14/15enni di ieri

 di Leo Spanu

C'è davvero un problema di adolescenti "cattivi" o per dirla come una volta di "gioventù bruciata"? 

Premesso che io sono sempre dalla parte dei ragazzi (anche quando sbagliano) se non altro perchè per 35 anni sono stato allenatore di atletica leggera nel settore giovanile, devo dire che il mondo dei giovani è sempre stato complicato e difficile, anche per colpa degli adulti che spesso hanno dimenticato la loro giovinezza o che sono troppo distratti da altri problemi per interessarsi della crescita dei loro figli;  peggio ancora quelli talmente possessivi che spesso si dimenticano che i loro figli sono anche individui con una loro personalità. Non parlo di quei genitori (veri yes men per cui tutto è permesso) che hanno promosso a baby sitter una diavoleria elettronica come quella "cosa" che hanno fissa in mano anche quando vanno in gabinetto.

Perchè i giovani di oggi vivono in uno stato di malessere malgrado abbiano tutto e di più. 

Mi capita spesso di sentire alla TV o di leggere sulla rete delle stronzate monumentali. Malgrado la retorica sdolcinata, l'adolescenza non è stata quasi mai una fase felice: è un periodo di timidezze , dubbi, insicurezze, paure, incertezze,  un cestino pieno di momenti difficili che spesso devi superare da solo e talvolta non ci riesci: una delle frasi più stupide del mondo degli adulti è sempre stata: "Crescerà."

Anche a me, che ero prima un bambino timido e poi un adolescente pieno di complessi, è capitato di sentirmi dire (non dai miei genitori) che: " Gli passerà tutto quando gli spariranno i foruncoli dal viso." I foruncoli mi sono spariti a sedici anni, per gli altri problemi ho impiegato un bel pò di tempo per trovare equilibrio e serenità.

Ma come eravamo noi 14/15enni di ieri: stando all'opinione degli adulti (genitori e insegnanti) quasi sempre cattivi e anche stupidi.

Un ricordo personale.

Brescia 1961. Liceo scientifico Annibale Calini, classe 1° B, trentacinque studenti, 10 ragazze e 25 ragazzi. La nostra aula era proprio sopra il portone d'ingresso, con una finestra dove svettava l'asta portabandiera.

Un bel giorno appendemmo una mutanda bianca da uomo, gigantesca e pure sporca. Traffico incasinato davanti alla scuola, telefono della presidenza intasato dalle telefonate di indignazione e di protesta. Per punizione fummo sospesi tutti e 35 per una settimana ma (carogne) con obbligo di frequenza. A fine anno, 8 in condotta per tutti (col 7 si veniva bocciati).

Domanda: chi erano i cattivi, noi o loro?

P.S. Senza saperlo, con uno sberleffo, avevamo anticipato la contestazione studentesca del 68. Spero che la storia (la contestazione non le mutande!) si ripeta. A Parigi hanno già cominciato ( i francesi sono stati i primi anche nel 1968). 

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