Memorie 4

di Leo Spanu

La prima volta che sono stato a Firenze avevo 18 anni. Un lungo viaggio attraverso l'Italia fino al Molise, con tre amici e una macchina favolosa; Alfa Romeo Giulietta SS, due posti più due, ma dietro dove stavo  fisso io con la scusa che ero il più piccolo (d'altezza) si stava scomodi. La macchina era del fratello maggior di Luciano V. amico e compagno d'avventure, e stranamente ce l'aveva prestata senza brontolare. Tra le città visitate Ancona, Roma e, appunto Firenze. Nel viaggio di ritorno a casa (a Brescia) sul passo del Giovio ci trovò una bufera di neve: dopo aver bevuto (al bar) un centerbe (80 gradi alcolici) per scaldarci perchè eravamo vestiti leggeri, mettemmo le catene alle ruote sotto la neve. Accidenti che freddo!

FIRENZE

Loggia dei Lanzi. Poca gente perchè era mattino presto.

Palazzi di piazza Santa Croce

                           

"Gli sdraiati" di palazzo Pitti. Sono le conseguenze del cosiddetto "turismo di massa" che io definisco più prosaicamente "turismo cialtrone", quello per cui molti vanno a vedere il "pisellino" del David di Michelangelo.

GARDONE RIVIERA

                     

Gabriele D'Annunzio era senz'altro un megalomane esaltato: Il Vittoriale è il massimo della follia visionaria, non si capisce se è la realizzazione di un sogno o di un incubo ma "La pioggia nel pineto" è tra le poesie più belle che siano mai state scritte.

GENGA (Ancona)

                    

Un paesino vicino alle grotte di Frasassi: un paese che si visita in due minuti. C'è tutto: il municipio, il museo, la scuola, la banca, il comando dei vigili urbani. Una maestrina d'asilo faceva giocare cinque-sei bambini fuori delle mura. Due macchine (compresa la mia) erano parcheggiate in un piazzale più grande del paese. In fondo alla valle la campagna si era nascosta nella nebbia. Mi sono sentito come Giove sull'Olimpo.

GENOVA

                       

Palazzo Ducale: la mia signora

Confesso la mia simpatia per tutti gli artisti, in particolare per quelli sfortunati che continuano ad inseguire i loro sogni per le strade delle nostre città. Forse sono persone prive di talento ma con la convinzione di essere degli incompresi, forse sono solo dei sognatori falliti ma, se così fosse, avremmo un'ulteriore prova  che questo mondo ha perso l'unica guerra che vale la pena di vincere. Questo mimo che si fa leggere in una piazza per una monetina, è la fantasia che abbiamo ucciso, è un bambino che non sa giocare, è un sogno che non ci fa volare. Siamo noi che non sappiamo più vivere.
Strada

GRADARA

La Rocca. Famosa per la storia di Paolo e Francesca, i due sfortunati amanti cantati da Dante nel canto V dell'Inferno, un amore che va oltre la morte:
Amor, che al cor gentil ratto s'apprende,
prese costui della bella persona
che mi fu tolta;  e'l modo ancor m'offende.
Amor, ch'a nullo amato amor perdona
mi prese del costui piacer si forte,
che, come vedi, ancor non m'abbandona.

GUBBIO
       
            Strade
Noi sorsensi abbiamo molto in comune con gli egubini: la fama di matti. La differenza è che noi beviamo l'acqua della nostra fontana invece loro ci fanno il bagno nella loro fontana. Però hanno preferito fare il gemellaggio con Sassari per via dei Candelieri

ISOLA  ASINARA. Ho lavorato diverse volte e a lungo nell'isola per conto della Soprintendenza Archeologica di Sassari (sede di Porto Torres) e conosco bene quasi tutti i posti, anche quelli dove i turisti non possono andare. Ci sono spiagge che, al confronto, quelle di località famose sembrano solo una copie mediocri, con i colori del mare impossibili da descrivere a parole, poi ci sono boschi nascosti che sembra di stare in montagna, in Trentino. E ancora rocce scolpite dal vento e dal sole come in costa Smeralda e angoli con un mare grigio e arrabbiato che si scaglia contro le scogliere del mare di fuori, come nei paesi dell'Europa del nord. Non lo dite a nessuno ma nell'Asinara c'è il mondo intero concentrato  in un'isola.
       La Sirena (notare il volto)

     Al pascolo

Il giardino di fronte alla casermetta della Forestale. E' il luogo dove Falcone e Borsellino preparavano i processi.
In questo luogo io ho avuto l'onore di presentare il mio primo romanzo durante una importante manifestazione culturale organizzata dal comune di Porto Torres e...


...   gli amici della banda dei musicisti e dei tamburini di Porto Torres mi hanno "presentato" al pubblico di curiosi.
P.S. Il tamburino sardo non è un personaggio del libro "Cuore" di Edmondo De Amicis: esiste davvero ed è lì in prima fila.

Notturno                                                                                                                                            

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