Anche la persona più intelligente può avere un momento di imbecillità. Poi ci sono gli imbecilli in servizio permanente effettivo. Specialmente nella classe politica.
di Leo Spanu Gesabele è una principessa fenicia che per interessi politici sposa Acab, re di Israele. Ma Gesabele è, oltre che bellissima, anche una donna colta e intelligente per cui non impiega molto tempo a conquistare e a soggiogare il marito al punto di condizionarlo anche nelle sue scelte politiche. Inoltre introduce in Israele i culti religiosi della sua terra d’origine; divinità, sacerdoti e sacerdotesse che in realtà sono prostitute raffinate. Il sacro e il profano vanno insieme e riescono a conquistare larga parte del popolo. Il dio Baal diventa un pericolo per la religione ebraica ed ecco arrivare il profeta Elia a predicare contro la corrotta e malvagia regina straniera e , con molti miracoli, riesce a portare il popolo dalla sua parte. Ma Gesabele, con menzogne e false testimonianze, fa condannare a morte Elia. Segue un periodo di apparente calma ma con la morte di Acab in battaglia ripartono le contestazioni contro la regina. Sale ...
di Leo Spanu Visto l'interesse suscitato dal dizionario dei cantautori italiani, riprendiamo l' argomento canzoni raccontando questa volta le donne della musica leggera italiana, famose e meno. Alcune grandi voci che hanno segnato la storia della canzone altre, quasi meteore, che però hanno lasciato un piccolo ma piacevole ricordo, almeno nella mia memoria. Con loro si può raccontare anche una parte della storia d’Italia, quella minore. Nell’elenco sono comprese anche cantanti che a me non sono mai piaciute (per il repertorio e per il modo di cantare) ma che erano gradite ad una parte, a volte grande, del pubblico. Alice (Carla Bissi 1954). Voce e donna di straordinaria bellezza, raggiunse un notevole successo negli anni 80 dopo l'incontro con Franco Battiato e Giusto Pio. Negli anni successivi collabora con artisti di grande valore ma le sue opere non raggiungono il grande pubblico. Il vento caldo dell'estate (1980). I treni di Tozeur (1984) con Fra...
di Leo Spanu Parlare di Francia in questo periodo è pericoloso. Da sempre i rapporti coi nostri cugini d'oltralpe sono stati al limite della rissa. Giulio Cesare invade la Gallia e picchia duro (De bello gallico) e loro per vendetta t'inventano Asterix che la storia la racconta al contrario. Napoleone viene in Italia a portarci la " Libertè, Egalitè, Fraternitè" e si ruba statue e quadri (la Gioconda è sempre stata cosa loro). Poi quando hanno scoperto che il vino buono lo sappiamo fare anche noi, hanno svuotato le nostre autobotti per le strade francesi. Ci hanno pure preso a testate per vincere il campionato mondiale di calcio! Insomma una lunga storia di odio (il più) e d'amore (il meno). Però hanno cantautori come Jacques Brel (belga), Charles Aznavour (armeno) e Gilbert Becaud (toh! un francese) e cantanti come Edith Piaf. La poesia francese ha una musicalità unica, come poche altre lingue. Ascoltiamo Paul Verlaine: Les sanglots longs/ des violons/ de l...
di Leo Spanu D’Avena Cristina (1964) Appena nata, invece di frignare come tutti i neonati, si mise a cantare: " I puffi son così.." Da allora ha puffato le palle a tutti gli italiani, grandi e piccoli. A partire dallo Zecchino d'oro ha cantato ben 390 sigle televisive; tutto il resto è mancia. Le sigle più famose: Occhi di gatto; Noi puffi siam così; Pollon; Lady Oscar; Mila e Shiro, Sailor Moon; Kismi Licia etc. etc.......... Molti sono convinti che anche lei sia un cartone animato. De Angelis Wilma (1930) Esponente storica della canzone melodica italiana, concorrente fissa al festival di Sanremo e altri concorsi, è stata definita " miss patatina della canzone italiana" dopo aver cantato Patatina di Gianni Meccia. Un successo strepitoso, una evergreen. Un testo molto originale: Bambina piccolina, patatina, con gli occhi piccolini patatini. Patatà patatà, patatina come te . Adesso si riesce a fare di peggio. Da grande è diventata presentatri...
di Leo Spanu Una volta, nei mercatini rionali, si assistevano a trattative tra clienti (donne) e commercianti che se avessero utilizzato lo stesso metodo all'ONU, ci saremmo risparmiati almeno il 50% delle guerre. Le donne di Sorso erano particolarmente brave e tiravano il prezzo su qualsiasi articolo fino a quando il commerciante cedeva per stanchezza. Ogni tanto qualche errore per eccesso di abilità: una signora di età abbastanza anta, dopo aver rivoltato la bancherella piena di abiti, camice, gonne, maglie, biancheria intima che ormai il caos era completo, per chiudere la trattativa che durava da mezz'ora, disse al quasi distrutto commerciante: -Facciamo così, mi alzi la gonna e mi abbassi le mutande.- -Ma signora, io queste cose non le faccio!- Esclamò l'uomo prima di accasciarsi a terra (per le risate?) Non so se nelle case chiuse o case di tolleranza o casini o bordelli) si potesse discutere del prezzo. Aspettiamo notizie visto che molti politici di n...
di Leo Spanu Due giovani studiose di Sorso si sono divertite a raccogliere vecchie fotografie che poi hanno raccolto in due libri che hanno lo stesso titolo “ In Sorso ” e la stessa casa editrice “Editoriale Documenta” di Cargeghe (SS) La pioniera è stata Jolanda Sassu nel 2012. Conoscevo i suoi genitori in particolare la madre, Francesca Santoni, con la quale siamo stati colleghi in consiglio comunale a Sorso: era una donna combattiva e intelligente e , all’epoca, non era facile fare politica per una donna specialmente se militava nel partito comunista. Il secondo libro, del 2015, è di Stefania Maria Spanu . Presenterò in due articoli separati alcune immagini del loro lavoro, cercando di recuperare da quelle vecchie fotografie anche qualche brandello della nostra memoria, individuale e collettiva. Farò anche commenti ed eventuali correzioni alla didascalie originali (in corsivo). Cominciamo con Jolanda NOTE. La scelta delle f...
di Leo Spanu Non so se sia ancora attuale la vecchia e noiosa ( per me) discussione sul matriarcato sardo. Sembra sia stato una forma di "potere" tra le più oppressive della storia. Non sono un esperto e fra l'altro il tema non mi appassiona. Diceva lo scrittore Giuseppe Dessì che la donna sarda è una Penelope senza Ulisse, lei in casa a tessere e lui, appena fuori della porta, con le pecore. Per l'uomo sardo niente mari misteriosi ed avventure. Lei custode del focolare domestico ma anche detentrice di antichi saperi da tramandare. Lui che costruisce brutte case di pietra, lei che li riveste di bellezza. Sempre Dessì ironizza, con una felice battuta, che " i grandi uomini della Sardegna sono state donne." A guardarsi intorno, oggi, ci sarebbe da dargli ragione. I primi nomi che mi vengono istintivamente alla mente sono: Eleonora d'Arborea, Grazia Deledda, Maria Carta, Maria Lai. Tutte donne! Aiuto! Franco Pinna. Orgosolo, anziani genitori a c...
Modello Giuditta di Leo Spanu Roberto Benigni nel “ Piccolo diavolo”, uno dei suoi pochi film in grazia di Dio, in una stravagante ed esilarante sfilata di moda dentro una chiesa, presentava il “modello Giuditta”. Un camicione bianco informe e privo di eleganza. Ma in realtà Giuditta è (era) un vero modello, almeno come donna. Ma chi era Giuditta? La Bibbia è stata a lungo, per varie ragioni, una fonte d’ispirazione per molti pittori; fra le tante figure immortalate sulla tela, Giuditta ha avuto una grande rilevanza. Ricordiamo in breve la sua storia. Giuditta è un’eroina, una donna modello di fedeltà e di osservanza della legge che per salvare la sua città assediata dagli assiri, circuisce il generale nemico Oloferne e lo uccide. Antica arte femminile quella di Giuditta che facendo leva sulla sua bellezza confonde idee e sentimenti di quel trombone di Oloferne, abituale conquistatore di popoli e di donne. La cena ricca di cibi e bevande va benissimo, come ogni ...
di Leo Spanu Nel 1841 il poeta Giuseppe Giusti scrisse una poesia su un re, uno qualunque, nel senso di chi arriva al potere senza meriti. Infatti il termine “ re travicello” viene utilizzato nella lingua italiana (ancora esiste!) per indicare, in senso spregiativo, una persona che occupa una posizione importante o una carica ufficiale ma che non ha le competenze o l’autorevolezza necessaria e sufficiente per gestir il potere. Immagino che, come capita spesso agli artisti di talento, Giuseppe Giusti non sapesse di immaginare un futuro prossimo venturo ma così facendo ha fotografato l'attuale governo Salvini-Di Maio. Certo, lui pensava ad un solo travicello galleggiante nel mare magnum dell’ignoranza non ad un bosco ma, probabilmente, il poeta era un inguaribile ottimista. Ed ora dal lontano 1841 facciamo un salto nel presente 2018. Il Re Travicello ( Giuseppe Giusti 1809-1850) Al Re Travicello/ piovuto ai ranocchi,/ mi levo il cappello/ ...
di Leo Spanu Come già scritto nel precedente articolo la selezione dei cartellini è basata sulla maggior rappresentatività degli atleti ma in questo caso il materiale utilizzato era minore perchè molti cartellini sono andati smarriti (qualcuno anche delle ragazze). Me ne scuso con gli atleti. Aragona William (1981); Are Franco (1975); Arghittu Gian Mario (1975); Atzeni Giuliano (1973). Balloi Battista (1981); Baracca Francesco (1975); Baracca Sebastiano (1984); Basciu Giuseppe (1959); Beccu Angelo (1993); Beccu Pireddu Giovanni (1973); Bellu Giovanni Angelo (1975); Bergonzi Marcello (1974); Bertoni Luca (1980); Biccone Claudio (1985); Biccone Paolo (1985); Bigella Antonio (1968); Biosa Filiberto (1970). ...
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