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La Madonna di Noli Me Tollere. Sorso

 di Leo Spanu Oggi è la festa della Madonna di Noli Me Tollere, la Madonna di Sorso. Una Madonna speciale, apparsa sulla spiaggia di "Rena Bianca"  ottocento anni fa (26 maggio 1208), una Madonna che per la chiesa cattolica ha la stessa valenza della Madonna di Fatima e della Madonna di Lourdes ma che, per tradizione, non può essere spostata dal luogo in cui è apparsa. Nel 2013, in occasione di una manifestazione locale (L'infiorata) scrissi un articolo per "Il Corriere Turritano dove raccontavo, a modo mio, l'apparizione della Madonna. Lo ripropongo. Una bellissima giornata di primavera, una lunga spiaggia bianca, dune come in un deserto, colline di sabbia che si muovono dolcemente sotto le carezze di una brezza marina. Ginepri distesi come bagnanti che si scaldano al sole e ancora ginepri, in piedi come soldati di guardia. Dietro, olivastri a bandiera  modellati dai venti e nei pendii e dentro gli avvallamenti del terreno, il mirto è ricoperto di fiori profumat...

Piccole lezioni d'italiano (2/10):La purità

  di Leo Spanu La purità, ieri come oggi, è solo un’illusione. La lingua è una cosa viva e tende quindi ad evolversi assorbendo influenze di ogni genere. Pretendere di conservare forme ed espressioni ormai in disuso è solo una sciocchezza ma nel corso di secoli ci sono state lotte feroci tra  puristi  (conservatori) e  novatori  (innovatori). Questi ultimi tendevano a tradurre ogni parola francese o inglese in italiano. Un po’ come oggi che per eccesso di esterofilia, nelle scuole elementari, insegnano molto inglese e poco italiano. Il risultato è che i nostri bambini non sanno parlare. Ma probabilmente non serve più, tanto loro si esprimono  a monosillabi o con le tastiere del loro cervello elettronico. Vediamo nel particolare questo tema (la purità), notando che oggi non ha più molta importanza  nella vita quotidiana e quindi nella lingua parlata e, a leggere certi libri, neanche nella lingua scritta. Se sia una qualità o un difetto non saprei dire. ...

Piccole lezioni d'italiano (1/10): Le doti del linguaggio

  di Leo Spanu (4/3/2017) Mi sembra opportuno riproporre le mie piccole lezioni d'italiano (presentate su questo blog otto anni fa) perchè mi sembra che la lingua italiana sia in cattive condizioni di salute. Non dico del triste tentativo di anglicizzare tutto (media è latino e si pronuncia media non midia !) ma il congiuntivo l'hanno sepolto tempo fa (manco una lapide per ricordarne l'esistenza), la H è finita nella trasmissione televisiva "Chi l'ha visto", i verbi avere ed essere litigano (ho stato io) ed ogni discorso comincia con "allora" o "niente".  E' necessario tornare tutti a "squola".  PRESENTAZIONE Cominciamo  (plurale maiestatis) una serie di dieci lezioni sulla lingua italiana. Non perché i miei articoli mi abbiano fatto guadagnare un'onorificenza da parte dell’Accademia della Crusca anzi, dopo questi, dovrò andare esule e ramingo per terre straniere a mendicare, un pò poeta e un pò cialtrone, un sonetto o uno...

Treviso o cara

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 di Leo Spanu Nel febbraio del 2004 sono andato a Treviso: mancavo dal 1958. La scusa era una mostra sull'impressionismo, in realtà cercavo altro. Nelle note di allora scrissi. " Non sono andato a Treviso per un pellegrinaggio ad un'infanzia troppo lontana. Volevo dei colori. Non quelli di Benetton che ha costruito una mostruosità di marmo bianco ad un sospiro da piazza dei Signori. Che dire poi  dell'antico loggiato sbarrato da enormi vetrate in alluminio dove oggi c'è un bar lussuoso dove i ricchi signorotti discutono i loro affari. Il centro storico è stato rifatto, in qualche caso i restauri sono gradevoli ma l'insieme è deprimente. Troppa ricchezza, troppo ordinato, troppo pulito. Troppo tutto. Treviso è una città triste dietro il benessere che esce dalle sue vetrine, dai negozi sempre illuminati, dalle signore in pelliccia e dalla pioggia che cade sottile e fastidiosa. Treviso è una città che ha perso l'anima. I bambini vestiti in maschera per il Carn...

Beviam nei lieti calici: Aperitivo

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 di Leo Spanu Molti anni fa, dopo una lunga e anche un pò noiosa mattinata trascorsa in riunione nel consiglio comunale di Sorso, ci ritrovammo noi consiglieri di maggioranza con quelli di minoranza (allora le litigate politiche si facevano solo nell'aula consigliare) in un elegante bar di Sorso  dove il sindaco ci aveva invitato per un aperitivo. Invitava sempre lui tanto pagava sempre qualche altro: le richieste furono una sfilata di vermentini e un paio di campari. Non sapendo cosa bere ordinai un succo di frutta alla pesca. Il sindaco (eravamo dello stesso partito ed io ero pure assessore) sbottò: " E che c...! Sei stravagante pure bevendo." Non mi sono mai piaciuti gli aperitivi. L'orologio indica le 11.45,  ancora non è ora di aperitivo. Cos c'entra la vespa e il fiore della camomilla? Il pelatone che sorride è il tenente Kojak televisivo (Telly Savalas) L'aperitivo dell'uomo in frac. Mai farsi canne. Non sapevo che una volta "ha" si potess...

Artisti di strada (R)

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  di Leo Spanu (aprile 2018) Non so perchè ma  io adoro questa categoria di artisti, tutti senza eccezione.  L’anno scorso, mentre ero in fila a Castellana Grotte, in attesa di entrare, notai seduto per terra un tipo singolare: barba e cappelli lunghi, incolti e probabilmente sporchi. Anche il resto del corpo di sicuro aveva bisogno di un lavaggio. Il volto, quel poco che si vedeva, era bello, una ragnatela di rughe attorno a due grandi occhi tristi che avevano visto troppo e non sempre il bello. Davanti un violino pieno di incisioni e disegni e un piattino vuoto, per le offerte. Stava facendo una pausa o forse non aveva voglia di lavorare tra tutta quella folla vociante e bambini urlanti e scocciati dalla lunga attesa.  Uscii dalla fila e appoggiai un paio di euro sul piattino. L’uomo mi guardò con quello che, in mezzo a tanta peluria, sembrava un sorriso, imbracciò il violino come se fosse un arma e cominciò a suonare e a cantare. Giuro che non ho mai sentito ...