4 novembre: un ricordo
di Leo Spanu
Il 4 novembre 1967 mi trovavo a Verona dove frequentavo il corso di infermiere all'interno dell'ospedale militare. Il 4 novembre, allora, era un giorno festivo: la massima occasione per la visita di parenti e amici non solo ai degenti ma anche al personale di servizio. Io, fortunato come sempre, fui comandato come guardia d'onore all'ingresso dell'ospedale, dalle 11 a mezzogiorno, l'ora di maggior traffico. Il servizio era semplice: dovevo salutare tutti quelli che entravano e che uscivano, in pratica dalla posizione di riposo scattare sull'attenti con saluto al cappello.
Quando smontai dal servizio, avevo il braccio anchilosato dal continuo e ripetuto movimento di saluto, tanto che per un paio giorni il braccio rimase dolorante.
Forse è per questa ragione che la notte, quando ero di servizio di guardia alla cassaforte dell'ospedale, arrestai un generale. Ma questa è un'altra storia che ho già raccontato.
Un saluto a tutti i militari (è un mestieraccio faticoso, lo dico con cognizione di causa ed io ero solo un militare di leva) in particolare ai miei alpini. Dur per durà.(1)
NOTE
1) Per chi non lo sapesse Dur per durà (resistere per esistere, traduzione personale) è il motto del battaglione Edolo, 5° reggimento Alpini, brigata Orobica (il mio reparto).
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