San Francesco: Il santo e l'assassino
di Leo Spanu
Come promesso, oggi 4 ottobre festa di San Francesco, parlerò del mio romanzo "Il santo e l'assassino" (2023 ed. LuoghInteriori, Città di Castello).
Il romanzo è diviso in due parti: nella prima racconto gli anni giovanili di Francesco, nella seconda la maturità.
Il romanzo inizia con l'incontro a Perugia durante una manifestazione di "ludus perusinum o ludus battalie" (1) tra Francesco e Giovanni, due ragazzi di 14 anni (stesso giorno, mese ed anno di nascita) e stesso nome (Giovanni Battista), da cui nascerà un'amicizia che durerà tutta la vita.
Francesco è un ragazzo introverso e riflessivo, fisicamente minuto, Giovanni è grande, grosso e bello, spaccone e casinista nonchè già donnaiolo impenitente malgrado la giovane età. Francesco è figlio di un ricco commerciante di tessuti, Giovanni è il figlio minore (cadetto) di un nobile romano finito in miseria o quasi. Francesco è cresciuto nelle strade di Assisi, tra giochi e battagliole giovanili con gli amici, Giovanni invece nella corte romana, dove in un ambiente corrotto e malato è diventato adulto prima del tempo,
Nella prima parte il racconto segue la vita dei due ragazzi, i loro sogni, le esperienze comuni, le avventure come il lungo viaggio da Roma a Genova per imbarcarsi, senza riuscirci, sulle navi dirette in Palestina per le Crociate, e la guerra tra Assisi e Perugia che finisce con un anno di reclusione nelle prigioni perugine.
C'è anche l'incontro con Chiara, una ragazzina di Assisi, che diventerà un riferimento importante per entrambi gli amici: per Francesco che ispirerà le scelte di vita della ragazza che creerà anche un ordine francescano femminile (le clarisse) e per Giovanni che troverà l'amore della vita, un amore impossibile.
Nella seconda parte il racconto segue la vita parallela dei due amici che da adulti hanno fatto scelte non solo diverse ma opposte: Francesco la via religiosa che darà una profonda scossa alla chiesa di allora con l'istituzione di un nuovo ordine di monaci e il recupero della predicazione di Gesù; Giovanni, capitano di ventura, mercenario e assassino. Ambedue riusciranno, separatamente, a raggiungere la Terra Santa, come sognato in gioventù, ma sarà una delusione perchè non c'e' nessuna liberazione del Santo Sepolcro ma guerra, sangue e morte.
Ma malgrado le loro scelte di vita l'amicizia rimane salda fino alla fine e il romanzo si conclude con la morte, a poco tempo di distanza, prima di Giovanni e poi di Francesco.
"Il santo e l'assassino" è un romanzo storico ma è anche un romanzo di amicizia e di amore.
Questa è la trama ma mi sembra giusto aggiungere alcune note: la prima parte è quasi totalmente inventata, non ci sono notizie sulla gioventù di San Francesco, poche, pochissime note. Nella seconda parte invece è inventata solo quello che riguarda la vita di Giovanni, le esperienze di San Francesco sono quelle raccontate nelle biografie. Naturalmente io le ho narrate da romanziere non da saggista ma rispettando sempre la realtà storica.
Il contesto storico e sociale è quello della fine XII secolo, inizio XIII; era importante che l'ambientazione fosse rigorosamente vera, non solo per rendere verosimile la parte di fantasia ma perchè credo che un romanzo storico, pur nell'invenzione letteraria debba essere anche una fonte di informazione . "I promessi sposi" di Alessandro Manzoni (nessun confronto col suo romanzo, per carità, non sono così stupido da paragonarmi ad un gigante della letteratura mondiale) è l'esempio più indicativo della mia concezione di romanzo storico.
Quando ho presentato il romanzo alla libreria Koinè di Porto Torres, ho dialogato con professor Franco Campus, docente di storia medievale all'università di Sassari, studioso che io non conoscevo (l'ho incontrato per la prima volta quella sera) e che, invitato dall'amico Luca Maricca, titolare della libreria, aveva letto il romanzo prima di accettare l'incarico. A parte l'averlo trovato bello, aveva definito la narrazione della parte storica ineccepibile sulla base di quanto si conosce di quel periodo, e come aveva spiegato, avendo dovuto informarsi per rinfrescarsi la memoria, aveva trovato anche elementi nuovi che non conosceva. Per me, il suo contributo, a commentare il mio romanzo al pubblico presente, è stato motivo di grande soddisfazione e in questa sede colgo l'occasione per ringraziarlo di nuovo.
Chi avrà voglia di leggere il mio romanzo, stia certo che non avrà perduto il suo tempo, lo dico senza presunzione ma con l'umiltà di chi è convinto del proprio lavoro perchè ho studiato San Francesco per anni prima di scrivere la storia di un uomo così grande. Grazie.
NOTE
1) Si tratta di una battaglia con bastoni, sassaiole e armi varie tra due squadre, coperte di maschere, armature di legno e altro per la conquista del centro del campo dove si svolge lo scontro.

Commenti
Posta un commento