Parole e immagini (1)

 di Leo Spanu

Omaggio a Giuseppe Biasi

Un regalo natalizio per i miei lettori. Perchè a Natale? Perchè in questi giorni tutti avranno di meglio da fare, solo i più affezionati lettori perderanno un pò di tempo per leggermi. Si tratta infatti delle mie prime composizioni giovanili, quando scoprii che mettere sulla carta pensieri e impressioni mi aiutava, se non proprio a capire di me e degli altri, almeno a provarci. 

Le mie sono brevi composizioni che potrei definire anche poetiche; chiamarle semplicemente poesie mi sembra esagerato. Non lo dico per falsa modestia anzi. Qualcuno dei miei antipatizzanti mi considera un presuntuoso ma invece sono solo uno che cerca di essere equilibrato nel pesare me stesso e gli altri, così mi considero un narratore di buon livello ma come "poeta" appena sufficiente. Il mio amore per la poesia (vera) mi permette di dare il giusto valore alle cose che scrivo. Ciò detto, non ho mai partecipato a nessun concorso di poesia, non ho mai pensato di pubblicare le mie composizioni, ma in questa sede, credo di poter mostrare ai miei lettori anche questo aspetto della mia attività di scrittore e anche un aspetto più intimo della mia personalità. Non lo faccio spesso, in genere sono geloso della mia intimità (per gli anglofoni, privacy).

Alcune composizioni fanno parte di un romanzo (inedito) scritto nel 2010 sulla base di un mio racconto lungo del 1972 ma tutte fanno parte di momenti particolari, quando riesco a raccogliermi e ad isolarmi dal mondo.

La prima composizione che propongo è del 1967, quando avevo 21 anni (allora si diventava maggiorenni a quella età) e quindi ero (e sono) l'unico responsabile (anche legalmente) delle cose che scrivevo ma, in realtà, il primo tentativo risale a due anni prima: versi scritti sui banchi di scuola e dedicati ad una ragazza. Il titolo era "I cavalieri dell'infinito "(mamma mia!) ma non mi ricordo di cosa parlava perchè (per fortuna) è andata perduta. Niente di male ma la cosa veramente grave è che della ragazza, che aveva apprezzato molto il mio omaggio, non ricordo neppure il nome.

Mi merito almeno dieci minuti di vergogna.

Passati i dieci minuti devo dire che il pessimismo esistenziale dei miei vent'anni non è svanito, è solo maturato con l'età anche se spero sempre di sbagliarmi. Un'ultima considerazione: la mia generazione era un pò anarchica perchè insoddisfatta e frustrata (non per niente abbiamo fatto il 68) ma mi sembra giusto e doveroso essere incazzati a vent'anni, a cinquanta è solo ridicolo. Ho fiducia nei ventenni di oggi malgrado i telefonini e derivati.

Per colorare i miei versi aggiungerò anche dei disegni (miei), eseguiti nel 1999.

P.S. Nel 1999 ho riunito la mia produzione di versi in un libro fatto a mano (copia unica) che ho dedicato alla mia signora.

Parole per una canzone (1967)

Non chiedermi parole per una canzone.

Tra gente distratta si è perduta la voce

e le parole se le porta via il vento.


Abitudine (1968)

Questa desolazione così antica

questa disperata allegria

questa vita umiliata dalla solitudine

non è più dolore

e già un'abitudine.

Per i tuoi occhi (1968)

Scriverò una canzone per i tuoi occhi,

l'affiderò al mare

che la racconti al vento

che te la canti tra i capelli.

Scriverò ti amo nei miei sogni

poi aspetterò la notte

per parlare d'amore.


Amo (1969)

Mi sono spogliato della noia

davanti al tuo sorriso

e amo.


Immagini (1969)

Pensa, quando la notte

spegne i colori del tuo viso

e, nell'ombra amica della stanza

lasci liberi i pensieri,

tra le immagini dei tuoi sogni

mi ritroverai.

Distrazione (1971)

Avevo un sogno

chiuso in un pugno

ma per distrazione

aprii la mano.

Sono lontano (1971)

Con due soldi di allegria

ho comperato un biglietto

per vivere.

Ho camminato a lungo

dentro la mia stanza

e sono lontano.

Un sorriso (1971)

Un sorriso è entrato dalla mia finestra

si è posato sui miei pensieri

lieve come una carezza

ed è rimasto a farmi compagnia.

L'ho messo in cornice sulla porta

per darti il benvenuta

quando ritornerai.


Com'era dolce (1971)

Com'era dolce il tuo seno

e gli occhi spalancati

in un'estasi di piacere

e l'urlo dell'anima tua

che si spegneva tra le labbra

come un vento caldo sulla mia pelle

e il silenzio tra noi

quando stanchi d'amore

le nostre mani s'intrecciavano al cielo

e il soffitto si apriva

ai nostri pensieri felici

e il tempo ora che si è raggomitolato in un angolo

come un cane troppo vecchio

che aspetta solo di morire

e arabeschi di fumo

che danzano in un filo di sole

e disegnano sempre il tuo volto

e la mano tesa verso il sogno

a stringere il ricordo di te.


Dubbio (1974)

Vedrò di aiutarti perchè è giusto, 

è logico dividere anche le avversità.

Ma tu saprai cercarmi

quando mi nasconderò?

Anch'io (1975)

Anch'io ho lottato un giorno per la mia vita

con decisione

con rabbia talvolta

così preso

così convinto

che mi è sfuggito il momento

in cui ho perduto.

                              

Vanità (1976)

Sboccia una rosa

e scopre

la propria agonia.

                                

Inverno (1976)

Bandiere di neve

danzano nell'aria.

Senza allegria.


Emozioni (1978)

Misurarsi su spiagge deserte

e ritrovarsi

nell'aspro sapore di mare

un attimo

per caso.

Come avevo sognato.


Notte d'amore (1978)

Anche la notte scolora

e dietro l'ombra discreta

un filo di sole s'accende

sull'ultimo bacio.

Sirene (1982)

Il giorno ha troppi silenzi

come voci della mia coscienza

perduta nella realtà.


Attesa (1982)

Ho aspettato il domani

come un viaggio che non farò

mai.

                                 

Domande (1982)

Non fai che domandare

come un bambino troppo curioso.

Ma cosa posso dirti io,

io che non so neppure

perchè ti amo.


Notturno (1984)

C'è la luna nei tuoi occhi

i tuoi grandi occhi

e ombre di montagne

e di valli nascoste

dove perdermi

nell'ultima avventura.

Itaca (1984)

Da tempo ho superato i confini della mia isola

alla ricerca di spazi che non mi limitassero

di amori che  fossero infiniti

ma tu che stanca mi sorridi

anche tu sei la mia solitudine.


Mio padre (1985)

Se ne andò in silenzio

così come aveva attraversato la vita.

In punta di piedi

per non disturbare.


PUBBLICITA'
2023

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