C'era una volta ... la coerenza
di Leo Spanu
Ho fatto politica per molti anni, solo a livello locale per mia scelta, ma sono stato dirigente di partito (PSI) e amministratore comunale: uno dei principi a cui mi sono sempre attenuto, e non è stato sempre facile, era la coerenza. Ci sono anche altri principi che dovrebbero guidare una persona che assume incarichi pubblici, a partire dal sindaco del più piccolo paese fino alla carica di presidente del Consiglio: in primo luogo si rappresenta tutti i cittadini e non solo chi ti ha votato poi c'è l'etica del ruolo cioè dare sempre il buon esempio nell'essere e nell'apparire (nelle norme si parla di comportamento da buon padre di famiglia). E' implicito che se gestisci la cosa pubblica non devi abusare del potere che hai, neppure devi ritagliarti spazi di privilegio come scaricare sui conti pubblici le tue esigenze personali ( tipo usare la macchina del comune della provincia, della regione, dello stato, per accompagnare tua moglie a fare la spesa al supermercato). Una volta (fino agli anni 80) era obbligatoria la prova di alfabetismo (saper leggere e scrivere) appena eletto come semplice consigliere comunale: oggi che l'ignoranza di tanti ministri partorisce leggi scritte male, sbagliate, spesso anticostituzionali e purtroppo anche contro i cittadini, basta un diplomino di cameriera per emettere sentenze penali senza passare per l'università.
Ma aldilà dei principi, del rispetto dei doveri e anche delle norme non scritte, le persone perbene ci tenevano alla propria dignità, quindi la coerenza non era un vestito da indossare una tantum ma una forma di rispetto verso gli altri e anche verso se stessi per la semplice ragione che, quando ti capitava di guardarti allo specchio, non ti veniva la tentazione di sputarti in un occhio (Totò docete): la tua coscienza non ululava alla luna.
Ora che ti fanno lezioni di morale "donzelletti che vengon da non si sa dove" e che, al governo, ci sono persone che dicono tutto e il contrario di tutto nel giro di poche ore, la coerenza non è più una virtù come non lo sono più l'onesta e la sincerità.
La bugia, come la calunnia, è un venticello che "alla fin trabocca e scoppia e produce un'esplosione come un colpo di cannone":
Durante il periodo di Tangentopoli chi era stato sorpreso con le mani nel sacco negava spudoratamente ogni colpa; ma ci fu anche chi si suicidò per la vergogna grazie ai processi su una stampa del genere "sbatti il mostro in prima pagina": un linciaggio mediatico che non faceva distinzioni tra colpevoli e innocenti. Oggi rubano più di prima ma non si vergognano più, tanto c'è impunità parlamentare che li protegge dalle inchieste della magistratura e così te li ritrovi fissi in televisione a spiegarti l'onestà; qualcuno, se provi a contestare, ti fa pure bau bau. Niente più bue che dà del cornuto all'asino ma una mandria di cervi: poveri asini (noi cittadini indifesi).
Vuoi vedere che ha ragione l'Associazione Prostitute e Vere Puttane? I politici non sono figli nostri. Dicono.
Ma allora di chi sono figli i politici di oggi?
Degli abusi di potere come metodo di governo, del capitalismo senza limiti e controlli, dell'ingiustizia di un sistema che vede i ricchi sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri, della logica dell'apparire ad ogni costo, del principio del "faccio il cazzo che mi pare", dei Trump e dei multimiliardari pedofili, dei petrolieri che succhiano il mondo, degli Elon Musk che fanno soldi anche quando cagano, dei Putin che sognano di essere gli zar di tutte le Russie, dei Netannyahu che inventano nuovi genocidi, dei cinesi che ti entrano in culo con tanta delicatezza che neanche te ne accorgi.
Questa è una società che come un camaleonte si adegua a tutte le stagioni, cambia colore, idea, valori. comportamenti ogni giorno così come ogni giorno si cambiano le mutande. Poi c'e gente che le mutande non le cambiano mai tanto non c'è sapone profumato che possa cancellare la puzza che hanno dentro il cuore e la mente.
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