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Visualizzazione dei post da dicembre, 2025

Noi

 di Leo Spanu Un mio recente post, che riportava quello di un altro scrittore, l'ho intitolato "Noi che ce ne stiamo andando": niente di triste o di disperato ma la semplice constatazione che il nostro tempo (il mio e quello di tanti coetanei) sta per finire ma finisce bene. Ho specificato di tanti e non di tutti perchè anche tra noi ci sono grandi differenze: ci sono quelli che hanno cercato una vita diversa, più faticosa perchè sempre in salita, una vita che desse un senso positivo al nostro essere uomini, poi ci sono gli altri,  quelli che hanno costruito strade per l'inferno, per chi non si sa difendere, per gli invisibili, per gli ultimi. Uno fra i tanti (purtroppo c'è ampia scelta) è Trump. Anche lui nato nel 1946, anche lui nato alla fine di una guerra che ha lasciato ferite ancora vive. Io da mio padre, militare di carriera ed eroe di guerra che si congedò subito dopo perchè aveva visto troppe cose che non volle mai raccontare a nessuno, ho ereditato l...

Si viaggiare: Modica

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 di Leo Spanu Non avevo mai sentito parlare di Modica fino a quando non ci sono stato. Una sorpresa davvero piacevole, la gentilezza degli abitanti in primo luogo: in farmacia alla mia signora che cercava una medicina particolare hanno prestato un'attenzione e una disponibilità incredibile come se lei, una forestiera sconosciuta, fosse la persona più importante di tutti in quel momento. Una coppia di ragazzi che, nel buio di un vicolo del centro storico, era impegnata in piacevoli intimità (si stavano baciando) fu disturbata da una signora del nostro gruppo per un'informazione sulla casa natale di Quasimodo . Io mi sarei infuriato come una bestia invece  loro non solo ci diedero le giuste informazioni ma ci accompagnarono per un pezzo in quel dedalo di vicoli. Poi la magnificenza del Duomo barocco con una scalinata di 164 gradini: una notte, sfidati dalle nostri mogli, io e un amico di Cagliari (due ultra sessantenni) ce la siamo fatta in salita senza un attimo di pausa. Arriv...

Il medioevo prossimo venturo

 di Leo Spanu Quando ho letto le motivazioni dell'inchiesta sul terrorismo in Italia, sono rimasto perplesso: i giudici inquirenti hanno scritto che l'inchiesta non cancella le responsabilità di Israele nel genocidio del popolo palestinese (il concetto è questo anche se detto con parole diverse). Ho pensato subito che i giudici erano andati oltre le loro competenze poi, vista la squallida strumentalizzazione che la destra sta facendo di questa inchiesta, ho capito che i giudici sono stati saggi: il loro era un invito alla prudenza, forse anomalo nella forma, per evitare ciò che poi è successo ugualmente. Milioni di cittadini italiani, grazie anche ad una stampa sempre più vergognosa, sono stati praticamente accusati di essere solidali con Hamas solo perchè sono dalla parte del popolo palestinese, vittima del terrorismo di stato di Israele. Qualcuno più realista del re ha pure attaccato i giudici, niente di nuovo per una destra che della magistratura ha fatto il nemico da abbatt...

Si viaggiare: Noto

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 di Leo Spanu Conoscevo Noto di fama, del resto la cittadina è stata dichiarata patrimonio dell'umanità dall'UNESCO nel 2002 per il suo centro storico in stile tardo barocco. Un riconoscimento meritato perchè il barocco di Noto è davvero un piacere per gli occhi prima ancora che per lo spirito. La visita non mi ha deluso, mi dispiace solo che la chiavetta dove avevo registrato le fotografie è "impazzita" e mi ha bruciato decine di foto: a Noto, a Taormina, a Catania e sull'Etna e nella villa dei mosaici di Piazza Armerina. Di Noto sono riuscito a salvare qualcosa. 

Enzo Bianchi

di  Leo Spanu  Questa la dedico al mio amico Piero M. che ha sempre avuto una grande ammirazione per Enzo Bianchi. Io mi ci identifico perchè ho sempre provato ad essere migliore di quello che sono. Probabilmente non ci sono riuscito ma insisto. ENZO BIANCHI Da giovane mi sentivo intelligente e ho voluto cambiare il mondo,  da anziano mi sentivo saggio e ho voluto cambiare me stesso, ma ora mi sento solo me stesso, senza pretese, e combatto perchè il mondo non cambi me ! Speriamo che il 2026 non ci peggiori tutti!  

Ancora su piazza Garibaldi

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 di Leo Spanu Lo ripeto ancora una volta: la (ormai) vecchia piazza non mi è mai piaciuta ma ho sempre difeso l'opera non solo perchè responsabile politicamente (da assessore ai LL.PP.  ho programmato questo intervento) ma perchè ho l'abitudine di rispettare il lavoro altrui (anche le opinioni) specialmente quando non lo condivido. Fatta questa premessa facciamo un pò di storia di piazza Garibaldi: prima dell'intervento di rifacimento durante la prima giunta Bonfigli  (1980-85) si trattava di uno spiazzo anonimo, infatti i sorsensi lo chiamavano  " lu patiu" che appunto significa uno spazio vuoto: storicamente a Sassari indicava il luogo dove avvenivano le esecuzioni pubbliche infatti veniva chiamato "lu patiu di lu diauru", traducibile con la piazza del diavolo, per via di una leggenda che parlava di un boia che doveva impiccare il figlio. Non c'entra niente con la nostra storia ma quell'episodio ha dato ai sassaresi uno sgradevole soprannome: i...

W.C.

 di Leo Spanu Alto articolo (2018) da riciclare con pochi aggiornamenti. La parola del giorno è “cesso”. Io l’ho scritta in inglese perché è più fine; infatti come fanno la cacca gli inglesi, dall’alto verso il basso, è un’altra cosa. In Italia invece il solito Silviaccio da Arcore si metteva a dire che lui i cessi (non i WC) delle sue aziende li avrebbe fatti pulire da quelli di 5 stelle.   Apriti cielo: rumori ( si spera solo di protesta) si levarono dalle Alpi alla Sicilia. Rinfreschiamo la memoria agli italiani che non sanno votare e a quelli che non hanno votato ricordando a tutti che Silviaccio definì quelli che non lo votavano "coglioni". Il perchè come paese siamo finiti poi nella merda sarà argomento di studio della storia futura se ancora avremo un storia e adesso andiamo a leggere i sondaggi, Il 100 % degli italiani cerca il cesso sempre e solo in fondo a destra. Chissà perchè? Il 99% degli italiani è onorato di stringere la mano a chi pulisce i cessi. Poi si l...

Noi siamo quelli che se ne stanno andando.

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di Leo Spanu Non copio mai dagli altri (non lo facevo neppure a scuola) ma questo pezzo di Giorgio Trani pubblicato su Linkedin (ieri 26 dicembre) mi rappresenta parola per parola, descrive in breve e con poesia quello che io racconto nel romanzo " I ragazzi delle case INCIS.  Avrei potuto  semplicemente condividerlo come si fa oggi ma preferisco riportarlo sul mio blog, ringraziando l'autore.  Di mio c'è solo il titolo e la copertina del libro. Siamo quella generazione che non tornerà più. Siamo cresciuti con le scarpe piene di polvere, le ginocchia sbucciate e il cuore in corsa, non per guardare uno schermo, ma per finire la merenda e scappare in strada, dove l’unica cosa importante era un pallone e qualche amico. Eravamo quelli che tornavano a casa a piedi da scuola, chiacchierando a voce alta o sognando in silenzio, con la testa già al prossimo gioco, alla prossima avventura, tra una buca nella sabbia e un segreto sussurrato dietro l’angolo. Un bastone poteva essere u...

Parole e immagini (2)

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 di Leo Spanu Omaggio a Klimt M'ero dimenticato che, nelle feste natalizie,  c'è pure Santo Stefano. Date pure un'occhiata anche a questa composizioni, sono le ultime ma come capita spesso per ogni scelta definitiva poi non sono mancate le eccezioni. Nel 1995 ho smesso di sognare a occhi aperti e a pensare seriamente di diventare uno scrittore: Ci sono riuscito anche se molti ancora non lo sanno. Ma tra coloro che hanno letto i miei romanzi c'è qualcuno che mi ha detto grazie. E tanto mi basta. Lago di Gusana (1986) Un giorno tornerò tra questi boschi come un rifugio da inventare e la memoria, libera dal dolore Sarà acqua che non mi porta più via. Colori mutevoli di un tempo che è già finito. Mi perderò nelle acque del lago specchio delle mie paure. Senza emozioni questo sprazzo di cielo imprigionato. Impazzito di malinconia. Avrò il silenzio di queste acque sonnolenti. Avrò il riflesso verde dei tuoi occhi. Avrò l'indifferenza di un cielo che non sembra vero. Avrò...

Parole e immagini (1)

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 di Leo Spanu Omaggio a Giuseppe Biasi Un regalo natalizio per i miei lettori. Perchè a Natale? Perchè in questi giorni tutti avranno di meglio da fare, solo i più affezionati lettori perderanno un pò di tempo per leggermi.  Si tratta infatti delle mie prime composizioni giovanili, quando scoprii che mettere sulla carta pensieri e impressioni mi aiutava, se non proprio a capire di me e degli altri, almeno a provarci.  Le mie sono brevi composizioni che potrei definire anche poetiche; chiamarle semplicemente poesie mi sembra esagerato. Non lo dico per falsa modestia anzi. Qualcuno dei miei antipatizzanti mi considera un presuntuoso ma invece sono solo uno che cerca di essere equilibrato nel pesare me stesso e gli altri, così mi considero un narratore di buon livello ma come "poeta" appena sufficiente. Il mio amore per la poesia (vera) mi permette di dare il giusto valore alle cose che scrivo. Ciò detto, non ho mai partecipato a nessun concorso di poesia, non ho mai pensato...