Parliamo ancora di libri

 di Leo Spanu

Ho scritto vari articoli sui miei (pochi) e su quelli deli altri (tanti). Qui rimetto insieme gli articoli che parlano del mio amore per i libri.

Nel corso degli anni mi sono costruito una piccola biblioteca casalinga. Un vecchio sogno (uno dei pochi) che sono riuscito a realizzare perché, da ragazzo, non potevo permettermi di comprare libri ed ero quindi un frequentatore fisso  di biblioteche (scolastiche e pubbliche ) per soddisfare la mia fame di lettura. Poi c’erano i  vicini di casa ricchi, le bancarelle di libri usati. 

Non è una facile battuta ma ho letto anche l’elenco telefonico. Come il pazzo della storiella che credeva di avere in mano un libro giallo e alla fine della lettura non aveva capito chi era il colpevole. Troppi nomi. 

Non li ho mai contati ma credo di avere oltre quattromila libri distribuiti ( in ordine) per la casa, senza considerare poi la collezione di fantascienza ancora abbondante malgrado abbia regalato oltre seicento volumi di Urania (quelli con le storie più brutte). 

Poi ci sono i libri che ho scritto io, che non sono moltissimi ( una decina), però solo i cinque  pubblicati si  sono guadagnati un posto negli scaffali. Gli altri sono ancora in castigo in soffitta. Verranno promossi solo quando e se si saranno guadagnati la pubblicazione. 

Gli argomenti  dei  libri che possiedo,  in pratica comprendono lo scibile umano o quasi; come lettore sono sempre stato onnivoro, da ragazzo leggevo anche le enciclopedie.

Qualcuno ricorda i  “ Cinque  libri del sapere” (Garzanti 1953) oltre cinquemila pagine. L’ho letto integralmente almeno due volte e alcune parti anche di più. Poi crescendo ho dovuto  fare delle scelte  ma so che non riuscirò a leggere tutti quei cinque o seimila libri che ancora mi interessano.

In altri articoli presenterò anche i miei libri ma qui parlerò dei libri in generale: uso il termine “ presentazione” perché tutti i libri sono miei amici, anche quelli che non sono riusciti bene o quelli quasi sconosciuti. I libri sono come le persone, a volte le copertine sono sbagliate o anonime e ci perdiamo una conoscenza o un incontro che può portarci qualcosa di nuovo  in termini di sapere e di emozioni. 

Oggi che troppi parlano solo attraverso una tastiera di computer, che  molte librerie chiudono, che l’ignoranza si maschera dietro un’infinità di mezzi di comunicazione,  restano solo questi monumenti fatti di carta e di parole a salvarci dalla stupidità imperante. Diceva Dante che “ fatti non foste per viver come bruti” ma vi state impegnando parecchio per diventarlo. E allora leggetene almeno uno,  solo un libro all’anno. Magari vi piacerà.

Tornando alla mia biblioteca, a settembre, quasi ogni anno, arriva la mia settimana di passione ma in realtà ci vuole sempre qualche giorno in più: sto invecchiando. Una terrificante "settimana" di pulizia libri risale a diversi anni fa: strada facendo c’era stato il rifacimento del tetto, poi è crollato il soffitto in salotto (nessun ferito ma mobili distrutti, accidenti alla case vecchie!) e via con i lavori di restauro naturalmente fatti da personale specializzato. 

Il problema delle abitazioni costruite negli anni 60 è che si  sono riempite di acciacchi (come me).  Ma loro (le case) possono essere rimesse a posto, la vecchiaia degli uomini non è (ancora) curabile. Con quello che mi sono costati, nell’arco del tempo, gli interventi di manutenzione mi sarei costruito una casa nuova, magari una villetta con giardino ma dopo il matrimonio abbiamo scelto per vivere un’abitazione di proprietà della mia signora.

I miei genitori mi hanno lasciato, invece, solo tanto amore perchè non avevano altro.

Tornando ai miei libri, credo di essere nei dintorni dei 5000 (cinquemila) volumi e, come dice mia nipote, in questa casa ci sono più libri che pentole (non so cosa voglia dire).

Quando devo togliere i libri dagli scaffali, controllare che non ci sia muffa  o umidità tra le pagine (a volte purtroppo si), che non ci siano quegli insetti maledetti (a volte anche loro) che si mangiano la carta e hanno pure un nome simpatico (pesciolini d’argento), quando devo spolverarli e rimetterli al loro posto, giuro che mi sembrano centomila.

Ma è un lavoro che ho sempre fatto io, non ho mai voluto aiuto perché i libri sono amici che devi curare personalmente, trattarli con rispetto e con attenzione, non puoi affidarli a sconosciuti ammesso che esistano persone che fanno questo lavoro. 

Il problema è che, insieme al numero dei libri è aumentato il numero dei miei anni e il mio mal di schiena; quando dal blocco osseo  ritorno in posizione eretta (con l’aiuto della mia signora) mi rendo conto di quanto sia pesante la cultura.

Però è un dovere-piacere per i veri bibliomani che i libri non solo li leggono, ma li toccano, li annusano specie quando è carta buona di antichi libri. E poi ogni tanto riscopro titoli che mi ero dimenticato di possedere, copie ingiallite comprate nelle bancarelle dell’usato, testi di gran valore artistico talvolta anche commerciale. 

La mia curiosità (è sempre stata la mia sola ricchezza e il mio vero talento)  non ha mai avuto limiti di nessun genere. Così mi sono ritrovato, nel corso degli anni, ad avere continue sorprese, a meravigliarmi e a scandalizzarmi, quando necessario.

Intanto ho appena finito di riammirare due  libri straordinari:

- Anna Karenina di Leone Tolstoj nella versione dal russo di Pietro Zvereremich, con le illustrazioni di Gregorio Sciltan (112 tavole a colori), Una edizione fuori commercio di Palazzi Editore 1967.

- Morte nel pomeriggio di Ernest Hemingway, nella traduzione di Fernanda Pivano, con le illustrazioni di Pablo Picasso. Edizione fuori commercio di Palazzi Editore 1968.

Una curiosità: queste opere sono state prima pubblicate a puntate sulla rivista settimanale Tempo.

Fra l’altro i miei libri sono una fonte di stimoli per le cose che scrivo. E’ vero che senza internet non avrei mai avuto la possibilità di farmi leggere dai miei sempre più numerosi lettori, forse più dei 25 di Alessandro Manzoni, ma è pur vero che lui era svantaggiato dagli scarsi mezzi di comunicazione (dell’epoca) quando solo i bravi scrittori finivano in tipografia: oggi scrivono cani e porci e circola troppa mondezza  spacciata per letteratura o giornalismo.

Qualche libraccio l’ho comprato anch’io ma non si possono eliminare il libri, neanche quelli ignobili; devo trovare un angolo nascosto dove dimenticarli.

A proposito avete notato che le persone importanti  o che si credono tali, si presentano in televisione sempre con lo sfondo di biblioteche di ogni forma, colore e dimensione? Sono contento: non pensavo che noi italiani fossimo un popolo di bibliofili anche perchè, malgrado i libri esposti, non mi sembra che da cotante bocche escano perle di cultura. Comunque anch'io voglio partecipare a questa gara di " Metti i libri alle spalle" e vediamo chi ne ha di più. E' vero che non è la quantità che fa un uomo colto, io poi sono un signor nessuno per cui non esporrò la mia faccia ma solo i miei libri perchè, come diceva Totò: Ma mi faccia il piacere.

La domanda più terrificante (e triste), quando vedono che possiedi  più di dieci libri (non scolastici) è: Ma li hai letti tutti? La risposta è a piacere: 

Si. No. Non so. Non ricordo. 

Mi piacciono le copertine. Guardo solo le figure. 

E quelli senza figure? Con quelli neanche ci parlo figuriamoci guardarli. 

No, non li ho mai contati. A volte mi piace contarli ma so contare fino a cento. 

Mi servono per coprire i muri vecchi. Non sembra ma sono veri. 

Cosa ne farai quando morirai? Ci penserò quando sarà il momento per adesso, se non ti disturba, mi tocco gli allegati. 

Ma a cosa ti servono tanti libri? Dipende, ci costruisco scale, piramidi, colonne: quelle di libri vanno molto di moda in televisione. 

Li pulisci pure? No, si puliscono da soli perchè li ho educati bene. 

Continuare a piacere...

NOTE

La mia biblioteca è sparsa in tutte le stanze (ho una casa piccola), ovunque dove trovo uno spazio libero, anche in soffitta. Io ci metto i libri, la mia signora pensa alla scenografia. Le cose strane (pietre, sculture) sono mie, le cose belle (vasi, piatti e altro) sono sue. I giocattoli sono dei mei figli, quando erano bambini. Mi raccomando, guardate pure ma non toccate niente; solo io , nel mio disordine, so dove mettere le mani.

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