di Leo Spanu
Ho trovato queste immagini sparse nella rete. Petronio Pani, mio carissimo amico, era uno studioso e collezionista della cultura di Sorso, le sue cartoline sono state usate da tanti per mille scopi, qualcuno si è pure "dimenticato " di restituire il materiale preso in prestito. Quando Petronio morì, io (ho lavorato un anno, come documentalista, all'Archivio di Stato di Sassari) e Gavino Spanu ci offrimmo di ordinare e catalogare tutti i suoi documenti. Non se ne fece niente. Spero che i suoi figli abbiano conservato il suo patrimonio.
Tornando alle immagini, sono tutte note e più volte pubblicate sulla rete col vizio ormai diffuso di non citare fonte o proprietà ed io sono costretto fare di necessità virtù. Ma voglio ringraziare lo stesso tutti gli anonimi (proprietari o meno) di questi che sono documenti importanti della nostra memoria. Per cui, mettendole tutte insieme, risparmio la fatica a sorsensi e a simpatizzanti di Sorso, di andare a cercarle a una ad una.
Le immagini sono relative agli anni 50/60/70 del secolo scorso. Oggi le cartoline sono reliquie del passato, abbiamo affidato ormai la nostra memoria a "macchinette" che raccolgono tutto e non conservano niente. La tecnologia non fa cultura, è solo uno strumento utile, a condizione di saperla usare. Da quel che vedo in giro la scienza, con le sue applicazioni, sta andando avanti, l'uomo no. In qualche caso sta tornando nelle caverne.
Introduciamo questa carrellata di immagini con l'incipit di una poesia di Andreuccio Bonfigli, sindaco di Sorso e poeta a tempo perso.
"Sossu, chi sei naddu a occi a sori"
La traduzione di una poesia è sempre un lavoro faticoso perchè non sempre si può ricreare la ritmica o la musicalità dei versi originali. La traduzione letterale sarebbe: Sorso, che sei nato con gli occhi (rivolti) al sole. Non rende la bellezza dell'immagine; personalmente preferisco una traduzione più libera:
"Sorso, che sei nato col sole in fronte."
Panorami
Questo è uno di quei casi dove il passato era, esteticamente, più gradevole. Oggi tutto tende a diventare piatto e anonimo.
Questa era "lu patiu" l'antica piazza Garibaldi che tanti rimpiangono per la sua "bellezza" (?). Condannatemi pure per averla "rovinata" ma siete sicuri che gli interventi successivi siano stati e siano migliori?
Oggi si chiama piazza Andreuccio Bonfigli (ex sindaco di Sorso). Io gli avrei dedicato il campo sportivo visto il suo impegno per il calcio. Se non ricordo male, il giorno dell'intestazione della piazza (i vecchi collaboratori del sindaco non furono invitati), alla sera ci fu un omicidio. Per chi è superstizioso non è una bella cosa.
La piazzetta vista da un'altra prospettiva. Credo sia un'immagine che risale agli anni 40. Notare la pavimentazione della strada a "ciottolato".
Più o meno la stessa immagine ma più "abitata". Quando è nata la "Gabbietta"? E quando è stata asfaltata la strada?
Non conoscevo questa fotografia, probabilmente anni 40.
Piazza san Pantaleo. Manca la palma che diventò gigantesca e che poi fu abbattuta.
Questa probabilmente è la cartolina più antica: inizi 1900.
Eccoci arrivati in piazza Sant'Agostino, l'altro salotto (si fa per dire) dei sorsensi.
Altra immagine
Parco delle Rimembranze, oggi piazza (?) Marginesu. C'è ancora la fontana costruita dall'onorevole Salvatore Cottoni.
Questa è una versione, c'è sempre la fontana e la piazza sembrava (ed era) un giardino. La chiesa di Convento era alquanto mal messa.
Questa è una versione più antica, non solo è più ricca di piante ma c'è ancora il monumento a Salvatore Farina (Sorso 1846- Milano 1918), lo scrittore più importante di Sorso, famoso in Italia e in Europa nell'Ottocento, oggi dimenticato, specialmente a Sorso.
Questa è una versione più moderna. Il monumento ai caduti fu fatto costruire dal sindaco Giuseppe Borio durante la sua amministrazione (1970-1974). La vecchia fontana era stata smontata pezzo a pezzo e si erano rubati anche i tubi.
Questa è la fotografia più antica.
Cambiamo zona.
E adesso parliamo dell'argomento più contestato, nella secolare guerra tra sassaresi e sorsensi, dopo il tentativo di furto della fontana del Rosello da parte dei sorsensi: la spiaggia di Platamona e il lido Iride.
Stabiliamo subito un punto fermo: il comune di Sassari non aveva un accesso al mare (golfo dell'Asinata) fino agli inizi degli anni 50. Il sindaco di Sorso, Salvatore Cottoni, e il sindaco di Sassari, Oreste Pieroni, si misero d'accordo e Sorso cedette a Sassari la parte del litorale che va dalla rotonda di Platamona fino alla torre di Abbacurrente. Anche Porto Torres cedete parte del suo territorio.
Le cartoline con Platamona (Sassari) son un falso voluto.
NOTE: Nell'archivio di Stato di Sassari ci sono documenti vari, delibere sull'accordo e altro.
VARIE
Le immagini seguenti "raccontano" la presenza della donne di Sorso, vestite del costume tradizionale, alla cavalcata di Sassari (anni 50). Non sono in grado di identificare tutte le ragazze, solo qualcuna. Nella prima fotografia, la prima a sinistra mi sembra Marta Santoni ma non ne sono certo, l'ultima è Vannina Delrio, moglie del compianto Franco Sanna, dirigente del CCRS. Nella seconda fotografia, la seconda a sinistra è Maria Paola Giordo, moglie di Pinotto Giordo (e zia di mia moglie)
Questa fotografia invece è più antica, 1934, ed è stata fatta in occasione della visita del principe Umberto di Savoia a Sassari per l'inaugurazione del ponte Rosello (allora viadotto Littorio)
Ora un omaggio ad una persona che ha speso tempo e soldi per ricostruire il costume di Sorso e creare un gruppo folk: Gavino Luigi Spanu. Gavino è stato anche cofondatore insieme a Petronio Pani. Salvatore Farru (attuale presidente), lo scrivente e tanti altri del CCRS ( Centro Culturale Ricreativo Sportivo di Sorso) nel lontano 1987.
Certo che gli occhiali neri sono tipici del costume
Ecco il monumento per cui i sorsensi (o sussinchi) sono noti nel mondo: la fontana della Billellara. Chi beve l'acqua di questa fontana diventa molto intelligente o molto scemo. Fate voi

Questa immagine è tratta dal libro dello scrittore francese Gaston Vuillier, Le isole dimenticate, la Sardegna, che la utilizzò per descrivere il costume di Sorso.
La diligenza. Questa stampa è tratta dal libro (1928) di Guido Colucci.
Stazione di Sassari con i binari per Sorso e Palau.
E ora, per i turisti che forse non lo sanno, un pò di archeologia. Era la passione di Petronio Pani: io ho fatto finanziare i primi scavi, come amministratore comunale, poi ci ho lavorato come assistente tecnico della Soprintendenza Archeologica di Sassari.
Pozzo sacro di Serra Niedda . XII- VIII secolo a. C. Santuario nuragico. Nei dintorni tracce di un insediamento romano.
Villa romana di Santa Filitica. Resti di una chiesa paleocristiani su un impianto termale facenti parte di una villa tardo imperiale.
Villaggio medievale di Geritu. XII secolo, villaggio rurale di circa 1500 abbandonato dalla popolazione. L'area è stata utilizzata come cava nel 1800.( Costruzione della chiesa di San Pantaleo con materiale proveniente dalla chiesa di Sant'Andrea)
Per concludere
Virgo Fidelis
La Virgo Fidelis è la patrona dell'Arma dei Carabinieri. L'opera che la rappresenta è un bassorilievo in gesso dorato scolpito nel 1948 dello scultore e pittore di Sorso, Giuliano Leonardi (Sorso 1899- Sorso 1989). Attualmente l'opera originale è custodita nella cappella del Comando Generale dei Carabinieri a Roma.
Questa immagine è derivata dall'originale e in varie località italiane è utilizzata da cappelle militari o in memoria di caduti dell'arma. A Sorso è stato dimenticato, A seguire alcune opere " militari" di questo grande artista.
Roma. Monumento a Salvo D'Acquisto (1947)
Roma, Tor di Quinto. Reggimento Carabinieri a cavallo. La Cavallerizza (1931)
Per i distratti:
la Madonnina in bronzo in alto, sopra la chiesa di San Pantaleo, è di Giuliano Leonardi.
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