I pifferi di montagna...

 di Leo Spanu

I pifferi di montagna andarono per suonare e furono suonati. 

Così si dovrebbe raccontare la triste historia di un referendum che nacque tra rulli di tamburi  e squilli di trombe e tromboni, con bande di musicanti stonati che cantavano la Verità da un Giornale Libero di dire l'improbabile e il falso, con televisioni schierate come soldatini di piombo in difesa dei confini dell'Italia invasa da feroci migranti provenienti dal mare. 

E nel mentre  medici cubani discutevano, in Calabria,  di buona e robusta Costituzione,  togati azzeccagarbugli, di memoria manzoniana,  rubavano bambini nel bosco neanche fossero Hansel e Gretel, o Cappuccetto Rosso insidiata dal Lupo Cattivo.

Ma, per fortuna, alla fiera dell'est una montagna partorì un topolino e lo chiamò Referendum. "E adesso vai per il globo terracqueo" disse la Regina Madre" sconfiggi i comunisti che schifano l'acqua benedetta del Po e i baluba di Terronia che si permettono di vincere il festival di Sanremo.

E il topolino partì in pompa magna, petto in fuori, chiamando a raccolta i compagni di merenda e altri: pedofili, spacciatori, stupratori e adoratori di Trump e, tutt'insieme, scalarono la cima del monte Bianco perchè da lì si poteva vedere tutta la Padania attraversata dal dio Po e in fondo anzi a metà dello stivale, Roma ladrona. Allora il topolino che per comodità chiameremo Minnie, disse: "Roma è nostra. Marciamo.

Così l'armata Brancaleone si lanciò a valle tra ululati, rutti e scoreggie ma appena furono davanti al casello di Roncobilaccio trovarono una marea di indiani metropolitani, tra 18 e i 35 anni, studenti, operai e lavoratori, tutti con le palle girate, perchè dovevano andare a piedi per andare a votare NO a casa loro.

Allora Minnie si ricordò di quel che disse il generale Custer quando, al comando del settimo cavalleria, ordinò la carica contro Geronimo che si trovava dietro la collina, accampato a Litte Big Horn. Per i distratti, il generale, appena fu in cima alla collina, quando vide che gli indiani erano migliaia e migliaia, disse: "Cazzo, quanti indiani!" E ordinò la ritirata.

Adesso dieci piccoli padani piangono sul latte versato, diranno i miei venticinque lettori (A. Manzoni) ...no, sul referendum perduto.

Intanto alla fiera dell'est un ministro comprò mezzo litro di prosecco. Per consolarsi. 

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