemento di grande preoccupazione per me. Sapevo della sua severità e della sua onestà nei giudizi.  Nicola  apprezzò subito la mia lettera di autopresentazione e poi il il mio romanzo e lo pubblicò nella collana “ I quaderni della memoria” della   EDES di Sassari. Anche il suo lavoro  di revisione del mio testo fu limitato: cambiò solo il titolo del romanzo.  Fu per me uno dei momenti più importanti della mia vita, il sogno di una vita che diventava realtà.  Sarò sempre grato a quest’uomo talvolta ruvido e spesso severo ma così ricco d’umanità  e di ironia come capita ai sorsensi di talento.

Mi spiace che i nostri compaesani non abbiano saputo apprezzarlo  come meritava. Con me si lamentava  di questa indifferenza nei suoi riguardi perchè aveva tante idee e iniziative da suggerire. Una mattina, verso la fine  dell’estate scorsa lo avevo accompagnato nella sua campagna al confine tra Sorso e Sennori  per raccogliere qualche cestino di uva e l’avevo sentito molto amareggiato. Invano gli avevo raccomandato di prenderla con più filosofia ma lui si sentiva come tradito.

Un’amica comune mi ha telefonato per comunicarmi la sua morte mentre mi trovavo fuori della Sardegna. Da qualche mese non ci sentivamo anche se il professore stava esaminando un mio nuovo romanzo da pubblicare. I suoi problemi di vista si erano aggravati e i tempi di lavoro si erano allungati a dismisura. Chissà perché non avevo messo in conto che il professore potesse morire; certo non era giovanissimo ma era una di quelle persone che, avendo tanto da fare, non ti aspetti che un giorno possano fermarsi.
Così non volevo credere a quella telefonata. Stenico è un bel paese del Trentino, un castello ricco di memorie e di storia che avevo appena visitato. Mi sono appoggiato ad un muretto e ho detto a mia moglie: “E’ morto il professore.” E non ho più avuto voglia di parlare.

La città di Ozieri ha proclamato una giornata di lutto cittadino per la scomparsa di Nicola Tanda, suo cittadino onorario. Sorso, sua città di nascita, pure. Poi un breve necrologio sul sito del comune e tanto basta.

Commen

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